Un mare di libri

Giorno della Memoria

Illustrazione digitale di Nicolò Etiopia, 2022, studente del Triennio in Graphic Design e Art Direction, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti

Illustrazione digitale di Nicolò Etiopia, 2022, studente del Triennio in Graphic Design e Art Direction, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti

Uomini a sinistra! Donne a destra! Quattro parole dette tranquillamente, con indifferenza, senza emozione. Quattro parole semplici, brevi. Ma fu l’istante in cui abbandonai mia madre

Questo breve testo è tratto dal libro La notte di Elie Wiesel, giornalista e premio Nobel per la pace, ma soprattutto sopravvissuto ai campi di Auschwitz e Buchenwald. L’ho scelto perché sintetizza perfettamente l’idea di coloro che hanno vissuto la deportazione: l’abbandono.

Un piccolo libro di 112 pagine che vi porteranno dentro un mondo che, speriamo, non torni mai. Io l’ho letto, vi occuperà qualche ora, ma vi riempirà il cuore di emozione e gli occhi di lacrime.

Uno degli “slogan” che maggiormente viene usato per celebrare il Giorno della Memoria è: per non dimenticare.

Sembra una frase retorica, come si può dimenticare qualcosa che ha cambiato per sempre il corso storico di un’intera popolazione? Come si può dimenticare lo sterminio di 6 milioni di ebrei (ma anche di omosessuali, portatori di handicap, rom, sinti)?

Si può! Poiché non lo abbiamo vissuto.

Allora bisogna affidarsi alla storia, ai libri, e provare a conoscere, attraverso il racconto di chi ha vissuto quegli anni, ciò che è stato essere ebreo in Europa ed essere deportato in campi di concentramento in cui si perdeva la propria identità a favore di un numero.

Primo Levi, secondo Marco Belpoliti

Leggi l'intervista al curatore dell'opera di Levi

In occasione del giorno della memoria abbiamo avuto il privilegio di intervistare Marco Belpoliti, che ci pone di fronte a una domanda difficile: se ci fossimo trovati nella stessa situazione, che scelte avremmo fatto noi?

Sulla Shoah ho letto più di un libro, tutte testimonianze, e quello che ho sempre riscontrato nelle parole di chi ci lasciava un pezzo doloroso e intimo della propria vita è la Dignità con cui queste persone raccontavano del loro tozzo di pane, della sveglia di notte per i lavori forzati, del freddo che faceva battere i denti, ma soprattutto della morte che ogni giorno raggiungeva un amico di branda, un fratello, una sorella.

Racconti difficili da immaginare. Eppure veri, tutti molto simili, tutti ugualmente dolorosi.

Loro, i protagonisti di queste storie, non possono dimenticare neanche per un solo istante e con loro non dimenticano le loro famiglie che lottano ancora, strenuamente, per mantenere vivo il ricordo, perché qualcosa che è accaduto può accadere ancora.

Che tu sia un lettore che si approccia per la prima volta ad un testo sull’Olocausto, che tu conosca già l’argomento o che tu sia esperto, un libro sulla Shoah continuerà sempre a cambiarti la vita.

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