Un mare di libri

11 settembre 2001: raccontare la tragedia

Illustrazione di Mirko Barcaiolo, 2022, studente del Triennio in Pittura e Arti Visive, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. Tecnica grafite e acquerello

Illustrazione di Mirko Barcaiolo, 2022, studente del Triennio in Pittura e Arti Visive, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. Tecnica grafite e acquerello

New York. 11 settembre 2001. Due aerei di linea vengono dirottati e scagliati contro le Torri Gemelle. Pochi se ne ricordano, ma c’è un terzo aereo, diretto contro il Pentagono. Il quarto non avrà mai modo di schiantarsi contro il proprio obiettivo – probabilmente la Cupola del Campidoglio – perché in seguito a un’eroica rivolta dei passeggeri finisce per precipitare in Pennsylvania. Le Torri ci mettono un’ora e quarantadue minuti per crollare su loro stesse. E poi non resta che il silenzio.

Le immagini fanno il giro del mondo. La fotografia di un dipendente del World Trade Center che, disperato, preferisce lanciarsi nel vuoto pur di non morire sotto alle macerie (ispirando poi il romanzo di Don De Lillo L’uomo che cade), poi uno scatto di Marcy Borders, la dust lady coperta da capo ai piedi di polvere e altri detriti, sopravvissuta per miracolo al crollo del grattacielo.

In totale, l’attacco alle Torri Gemelle provoca 2.977 morti, ma le sue conseguenze militari e geopolitiche sono destinate a causarne migliaia e migliaia di più.

Tutti ricordano cosa stavano facendo quando sono venuti a conoscenza dell’attentato poi rivendicato da Al-Quaeda, perché nell’istante in cui le edizioni straordinarie hanno dato notizia del crollo delle Torri Gemelle era palpabile la consapevolezza che si stesse assistendo a un pezzo di Storia. La classica data spartiacque che sui manuali separa un periodo storico da un altro, il momento cardine che permette di individuare un prima e un dopo.

Se fino ad allora il mondo occidentale aveva guardato con reverenza e fiducia agli Stati Uniti, considerati forti e sicuri come i tanto caratteristici grattacieli che ne orlavano lo skyline, dopo il 9/11 questa certezza si sgretola. La spirale di violenza della lotta in Medio Oriente non è che il disperato tentativo di una potenza mondiale di riacquisire il controllo sul modo in cui viene percepita dal resto del pianeta.

E forse non bastano più di vent'anni per acquisire un sufficiente distacco storico per poter dare vita a un dialogo esaustivo e oggettivo sull’11 settembre? Difficile a dirsi. Ancora oggi sono molte le domande che non hanno mai ottenuto risposta su quanto sia davvero accaduto quel giorno. Eppure, in occasione del ventesimo anniversario dal crollo delle Torri Gemelle è quasi un dovere civico quello di interrogarsi sulle sue conseguenze socioculturali: da almeno due secoli gli Stati Uniti sono la cartina tornasole del clima politico mondiale, per cui è impossibile ignorare quanto le successive scelte della presidenza Bush abbiano contribuito a forgiare nel nostro immaginario l’idea di un terrorismo capace di colpire in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, senza apparente motivo.

E visto che qui si parla di libri, bisogna ricordare come anche la narrativa, e il modo di fare letteratura in generale, si sia dovuta confrontare sin da subito con l'11 settembre. Nel saggio Out of the Blue: September 11 and the Novel, Kristiaan Versluys sostiene che un romanzo che racconti cosa è davvero successo, quel giorno, sia impossibile: per quanti tentativi si facciano, l'attentato resta sepolto dentro di noi, e tutto ciò che possiamo dirne risulta superficiale. Diversa invece la posizione di altri scrittori come De Lillo, Safran Foer o Art Spiegelman, che hanno tentato di dare forma alla tragedia, mettendo in parole il loro trauma. 

Qualsiasi sia la risposta che vogliamo dare alla questione, i titoli qui proposti intendono aiutare il lettore ad affrontare in un’ottica politica e socioculturale quelle che sono state le conseguenze di Ground Zero, proponendo un punto di vista lucido e analitico su uno dei più grandi sconvolgimenti della storia del mondo occidentale. Dai più importanti romanzi che hanno indagato il dolore e il senso di colpa dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime, a saggi più o meno specialistici dedicati alla strumentalizzazione politica della lotta al terrorismo. Fino ad arrivare a testi che, con tutta la delicatezza richiesta dall’argomento, prendono per mano i più piccoli e provano a spiegare loro cosa sia successo l’11 settembre 2001.

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