La redazione segnala

Ci metto la penna: scoprite il tema di giugno!

I vostri commenti

Simone, Firenze | 03.07.23

Buonasera Maremosso!
ChatGPT è senza dubbio la novità più discussa dell’ultimo anno sul fronte tecnologico più pop. Seppur io non conosca appieno i dettagli tecnici, e quindi anche potenzialità e criticità, essendo un nativo digitale ho un mio pensiero a riguardo. Fin da quando ho sentito del rilascio di questo chatbot che sfrutta l’IA, non ho minimamente strabuzzato gli occhi. L’ho percepito come il naturale affinamento di strumenti già esistenti da anni, perfetta metafora del progresso tecnologico. Se da un lato è un software che promette di accorpare innumerevoli funzionalità velocizzando il processo di ottenimento dati, dall’altro minaccia un appiattimento culturale purtroppo già in atto. Come sappiamo, ogni strumento tecnologico non ha una valenza intrinseca positiva o negativa, dipende tutto dalle intenzioni. Sfruttarne il supporto è vantaggioso, limitare la creatività a interrogare un chatbot ci impoverisce, svilisce la nostra intelligenza. Per ora l’impatto sembra essere minimo, ma a quanto pare le prossime versioni del software saranno sempre più potenti: potremmo assistere ad implicazioni di una gravità ben diversa. Consiglio Black Mirror, serie tv emblema delle possibili conseguenze del progresso tecnologico sull’essere umano.

Andrea, Milano | 29.06.23

Il successo che ChatGPT ha avuto nell’ultimo anno ha portato molte persone a porsi domande su quello che il futuro ci riserva. C’è chi crede che questo nuovo cammino ci porterà alla distruzione, chi si immagina un futuro alla Matrix in cui saremo completamente sottomessi alle macchine e chi ha paura che l’AI ruberà il lavoro alle persone. Porsi delle domande, quando qualcosa di sconosciuto bussa alla nostra porta, non solo è giusto ma azzarderei dire che è necessario. Ogni teoria potrebbe rivelarsi giusta, ogni pensiero potrebbe essere corretto. Tuttavia, trovo interessante notare come questo fenomeno stia avvenendo adesso che qualcuno ha deciso di fornire un’interfaccia user friendly alle AI. Una chat di testo, molto simile alle più famose app di messaggistica, è bastata per far entrare nella quotidianità della maggior parte delle persone il termine “intelligenza artificiale” e gettare tutti nel panico. Senza però sapere che questa tecnologia esiste da decenni, che il primo modello di Ai risale al 1956, che negli anni 90 per la prima volta un modello di predictive control vinse una partita a scacchi contro un campione del mondo o che è implementata da parecchio tempo negli smartphone (come vi suggeriscono le parole che più spesso usate o che sono più corrette?) attraverso tecniche di deep learning, reinforcement learning e altri ancora.
Credo che, come in tutto, ci sarà chi utilizzerà questa nuova tecnologia a fin di bene per migliorare il genere umano e chi cercherà di trarne profitto, a discapito di altre persone. Basti pensare alla fissione dell’atomo e alle conseguenze che ebbe, per capire quanto importante sia il fine di chi adopera determinati strumenti. Consiglio il film Her e il libro Klara e il sole.

Lara, Cormano | 19.06.23

Che le macchine ci ruberanno il lavoro, lo si sente da anni. A volte è stato davvero così, altre volte era più allarmismo che realtà. Eppure, la tecnologia progredisce e la società si muove con essa: nascono nuovi corsi per insegnare a noi come governare strumenti, programmi, e ottenere risultati nel minor tempo possibile. Ma quando la macchina diventa senziente e basta una sola domanda per ottenere ciò che vogliamo, cosa succede? Io credo che sia l'inizio di una sostituzione, come già sta succedendo ora: sostituiamo noi stessi, lo sforzo mentale di impegnarsi, gli anni di studio, di ricerca, le persone da assumere... e dove si arriverà? L'impatto di ChatGPT, ora, penso sia ancora minimo: un simpatico assistente a cui chiedere qualcosa. Ma domani, una sua versione 2.0, potrebbe contribuire a quella sostituzione di cui parlavo. A maggior ragione se un datore di lavoro, pur di risparmiare, si accontenterà di un testo/immagine/contenuto svuotato da quella creatività tipicamente umana, solo per guadagnare di più e pagare di meno. D'altronde, per quello, siamo già sulla strada giusta.

Mauro, Verona | 15.06.23

Adamo ed Eva mangiarono il frutto dell'albero della conoscenza, per essere simili a Dio... essere solo 'umani' e regnare sul creato non bastava, volevano di più. È andata male, si sa: la curiosità uccide il gatto. Il primo uomo che imparò ad accendere il fuoco avrà goduto di grande considerazione, almeno per cinque minuti; poi impararano tutti e la cosa divenne scontata. Socrate affermava - di fronte alla vastità del sapere - di non sapere nulla e fu accusato di corrompere i giovani insegnando loro a dubitare. Sapere, potere... Chi sa può. Ma una bel colpo di fortuna... quanto vale? Colombo 'buscò el levante por el ponente' e arrivarono il caffè, il cacao, il mais, le patate, i pomodori... Fino all'invenzione della stampa (alla diffusione dei libri) sapere era affare di pochi; chi se lo poteva permettere pagava un precettore che insegnasse ai figli quel che bastava, ma questo signore acculturato era trattato alla stregua di un domestico. Sapere, potere... Io so - a malapena - come funziona una lampadina; Benigni e Troisi tentarono di spiegarlo a Leonardo con scarsi risultati... Se io, uomo civilizzato, facessi
naufragio su un'isola deserta e non morissi di fame, mi ridurrei a parlare con un pallone sgonfio. Prendiamone atto: le nostre competenze sono poca cosa. Siamo inadatti a sopravvivere perché abbiamo delegato il sapere ad altri, soprattutto le conoscenze tecniche, quelle utili alla vita di tutti i giorni. Come si accende una lampadina? Si schiaccia un interruttore, come no! Internet ci dice tutto, ma in modo indifferenziato e senza filtri (anche sciocchezze e cose false, tutto ha pari dignità). Se il sapere e la gestione delle informazioni verranno delegate ad un algoritmo... ci aspettano tempi bui, la fine del mondo come l'abbiamo conosciuto finora; ci aspetta Matrix. Sia chiaro che non si torna indietro. Quindi... pazienza. Suggerimenti: Brazil di Terry Gilliam, Nove volte sette di Isaac Asimov.
Ciao, maremosso! Buone cose.

Il tema di giugno!

Qual è l'impatto attuale di ChatGPT sulle nostre vite e come pensi si evolverà in futuro?
La posta della redazione

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Hai domande, dubbi, proposte? Vuoi uno spiegone? Scrivi alla redazione!

L’impatto di ChatGPT è evidente nella comunicazione online, nelle assistenze virtuali e nelle interazioni quotidiane. In futuro, si prevede che si evolverà ulteriormente, diventando ancora più sofisticato ed efficiente, con una maggiore integrazione nelle nostre vite attraverso chatbot, automazione dei servizi e supporto personalizzato, ma richiederà anche un attento monitoraggio dell’etica e della privacy per mitigare i potenziali rischi

ChatGPT

A scrivere questa puntuale analisi, in risposta al tema di questo mese la cui domanda poniamo a voi, è stato proprio lui: ChatGPT.
Un modo per rincuorarci, per incentivarci all’uso o un giusto compromesso fra tutte le opinioni?

L’impatto dell’intelligenza artificiale sulle nostre vite è innegabile, così come sarebbe difficile negarne le capacità e potenzialità. Ma, a conti fatti, verso cosa ci stiamo orientando? Un uso supportivo o qualcosa di sostitutivo?

Le riflessioni che spesso vengono fatte – vergenti soprattutto in un’ottica pessimista – riguardano l’appiattimento della creatività dell’essere umano, che sempre più si affida alle macchine invece che alla sua stessa intelligenza, e c'è il timore dilagante che possa sostituirsi presto a noi e a diverse mansioni lavorative.

Gli spunti su cui soffermarsi sono tantissimi, noi attendiamo il vostro

Cosa ne pensate? Scriveteci il vostro parere.

MAREMOSSO

vuole leggere le vostre penne!

Maremosso vuole conoscere i pareri dei suoi lettori, di chi ha voglia di condividere con noi pensieri, esperienze e opinioni, con attenzione e sentimento.
Per questo, ogni mese vi proponiamo uno spunto su cui riflettere, corredato da una breve bibliografia che ci piacerebbe alimentaste voi con consigli di lettura, e settimanalmente aggiorneremo l'articolo con i vostri commenti inviati alla nostra casella di posta per dar loro lo spazio che meritano

Se sei curioso di saperne di più su Ci metto la penna, trovi ulteriori informazioni in questo articolo

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Per approfondire il tema

Macchine come me

Di Ian McEwan | Einaudi, 2019

AI Power. Non solo ChatGPT: lavoro, marketing e futuro

Di Giorgio TavernitiCosmano LombardoPaolo Dello Vicario | Hoepli, 2023

Io, robot

Di Isaac Asimov | Mondadori, 2021

Klara e il Sole

Di Kazuo Ishiguro | Einaudi, 2022

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