La redazione segnala

L'attentato di piazza della Loggia

La trilogia della Patria del giornalista e scrittore Enrico Deaglio è una raccolta in presa diretta dei fatti più importanti che hanno segnato la storia del nostro paese dal 1967 al 2020. I volumi:

Patria 1967-1977, Feltrinelli 2018
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Patria 1978-2010, Il Saggiatore 2010
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Patria 2010-2020, Feltrinelli 2020 
Estratto da

Patria 1967-1977 di Enrico Deaglio

pp. 205-206

Patria 1967-1977
Patria 1967-1977 Di Enrico Deaglio;Valentina Redaelli;

Nel 1967 Gianni Morandi canta "C'era un ragazzo che come me", De André "Via del Campo2 e Luigi Tenco si spara un colpo di pistola al Festival di Sanremo: si sente nell'aria che qualcosa sta per succedere, e infatti comincia un decennio di rivoluzioni, conquiste, speranze, disamori e misteri. Ma che cosa è successo davvero in quel decennio?

28 maggio 1974, cronaca della strage

L'attentato di piazza della Loggia nelle parole della sentenza Appello strage di Brescia 1982:

«28 maggio 1974. La manifestazione antifascista in piazza della Loggia ha inizio alle ore 10.00 precise.
Dopo poche parole del presentatore ufficiale sale sul palco degli oratori, allestito nella parte ovest della piazza, il sindacalista Franco Castrezzati.

Secondo il programma era prevista l'affluenza di quattro cortei provenienti rispettivamente da piazza Cesare Battisti, piazza Garibaldi, piazza della Repubblica e piazza Arnaldo.
Quando Castrezzati prende la parola sono appena arrivati i cortei provenienti da piazza Battisti e da piazza della Repubblica; quello di piazza Garibaldi, formato da oltre 5000 persone, sopraggiungerà a discorso già iniziato.
La folla presente è valutabile in 2000 persone. Il tempo non è clemente. La fitta pioggia disturba la manifestazione e induce un numero elevato di partecipanti a riparare sotto i portici che delimitano il lato est della piazza.

Per far posto alla gente i carabinieri e le guardie di pubblica sicurezza in divisa, che abitualmente stazionano sotto l'arcata centrale dei portici [...] si ritirano più a nord.
In conformità all'ordinanza emanata dal questore tre giorni prima, il funzionario incaricato di dirigere il servizio di ordine pubblico raggiunge la piazza alle ore 8.30 e prende contatto col tenente dei carabinieri e col maresciallo di pubblica sicurezza già presenti con gli uomini da essi rispettivamente comandati.
Non essendo stata segnalata una situazione particolare di pericolo e di allarme, la ispezione dei luoghi considerata misura eccezionale, non è compresa tra gli adempimenti previsti.

Il funzionario provvede tuttavia personalmente a ispezionare il palco destinato agli oratori come avviene sempre per ragioni di evidente cautela. Nessuno si è dato pensiero di controllare le cassette metalliche portarifiuti distribuite nella piazza e sotto i portici; i netturbini peraltro avevano provveduto al loro svuotamento tra le 6.45 e le 7.00.
Il sindacalista Castrezzati sta parlando da circa dieci minuti.
Nella parte iniziale del suo intervento collega il Msi alle organizzazioni eversive di estrazione nera e deplora che l'on. Almirante, del quale ricorda la adesione alla Repubblica di Salò e l’attività di fedele servitore al governo fantoccio asservito ai nazisti, possa apparire e far sentire la propria voce sugli schermi della televisione nazionale.

Sono le 10.12. L’oratore sta iniziando un nuovo capoverso "A Milano..." e in questo momento si avverte una specie di boato. Nel lato est della piazza, dove ci sono i portici, molte persone sono scaraventate per terra come succedeva al tempo della guerra durante i bombardamenti aerei ma sono le più fortunate; le altre sono uccise o ferite. Una bomba è scoppiata in una delle cassette metalliche portarifiuti addossate alle colonne del porticato provocando gli effetti devastanti che non è difficile immaginare.
La colonna è prossima a quella arcata centrale dalla quale si è detto che la Forza Pubblica si era ritirata per far posto ai manifestanti.

Lo spettacolo è terrificante. Il sangue è dappertutto. I morti sono atrocemente sfigurati e mutilati. I lamenti dei feriti si intrecciano con le urla di coloro che, rimasti illesi, danno sfogo alla paura, alla collera, alla stessa gioiosa sensazione di essere salvi. Molti piangono, molti sono impietriti.
Chi può descrivere la varietà di atteggiamenti e di reazioni che l'angoscia è capace di suscitare?
La confusione e lo smarrimento sono al massimo, voci incontrollate contribuiscono ad accrescere il panico: tra queste la voce che altre bombe scoppieranno da un momento all'altro.
Non tutti per fortuna hanno perduto la testa.
Si cerca di stabilire un minimo di ordine, di provvedere alle necessità più immediate, di organizzare i soccorsi. Gli automezzi della Croce Bianca, dei Vigili del Fuoco, della polizia, dei carabinieri si susseguono senza tregua e l'ululato delle sirene contribuisce a rendere più allucinante la scena, a serrare gli animi in una morsa più dolorosa.
L’eccidio ha causato otto morti e più di cento feriti.»

Per approfondire

Una specie di vento. Piazza della Loggia, 28 maggio 1974

Di Marco Archetti | Chiarelettere, 2018

Piazza della Loggia. Vol. 2: In nome del popolo italiano.

Di Francesco BarilliMatteo Fenoglio | Becco Giallo, 2014

Il colore della pioggia. Piazza della Loggia, storie ai margini di una strage

Di Chiara AbastanottiChiara Onger | Liberedizioni, 2014

Trilogia della patria

Patria 1967-1977

Di Enrico DeaglioValentina Redaelli | Feltrinelli, 2018

Patria 1978-2010

Di Enrico Deaglio | Il Saggiatore, 2010

Patria 2010-2020

Di Enrico Deaglio | Feltrinelli, 2020

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©Ben van Meerendonk / AHF, collectie IISG, Amsterdam on Flickr

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