La redazione segnala

Giornata Mondiale del Rifugiato: celebrare l'accoglienza

Il 20 giugno ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato, indetta per commemorare l'approvazione del 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. 

La ricorrenza è stata istituita nel tentativo di sensibilizzare l'opinione pubblica su una tematica che, pur essendo all'ordine del giorno anche con gli ultimi sviluppi in Russia-Ucraina, non è vicina all'essere risolta e ha alle spalle una grande complessità

Immigrazione, un fenomeno che porta con sé interrogativi etici, politici ed economici. Non si può ignorare. Umberto Eco, nel 1997, aveva già intuito il problema durante un convegno nella città di Valencia volto ad analizzare quali fossero le prospettive per il nuovo millennio (se vi va di approfondire e leggere una bibliografia sul tema, vi consigliamo di vedere qui). 

Il Terzo Mondo sta bussando alle porte dell’Europa, e vi entra anche se l’Europa non è d’accordo. Il problema non è più decidere (come i politici fanno finta di credere) se si ammetteranno a Parigi studentesse con il chador o quante moschee si debbano erigere a Roma. Il problema è che nel prossimo millennio (e siccome non sono un profeta non so specificare la data) l’Europa sarà un continente multirazziale o, se preferite, ‘colorato’. Se vi piace, sarà così; e se non vi piace, sarà così lo stesso

Umberto Eco

Più di vent’anni dopo, la prospettiva di melting pot culturale preannunciata dall’autore de Il pendolo di Focault si è concretizzata in una società in cui i concetti di identità e appartenenza si sono fatti sempre più sfumati. E mentre centinaia e centinaia di persone sono costrette a lasciare le proprie case per guerre, disagi economici e divergenze religiose, riflettere sul tema dell’immigrazione si trasforma in un dovere sociale.

Da Enea in avanti, nell’antichità i profughi erano descritti come eroi, profeti e salvatori, mentre nella contemporaneità si giunge purtroppo troppo spesso a una de-umanizzazione della figura del migrante. Il timore del diverso e la diffidenza verso una cultura che si sente troppo distante dalla propria porta spesso a considerare lo straniero come una minaccia, e non come una risorsa.

Quest'anno, l'UNHCR ha lanciato la campagna #WithRefugees, che durerà fino al 19 settembre. Il suo obiettivo è far conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e le loro speranze, restituire, quindi, al migrante la propria umanità

Per parlare di migranti, pensiamo sia necessario indagare e raccontare la loro esperienza attraverso punti di vista molteplici, dal reportage al saggio politico, dal romanzo di formazione all'inchiesta. E, perché no, qualche suggerimento rivolto anche ai più piccoli, per far comprendere loro quanto la diversità culturale non sia un pericolo, ma una ricchezza

Le iniziative di Il Razzismo è una brutta storia 

Alcuni titoli proposti da Il Razzismo è una brutta storia 

Rifugiati. Ediz. a colori
Rifugiati. Ediz. a colori Di Ilan Brenman;Guilherme Karsten;

Attraverso le epoche e i continenti, un antico amuleto accompagna chi parte alla ricerca di un approdo sicuro. Da sempre, però, compassione e accoglienza sono sentimenti rari. Quando terminerà il suo viaggio? Il racconto per immagini di una storia infinita e più che mai attuale: la ricerca di un luogo tranquillo dove vivere in pace con la propria famiglia.

Il mio nome non è Rifugiato. Ediz. illustrata

"Un nome è identità, l'insieme di quelle caratteristiche che rendono una persona inconfondibile e diversa da altre. Ecco perché 'Rifugiato' non è un nome". (Emergency).

Rifugiata. L'odissea di una famiglia. Ediz. a colori

Perché tutti gridano? Dove stiamo andando? Perché tutti hanno paura? Voglio tornare a casa. Il racconto di una realtà che non dovrebbe esistere.

Anche Superman era un rifugiato. Storie vere di coraggio per un mondo migliore

Dietro agli sbarchi fatti di numeri, ci sono persone con un nome, una storia e un sogno. E un coraggio più profondo del mar Mediterraneo. I rifugiati esistono oggi grazie a una convenzione internazionale che li tutela e li assiste, ma esistevano anche ieri, e si chiamavano esuli, esiliati, perseguitati. Fu un rifugiato Enea, che proprio in Italia trovò la tanto agognata patria, e lo fu anche Dante, che infatti non morì nella sua amata Firenze

Cos'è un rifugiato?
Cos'è un rifugiato? Di Elise Gravel;

Chi sono i rifugiati? Perché sono chiamati così? Perché devono lasciare la loro casa? Perché spesso non vengono accolti nel paese dove arrivano? Un albo illustrato semplice quanto necessario che esplora cosa significa essere un rifugiato con parole che arrivano dritte al cuore. Utile a genitori, insegnanti ed educatori per introdurre ai bambini un argomento importante e delicato dei nostri giorni.

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