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Aristotele e la montagna d'oro di Margaret Doody

Quella è la meta finale del vostro viaggio. La cima che vedete», disse Magnete. «Intendo dire che quella montagna custodisce ciò che il vostro cuore desidera. È la Montagna d’Oro!

Un giallo storico avvincente, da leggere tutto d’un fiato.

Aristotele e la montagna d’oro di Margaret Doody trascina il lettore in un periodo storico descritto in modo magistrale, così come sono raccontate le avventure e le indagini del filosofo e scienziato Aristotele, nei panni di uno Sherlock Holmes dei suoi tempi, e del fido Watson, Stefanos.

Dopo la morte di Alessandro III di Macedonia, l’impero pare destinato a sgretolarsi a causa delle lotte tra i contendenti al trono del defunto re macedone. Nell’incertezza del momento, Aristotele, un tempo maestro e mentore del defunto sovrano, si ritrova in una scomoda posizione: decidere se rinunciare al suo Liceo e fuggire all’estero o restare e resistere alle minacce dei patrioti ateniesi antimacedoni. La soluzione al dilemma arriva sotto forma di un invito pervenutogli da un notabile mai incontrato prima.

Aristotele e la montagna d'oro
Aristotele e la montagna d'oro Di Margaret Doody;

Sui sentieri della storia, tra cospirazioni, intrighi e colpi di scena, un affascinante giallo con Aristotele nei panni di Sherlock Holmes e il suo fido Stefanos in quelli di Watson. Pubblicato in Italia in anteprima mondiale assoluta il dodicesimo romanzo di una saga straordinaria che unisce il mondo della Grecia classica alle emozioni, alle psicologie, alla suspense e alle peripezie del romanzo moderno.

«L'uomo che entrò era un perfetto sconosciuto. Se solo tutti gli sconosciuti fossero così perfetti. Tanta perfezione era dovuta in parte alla non comune statura, ma più di tutto al suo aspetto: occhi di un azzurro intenso e un naso diritto che avrebbe fatto onore a una statua. Trent’anni o poco meno, alto e abbronzato (non certo come una statua). Il visitatore indossava un semplice mantello da viaggio di lana con una specie di cappuccio a protezione dalla pioggia. La testa era scoperta, però, così da poterne apprezzare la forma e i capelli ricciuti.»

Se Aristotele si recherà a Filippi, piccola città ai piedi della Montagna d’Oro, sarà riccamente ricompensato per i servigi resi ad Alessandro. Il viaggio per Filippi si rivela insidioso e all’arrivo la situazione è ben diversa da quella che il filosofo e il suo aiutante si aspettavano: nell’imponente palazzo, in cui Aristotele e Stefanos sono ospiti d’onore, vigono regole molto severe che lo fanno percepire agli ospiti come una prigione.

Durante la permanenza al palazzo di Filippi, una scia di omicidi porta Aristotele e Stefanos a indagare, spinti anche dal sospetto di una cospirazione; nel corso delle indagini la ricompensa promessa comincia ad apparire come un pretesto per attirare Aristotele in una trama oscura. La verità scoperta dal filosofo e dal suo assistente è in realtà più articolata e complessa di quanto potesse sembrare.

Aristotele e la montagna d’oro è una storia raccontata con dettagli storici minuziosamente descritti, che donano a tutta la narrazione una veridicità che ammalia e coinvolge; è un carosello di personaggi ben costruiti, nuovi e conosciuti nei capitoli precedenti della saga. Una lettura davvero molto scorrevole.

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