Sotto le copertine

Un battello inarrestabile! 30 anni di grandi libri per piccoli lettori

Per fortuna faccio un lavoro molto poco routinario, e ogni giorno è diverso dagli altri. Di solito inizia con una telefonata, a un collega, o a un autore. O con una riunione. E finisce più o meno sempre leggendo, ben oltre l’orario di lavoro…

Enrico Racca

Nella primavera scorsa è uscito il suo primo libro, L’estate dei Ribelli (Feltrinelli Kids). Ambientata nel giugno del 1944, è la storia di quattro ragazzini che si sfidano in una prova di coraggio e inaspettatamente si trovano coinvolti nella guerra vera, in un’estate che si rivelerà la più importante della loro vita (la nostra recensione qui). Piccolo dettaglio curioso: le pagine sono glossate con brevi annotazioni a margine, scritte “a mano” da un misterioso lettore – o lettrice. Una trovata divertente e funzionale… che non poteva che venire in mente a una persona abituata da sempre a leggere “con la matita in mano”.

Ma non è l’unico indizio.
Ispirato alla figura di Nuto Revelli, il romanzo rivela anche altri tratti personali dell’autore: le origini cuneesi, tanto per cominciare, e poi l’amore per la storia e per i temi della resistenza; più di ogni cosa, però, tradisce una passione sincera per l’universo emotivo dei suoi giovani protagonisti e per quella fase della vita in cui ogni esperienza contribuisce alla costruzione di un’identità.

Infatti Enrico Racca, classe 1976, occhi neri e una punta di ironia nella voce pacata, si occupa di editoria da anni.
Si è innamorato della lettura da ragazzo – con un libro per nulla adatto ai ragazzi, ma pazienza, le vie della letteratura sono infinite –  e tanto è bastato per capire, alle soglie dell’età adulta, di voler fare “qualcosa” nel mondo dei libri. È entrato in Sperling&Kupfer come editor nel 2004 per poi diventare responsabile dell’area non-fiction. Nel 2014 ha iniziato a occuparsi di letteratura “per i più giovani” e oggi è il direttore editoriale di tutta l’area ragazzi del gruppo Mondadori. (... niente male davvero, per uno che voleva fare “qualcosa”...)
Lo intervistiamo in occasione dei trent’anni della leggendaria sigla editoriale Battello a Vapore

Cion Cion Blu
Cion Cion Blu Di Pinin Carpi;

Cion Cion Blu è un contadino cinese che veste solo di blu e arancione; ha un gatto tutto blu e un cane tutto arancione. E un pesciolino, che si chiama Bluino. Una notte, la neve ricopre di fiocchi bianchi tutti i suoi alberi di aranci: quanto buon gelato d'aranciata! Per venderlo al mercato Cion Cion Blu s'incammina... Un grande classico moderno.

Come descriveresti, in sintesi, la tua professione?

In sintesi estrema, lavoro con un super team di editor, redattori e grafici per offrire ai lettori più giovani i migliori libri possibili, scritti nel miglior modo possibile, con le copertine migliori possibili.

Era questo che sognavi di fare da bambino? O immaginavi tutt’altro? Ricordi il momento in cui hai capito che questa era la tua strada?

In realtà da bambino non sapevo neanche che esistesse, questa professione. Quando inizi a leggere pensi che dietro un libro si “nasconda” solo l’autore. Poi scopri che c’è un mucchio di gente, che ama lavorare nell’ombra e non comparire mai (se non nei ringraziamenti di qualche scrittore o scrittrice riconoscente). Però ricordo piuttosto bene il momento in cui ho cominciato a intuire qualcosa. Ero studente universitario a Torino e, insieme a una collega di facoltà, stavamo decidendo il nostro futuro: il giorno dopo scadeva il bando per la domanda per iscriversi alla famigerata SSIS, il corso di perfezionamento che era ai tempi l’unico modo per diventare insegnante. Lei decise che sarebbe diventata insegnante, io che non lo avrei fatto. Le dissi che volevo fare “qualcosa che avesse a che fare con i libri”, senza sapere bene cosa. Ci siamo riusciti entrambi.

Secondo te quali sono le qualità necessarie per fare questo mestiere?

Prima di tutto la curiosità (tantissima), una buona dose di flessibilità, creatività e molta capacità di calarsi nei panni degli altri, soprattutto per chi lavora nei libri per ragazzi, che deve sempre immaginarsi un pubblico che non coincide mai con sé stessi. E poi tante letture, e tante storie (che si possono trovare ovunque, non solo nei libri) e un po’ capacità di scrittura, perché un editor
scrive molto più spesso di quello che immaginiamo.

Come comincia e come finisce la tua giornata lavorativa?

Per fortuna faccio un lavoro molto poco routinario, e ogni giorno è diverso dagli altri. Di solito inizia con una telefonata, a un collega, o a un autore. O con una riunione. E finisce più o meno sempre leggendo, ben oltre l’orario di lavoro…

Da grande farò il calciatore
Da grande farò il calciatore Di Luigi Garlando;

Pietro ha due passioni: il calcio e l'isoletta dove abita con la sua mamma, uno scoglio grande come la metà di un campo da calcio. Il giorno del suo compleanno riceve un regalo speciale: seduto in cucina c'è Iaki il Magnifico, il suo calciatore preferito! Sarà l'inizio di un'amicizia importante, che permetterà a Pietro di seguire il suo idolo a Milano e realizzare il suo sogno.

La banda della III C
La banda della III C Di Lia Levi;

Vincenzo ha un progetto che gli frulla nella testa: insieme a Mirko e a Viola vuole formare una banda. Ma non di quelle che fanno cose cattive! Al contrario, la loro missione sarà difendere i vecchietti del quartiere dai rapinatori. E quando la nonna di Vincenzo viene avvicinata da una signora dall'aria sospetta, capiscono che è arrivato il momento di entrare in azione.

Tu sei direttore editoriale di tutta l’area Ragazzi del gruppo Mondadori, ma oggi parliamo in modo particolare del Battello a Vapore di Piemme che compie in questi giorni “trent’anni di letture di qualità”. Cosa prevedono i festeggiamenti?

Abbiamo “celebrato” il compleanno al Salone di Torino, dove abbiamo raccontato insieme ad alcuni autori che cosa ha significato per loro essere parte di questa lunga storia, e presentato i risultati di una ricerca condotta insieme con Doxa. Festeggeremo tutto l’anno, semplicemente cercando di pubblicare libri belli e il più possibile necessari, come ha fatto chi ha avviato questa storia e chi l’ha portata avanti per tre decenni.

Fra le iniziative in programma, il Battello riporta in libreria sei titoli iconici della casa editrice con una nuova veste grafica. Dev’essere stato molto difficile comporre la selezione… come avete lavorato per venirne a capo?

Abbiamo calcolato, a spanne, che in trent’anni abbiamo pubblicato più di quattromila libri, quindi, sì, la selezione è stata difficile, ma tutti e sei i titoli scelti hanno rappresentato un momento importante (editorialmente parlando) delle collane “classiche” del Battello, quelle che esistevano fin dalla fondazione, con la costa dai colori diversi, ognuna per una fascia di età. Credo che tutti, ma proprio tutti, coloro che sono stati bambini dal 1992 a oggi abbiano tenuto in mano almeno una volta nella vita un libro del Battello a Vapore. E magari proprio uno di questi sei.

In occasione del compleanno, Edizioni Piemme – Il battello a vapore ha anche promosso una ricerca BVA Doxa Kids riguardo alla passione di giovani lettrici e lettori per la lettura. Genitori, insegnanti e librai continuano a lamentarsi di una generazione che non legge, ma lo scenario che emerge dalla ricerca è piuttosto ottimista, tu cosa ne pensi?

Di solito noi adulti ci lamentiamo perché abbiamo paura (del tempo “perso” sui dispositivi elettronici, o davanti alla TV, eccetera) o perché affiora un po’ di senso di colpa. Sì, i ragazzi leggono: sicuramente lo fanno quelli della fascia 8-11 anni che erano coinvolti nella ricerca. Leggono anche piuttosto “bene”, fanno scelte chiare e consapevoli, anche perché l’offerta degli ultimi decenni è incredibilmente ricca, almeno rispetto a quella di quando io facevo le scuole elementari. Negli ultimi anni il mercato dei libri per ragazzi è sempre cresciuto e ha conosciuto casi di bestseller globali come non era mai accaduto nel passato: penso ovviamente a Harry Potter, ma anche alle Storie della buonanotte per bambine ribelli, o ai Diari di una schiappa.

Mi ha incuriosita, fra i punti evidenziati della ricerca, l’importanza della “scintilla” nella storia dei lettori, cioè il libro che fa innamorare dei libri. C’è stato anche per te questo libro? Oltre ai sei di cui parlavamo, ci sono altri titoli nel vostro catalogo che definiresti libri-scintilla?

Non ricordo esattamente il libro, perché ero un lettore onnivoro, croce e delizia della bibliotecaria del mio piccolo paese. Ricordo però benissimo quando, a 11 anni lessi Pet Sematary, di Stephen King (ovviamente sconsigliatissimo ai ragazzi di 11 anni…). Una volta sopravvissuto alla paura, capii che sarei stato un lettore per tutta la vita. I libri-scintilla possono essere moltissimi, proprio perché le corde che fa risuonare un libro sono del tutto personali e dipendono da quello che stiamo vivendo, dal momento in cui prendiamo in mano quel libro. Vado a memoria, con tre titoli-scintilla del Battello: Buchi nel deserto di Louis Sachar, Le mitiche avventure di Capitan Mutanda di Dav Pilkey e la meravigliosa lezione della senatrice Liliana Segre Scolpitelo nel vostro cuore.

Tu hai recentemente pubblicato il tuo primo libro, L’estate dei ribelli (Feltrinelli Kids) un romanzo per ragazzi ambientato durante la seconda guerra mondiale. Era un progetto a cui lavoravi da tempo? Come è stato ritrovarsi “dall’altra parte”, cioè nei panni dell’autore?    

 L’idea galleggiava da qualche parte da un po’ di tempo: ne avevo scritto una prima parte fra le montagne del cuneese, dove ho ambientato la storia. Poi è riemersa in epoca covid, grazie al tempo dilatato dalla pandemia. Devo dire che è stato buffo, un po’ imbarazzante, ma molto divertente. E anche istruttivo: sono una persona piuttosto sicura di sé, ma la scrittura ti mette parecchio a nudo, e forse oggi capisco meglio cosa provano i nostri autori e autrici.

La scuola è finita da poco, e per molti bambini e ragazzi questo è il momento di dedicarsi al piacere delle famose letture “sotto l’ombrellone”. Quali sono i tuoi consigli di lettura (ma anche di ri-lettura, naturalmente)? Fra le novità in arrivo in libreria, c’è qualche titolo o iniziativa particolare che ci puoi segnalare?

Visto che sono “ospite” di Maremosso come Battello a Vapore, ne cito tre usciti o che stanno uscendo in questa linea. Tutti all’insegna dell’intrattenimento (che è una parola bellissima, che associo immediatamente all’estate…) Per chi vuol ridere, un suggerimento d’obbligo è Detective Linus di Angelo Mozzillo. Per chi ama i libri a fumetti, Anna dai capelli verdi, di Agnese Innocente e Micol Beltramini (in uscita a metà giugno) e per chi preferisce leggere il libro prima del film, L’estate nei tuoi occhi, di Jenny Han, che vedremo in TV su Amazon Prime a giugno. E infine una saga da riscoprire: i libri di Ulysses Moore, pseudonimo dell’italianissimo Pierdomenico Baccalario. Sono diciotto volumi, direi che l’estate è il momento migliore per intraprendere questa lunga avventura…

 

Enrico Racca

Bruno lo zozzo. Ediz. a colori
Bruno lo zozzo. Ediz. a colori Di Simone Frasca;

Tutti gli amici di Bruno hanno un amico invisibile. Ma lui no: non è facile trovare qualcuno che sappia salire sugli alberi, entrare in un passaggio segreto o fare le bolle con il chewing gum. Tutto accadde quella notte in cui i mostri del buio apparvero in corridoio... L'indimenticabile protagonista di un'amicizia tutta da ridere.

Sì, l’estate è il momento ideale per intraprendere avventure libresche, lo sanno tutti, e in modo particolare lo sanno tutti quelli che – genitori e figli – da settimane stanno già impilando sul comodino i libri da mettere in valigia...
Si possono seguire i famigerati “consigli di lettura” degli insegnanti, o scandagliare la libreria di casa alla ricerca di titoli “per niente adatti ai ragazzi” (ma che possono far scattare la scintilla come è successo a Racca), si possono chiedere in prestito agli amici… oppure assaporare uno dei piaceri più estremi della pre-vacanza: curiosare, in tutta calma, fra gli scaffali della libreria.

Inkiostrik, il mostro dell'inchiostro

Inkiostrik è un mostriciattolo e come tale ama tutto ciò che è brutto, schifoso e orripilante. Si nutre di inchiostro e vive nella cantina sporca e polverosa di una scuola: quale miglior posto per andare a caccia del suo nutrimento preferito! Ma cosa ne sarà del piccolo mostro se d'improvviso la scuola decide di ripulire la cantina liberandola dagli animaletti che la popolano? Un mito dell'infanzia di tutti i bambini.

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