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Cees Nooteboom, una vita per la scrittura

commons.wikimedia.org - © Hpschaefer

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Cees Nooteboom è un viandante della letteratura. E non perché una delle sue peculiarità da scrittore è il racconto delle terre che ha visitato, no. È una questione di passo e di approccio a quel campo desolato e caotico che è la scrittura.

Nato a L’Aia nel 1933, Nooteboom perde il padre da ragazzo, un padre che aveva abbandonato la famiglia già da tempo e ne aveva costruita un’altra senza di loro. Un dolore acceso, un segno profondo che influenza l’approccio dello scrittore con la passione letteraria, palliativo ed esplorazione della sofferenza.

È il 1955 quando scrive la sua prima opera, Philip e gli altri, che sembra essere il perfetto precursore dei romanzi della Beat Generation, contenente appunti, riflessioni, annotazioni dei suoi viaggi. Fra i tanti che scriverà negli anni, Verso Santiago, resta una delle prove più liriche e ammirevoli dell’autore, intrisa di spiritualità e passione per una terra di cui è ardito conoscitore.

Verso Santiago. Disgressioni sulle strade di Spagna. Nuova ediz.

Verso Santiago è uno straordinario racconto di viaggio attraverso luoghi, suoni e odori di una Spagna profonda, misteriosa e poco conosciuta, lungo percorsi insoliti, attraverso le vie di pellegrinaggio e il labirinto della sua architettura, della sua arte e della sua storia. Ma è anche una cronaca elegante e dettagliata della lunga storia d’amore che Nooteboom intrattiene con il suo secondo paese adottivo: dal Cid a Don Chisciotte, da Velázquez a Zurbarán, da Filippo II a Isabella di Castiglia, da Picasso a García Lorca.

Camaleontico nei generi e malfermo sulle influenze, dopo un passaggio conoscitivo con il nouveau roman, si dedica – alternando e mai scegliendo – alla poesia, ai romanzi, ai reportage.

Al centro di qualsiasi opera di Nooteboom si sente una forte presenza dell’immaginazione, cercatrice del suo intreccio e oppositiva gemella dalla realtà. Nessuna delle due può fermarsi per l’altra, è un testa a testa glorioso e perdente, e lo scrittore lo sa bene. Lo sa soprattutto la sua essenza da poeta.

Senza un’immagine appare una poesia,
forma che ancora deve generarsi
dal territorio delle parole,
ereditata da chi non ho mai conosciuto

Cees Nooteboom, Luce ovunque
Luce ovunque (2012-1964)
Luce ovunque (2012-1964) Di Cees Nooteboom;

Luce ovunque è un'antologia che dà conto, a ritroso nel tempo, di circa cinquant'anni di attività poetica di Nooteboom, dall'ultimo volume del 2012 fino al primo del 1964. Un'ampia rassegna che permette finalmente anche al pubblico italiano di conoscere una delle voci piú importanti della poesia contemporanea.

Ecco, questa polvere che si alza dal «territorio delle parole» è quella che si blocca nella gola mentre si leggono i versi, mentre si inciampa fra le pietre che descrive, fra le strade che sembra aver raccontato affinché tu, lettore, potessi inciamparci, fermarti, destarti, guardare, arricchirti di stupore.

Così, una città non è solo una città, ma è un faro puntato sui suoi sentieri ispidi, è l’odore del vento che si modifica in contatto con la terra, è l’immagine di una belva assimilata all’atto della scrittura, è la legge delle cose che viene piegata alla visionarietà dell’uomo. Come si affronta il tempo? Come si batte la morte, se non con l’altrove che vibra nell’immaginazione?

Il privilegio e la condanna di chi scrive – e questo Nooteboom lo sa bene – sta nell’affaccio sul mondo che è gogna e salvezza, peccato e redenzione. È la ferita di chi sente in maniera diversa e non sa come uscirne, se non, appunto, scrivendo.

I libri di Nooteboom

Venezia. Il leone, la città e l'acqua

Di Cees Nooteboom | Iperborea, 2021

533. Il libro dei giorni

Di Cees Nooteboom | Iperborea, 2019

Saigoku. Il pellegrinaggio giapponese dei 33 templi

Di Cees Nooteboom | Iperborea, 2022

Tumbas. Tombe di poeti e pensatori

Di Cees Nooteboom | Iperborea, 2015

Addio. Poesia al tempo del virus

Di Cees Nooteboom | Iperborea, 2020

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Scrittore olandese, autore di romanzi, poesie, saggi, opere teatrali e resoconti di viaggio, come Verso Santiago e Il Buddha dietro lo steccato (Feltrinelli), è ormai ritenuto uno dei più importanti e originali autori europei contemporanei. Rivelatosi a ventidue anni con Philip e gli altri, ha raggiunto il successo internazionale con Rituali e Il canto dell’essere e dell’apparire. Iperborea ha pubblicato anche i romanzi: Mokusei (1994), Le montagne dei Paesi Bassi (1996), La storia seguente (2000, Premio Aristeion della Comunità Europea e Premio Grinzane Cavour 1994 ), Il giorno dei morti (2001), Perduto il paradiso (2006), Le volpi vengono di notte (2010), Avevo mille vite e ne ho preso una sola (2011), Lettere a Poseidon (2013), Saigoku. Il pellegrinaggio giapponese dei 33 templi (2022). A Nooteboom è stato attribuito il Premio Europeo di Poesia 2004, ed è stato insignito del più alto riconoscimento olandese per la letteratura. Nel 2017 viene scelto come vincitore del Premio Letterario Internazionale Mondello, sezione Autore Straniero. Questa la motivazione del giudice del Premio Ernesto Ferrero: «Olandese e cittadino del mondo, viaggiatore incantato che cerca l’uomo e se stesso nell’altrove, reporter che sa trovarsi sui luoghi dei grandi drammi storici, poeta capace di dar vita a ciò che non è visibile, narratore che usa l’immaginazione come strumento principe per cogliere la melodia che si nasconde nel rumore confuso della quotidianità, da decenni Cees Nooteboom incarna magistralmente le ragioni di una scrittura capace di esplorare gli incerti confini che uniscono, più che dividere, realtà e finzione. Nel solco della grande letteratura che va da Cervantes a Pessoa, da Borges a Calvino, Cees Nooteboom cerca con sognante eleganza e ironica leggerezza la saldatura tra l’essere e l’apparire, tra spazio, tempo e linguaggio, tra parola e immagine, simbolo e mito, arte e vita. Appassionato, empatico esploratore di culture, Nooteboom usa la forza rivelatrice dell’invenzione per smascherare le mistificazioni delle ideologie, dei sistemi totalitari, della virtualità dominante. Con lui la libertà della poesia diventa, ancora una volta, rivelazione dei tesori nascosti nelle fragilità dell’umano».È definito dal New York Times "una delle voci più alte nel coro degli autori contemporanei". I suoi libri sono tradotti in più di trenta lingue e ha ottenuto più di una candidatura al Premio Nobel. Nel 2018 è stato insignito del Premio Internazionale Elena Violani Landi.

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