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Che cosa abbiamo nella testa di Edoardo Boncinelli

Ci siamo mai chiesti come funziona il nostro cervello? E se la riposta è sì, fino a che punto? Ma soprattutto, quanti di noi sono affezionati all’immaginario del cervello come “macchina perfetta” e, dunque, infallibile?

In Che cosa abbiamo nella testa? Edoardo Boncinelli e Antonello Calvaruso ci guidano per mano alla scoperta dei modi in cui il nostro cervello opera, svelandoci come – un po’ come tutte le macchine in fondo – anche il nostro cervello ricorra a meccanismi “automatici” che, non sempre, ci conducono nella direzione giusta. Il sottotitolo del libro, Il cammino accidentato della ragione, ci anticipa e prepara la strada a questo viaggio.

Che cosa abbiamo nella testa? si propone infatti come un vero e proprio vademecum per tutti i “non addetti ai lavori”, allo scopo di raggiungere una conoscenza più approfondita del nostro organo più complesso e misterioso e assumere consapevolezza di tutti quei tranelli, inganni, trappole mentali che il nostro cervello costantemente ci tende, per evitare il più possibile di caderci.

Che cosa abbiamo nella testa? Il cammino accidentato della ragione
Che cosa abbiamo nella testa? Il cammino accidentato della ragione Di Edoardo Boncinelli;Antonello Calvaruso;

Come si forma il pensiero? Che cosa sono esattamente memoria, coscienza e mente? Davvero tutto quello che accade dentro di noi non è dovuto ad altro che a un fascio di impulsi elettrici? Quanto c'entra l'istinto e quanto la razionalità nelle scelte che facciamo? In "Che cosa abbiamo nella testa?"

Come tutti i percorsi, anche questo procede per gradi e parte da un dato che funge da premessa: uno studio condotto negli anni Settanta attraverso il quale due psicologi cognitivi avrebbero individuato due distinte modalità che il nostro cervello utilizza per valutare, considerare, assumere decisioni. Il primo sistema, denominato Sistema 1, a cui ricorriamo per prendere decisioni rapide, talvolta istantanee, istintuali ed emozionali, che non richiede alcuno sforzo. Il secondo sistema, il Sistema 2, è quello a cui invece attingiamo nel momento in cui attiviamo un processo decisionale che necessita di concentrazione e ponderazione, e quindi tempi più lunghi. È con il Sistema 2, dunque, che facciamo entrare in gioco la “ragione”; e, differentemente dal Sistema 1, ciò comporta fatica. Non energia fisica, bensì vero e proprio affaticamento mentale.

Nonostante la elementarità del Sistema 1, esso risulta fondamentale per la nostra sopravvivenza. È il sistema che ci consente – e soprattutto ha consentito ai nostri antenati – di reagire agli stimoli esterni percepiti dai nostri sensi nel più breve tempo possibile. «Noi quindi abbiamo sempre un periscopio puntato sul mondo circostante, che ci aiuta nelle ricognizioni del mondo e ci accompagna nell’avventura della vita», per dirla con gli autori.

Viceversa «il Sistema 2 è il portavoce della razionalità», che mettiamo in moto ogniqualvolta ci rendiamo conto dell’insufficienza del Sistema 1.

Se questo allora è il canovaccio, Boncinelli e Calvaruso ci proiettano prima all’interno del cervello, scoprendone le sue aree anatomiche, per proseguire offrendoci definizioni quanto più comprensibili e accessibili di concetti densi e complessi quali mente, ragione e razionalità, coscienza ed emozioni. Ci mostrano, infine, le “false piste” che il nostro Sistema 1 attiva più o meno inconsciamente, creando un vero e proprio dialogo con il lettore, chiamato ad una partecipazione attiva attraverso la riproposizione di indovinelli e quiz inclusi all’interno di aneddoti, denominati “storie esemplari”.

Il tutto attraverso una sapiente miscela di conoscenze tratte da svariate discipline (neurobiologia e neuroscienze, psicologia cognitiva, ma anche fisica ed economia) e citazioni – se non a volte digressioni – filosofiche, che si intrecciano, si aggrovigliano, senza mai perdersi in astrazioni o eccedere nella speculazione accademica, ma mantenendo sempre un punto di equilibrio che si traduce in piacere della lettura e sprone per la curiosità.

Così, proseguendo voracemente nella lettura, ci accorgiamo di quanto il saggio parli di tutti noi. Attraverso la ricognizione delle trappole mentali facciamo l’esperienza di ritrovare anche i nostri errori, di riconoscerci in ciò che leggiamo. Ed anche di smuovere la nostra coscienza sociale, quando i due autori ci introducono al paragrafo sulle Credenze sul mondo – sicuramente uno dei più incisivi del libro – con il quale mettono in guardia sull’uso volutamente strumentale e distorsivo di determinate credenze: «le credenze sul mondo tendono a trasformarsi in una sorta di imprinting irreversibile. Talvolta si presentano come status, talaltra come modello di consumo. A volte come bandiere e uniformi, altre come giuramenti, oracoli e inni nazionali. Molto spesso si mascherano dietro manipolazioni subdole e immagini di nemici da combattere. Fino a forme più evolute di lavaggio del cervello che vengono praticate attraverso il meccanismo della ripetizione frequente di un qualcosa che, anche se falso, ci induce a credere che sia la realtà dei fatti, perché la familiarità di un concetto tende a confondersi con la verità».

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