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Santa suerte. Una storia underground di Mauro Armuzzi 

Correvano quegli infami e sgommavano a sirene spianate come se quel suono fosse il segno della loro vittoria e della mia disfatta, era il mio silenzio, era il suono della mia morte, stavo morendo dentro…

Mamamia, Maradona, Mauro. Tre personaggi in uno scandiscono il tempo in questo romanzo avvincente e pieno di suspense fino all’ultima pagina.

La vicenda narrata è tratta dalla storia vera di un ragazzo nato nella periferia di Roma, stanco della vita di quartiere e pronto a tutto pur di evolversi in qualcosa di nuovo. Da questa frenesia nasce il racconto di una vita underground, come l’autore stesso la definisce, fatta di scelte e di conseguenze che tengono incollato il lettore alle pagine.

La scelta preponderante del protagonista, che lo costringerà a vivere da criminale per gran parte della sua esistenza, ci porta a scoprire un mondo sommerso e oscuro, quasi invisibile, quasi surreale, e invece realmente esistente.

Un viaggio nel mondo dei narcos e della baldoria notturna, contornato dall’apparizione di prostitute e giullari, drogati e papponi, amici e nemici.

Santa suerte. Una storia underground

La storia maledetta di Mauro, detto Mamamia ovvero Maradona. Raccontata in prima persona e dalla cella di un carcere: una vita fatta di trasgressione assoluta, attrazione fatale per il male, sfida continua alla morte. Un biglietto per l'inferno che sembra di sola andata, fra droghe, sballo e malavita. Da Londra all'India, da Ibiza a Regina Coeli. E poi un riscatto inaspettato. La scoperta della vera libertà: quella di accettare l'amore degli altri, per capire, alla fine, chi sei tu veramente. Prefazione di Antonio Padellaro. Postfazione di Pietro Vereni.

Lo spericolato protagonista, nella sua intensa e personale visione, ci mostra una Londra malsana, un’India mistica, un Marocco corrotto e un’Ibiza drogata. I suoi continui viaggi per trasportare droga sono caratterizzati dagli incontri con personaggi secondari, ma non per questo meno importanti; quello che si intuisce dalla narrazione è la continua ricerca del protagonista di un’appartenenza, in questo caso rappresentata dal “branco”.

I cambiamenti interiori del personaggio sono ben descritti e portano a riflettere sulle reali possibilità che ha ognuno di noi nella dura salita che è la vita.

I temi centrali sono la criminalità e l’amicizia, le continue fughe per mantenere la libertà, storie di strada che si mescolano alla festa senza sosta, interrotta, solo a volte, dalle rese dei conti fra criminali, che determinano il tempo durante il racconto.

La narrazione nuda e cruda dell’autore non fa sconti e il lettore è costretto a relazionarsi con una realtà affascinante che trascina e ingloba. Le descrizioni dei luoghi e dei personaggi fanno credere realmente in un mondo parallelo, dove il delinquente fa da padrone mentre gli altri dormono.

Colpisce l’aspetto duale del romanzo e la lotta interiore di Mauro fra il male e il bene. Il lettore viene chiamato all’interpretazione delle scelte del protagonista e alla scelta tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. Sorprende l’incredibile voglia di rivalsa di Mauro, che soffia come un vento fresco tra le pagine, dalla prima all’ultima riga.

Un’autobiografia sincera che nasce dalla voglia di crescere e vivere e che narra le vicende che porteranno al bivio decisivo che hanno reso l’autore ciò che è oggi.

È un libro che narra la sofferenza della borgata e la voglia di uscire da quel buco per essere finalmente riconosciuto in qualcosa di più grande.

Tra i temi che emergono, merita particolare attenzione il rapporto con la madre, della quale viene raccontato il dolore, il dolore di una persona che non comprende fino in fondo, ma accetta per amore del figlio.

Un racconto estremo e violento, colmo di eccessi e di avventure clandestine, doloroso, profondo, unico e intenso. Santa Suerte è anche una storia fatta di rinascita e redenzione che, di riflesso, apre aspettative profonde anche in chi la scopre pagina dopo pagina.

Una finestra socchiusa che si apre nei primi anni Novanta e poco a poco ci riconduce ai giorni nostri, quando finalmente tutti i nodi si sciolgono e incredibilmente si scopre che in realtà è un racconto che parla di libertà e di sogni, di giustizia e di incontri, di amore per la vita e di ricerca interiore della felicità.

Santa Suerte è stato scritto in carcere, ma parla di liberazione e di speranza; non c’è esempio migliore per comprendere la dualità della mente umana: voleva essere libero e ha fatto di tutto affinché quella libertà gli fosse tolta. Una volta rinchiuso, ha scoperto nell’arte la chiave che apre ogni porta.

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Prima Effe. Feltrinelli per la scuola propone l’incontro con gli scrittori per trasformare la lettura in un’esperienza indimenticabile, per avvicinare gli studenti ai grandi temi dell’attualità offrendo la possibilità di confrontarsi con chi quelle storie le ha scritte. Un viaggio straordinario e a portata di mano, nel mondo e in se stessi. Per organizzare un incontro scrivi a mailto:info@primaeffe.it

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