Diario di bordo

Oggi ho rivisto la bella e dolce Ilaria Alpi

Giovedì 7 luglio

Dopo quasi trent’anni, come in un sogno, mi è comparsa davanti Ilaria Alpi, la giovane giornalista del TG3 dai capelli biondi, gli occhi chiari, che sembrava una studentessa di liceo ed invece era una reporter coraggiosa e agguerrita, che mandava corrispondenze dal fronte della guerra civile in Somalia.
L’ho rivista così: leggera, dalla voce bassa, con un microfono in mano in mezzo alle urla di un paese devastato.
Ero amico dei suoi genitori, che l’adoravano e stavano in pena per lei ogni volta che partiva in missione.

Era il 20 marzo 1994 quando Ilaria venne assassinata, insieme al suo operatore Miran Hrovatin, nel centro di Mogadiscio: un agguato, commissionato, preparato ad alto livello.
Ilaria e Hrovatin erano tornati da una missione nel nord del paese, e avevano trovato le prove – racchiuse in due ore di “girato” televisivo che però sparirono – di un loschissimo traffico d’armi e rifiuti tossici in cui eravamo invischiati noi italiani, i nostri servizi segreti, il nostro governo, le nostre forze armate, la nostra Gladio.
Ce n’era abbastanza per commissionare l’omicidio e poi per proteggere i moventi, i mandanti, i complici.

Non so se i lettori di Maremosso si ricordano di Ilaria; ma basterà dire che, nonostante l’impegno eroico dei suoi genitori Luciana e Giorgio e di un gruppo, per fortuna numeroso, di colleghi giornalisti, la verità sulla sua morte non venne mai trovata; in compenso la giustizia italiana si dimostrò, anche in questo caso, maestra nel depistaggio, codardia, tartufismo.
A un certo punto trovarono persino un colpevole, “prefabbricato”, un giovane somalo di nome Omar Hashi Hassan.
Si prese l’ergastolo, poi ridotto a 26 anni. Diciassette anni dopo venne liberato perché completamente innocente e lo Stato italiano lo risarcì con tre milioni di euro.

Ecco, Ilaria mi è tornata davanti quando ho letto che Omar Hashi Hassan è morto ammazzato a Mogadiscio, per l’esplosione di una bomba posta sotto il sedile della sua automobile.

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