Addio alla regina Elisabetta II

Ci sono momenti in cui la vita sembra piccola, noiosa, meschina e senza un obiettivo. E poi a un certo punto veniamo trascinati in un grande evento che ci fa capire quanto sia solida e profondamente durevole la nostra esistenza

Ha tenuto il mondo con il fiato sospeso per due ore, dopo le prime indiscrezioni su un peggioramento repentino delle sue condizioni di salute. La famiglia reale in viaggio per raggiungerla a Balmoral, il suo amato castello scozzese, e poi la notizia. Elisabetta II, la regina più longeva del mondo, se ne va con discrezione, ma sotto gli occhi di tutti. Un contegno che ha mantenuto fino alla fine, anche nei suoi 96 anni, e con cui ha portato a termine le ultime incombenze del suo mandato: due giorni prima, infatti, aveva presidiato la transizione di poteri tra Boris Johnson e Liz Truss, il nuovo Primo Ministro del Regno Unito. I sostenitori più fedeli della sovrana avevano già notato le avvisaglie. Ma Elisabetta, nel suo lungo regno, non aveva mai mancato ai suoi doveri. E non avrebbe certo iniziato allora. 

Suo figlio prenderà il suo posto come Carlo III e terrà il suo primo discorso come re già nella giornata di oggi, mentre il Regno Unito appronta l'operazione London Bridge is down, il rituale predisposto per la scomparsa della regina. Il cordoglio arriva da tutti i grandi capi di Stato, a dimostrazione del fatto che quest'evento è destinato a restare impresso nei cuori di molti: una regina amata, discussa, invidiata e chiacchierata. La vicenda complessa della principessa Diana, l'amicizia profonda con il suo Primo Ministro preferito, Winston Churchill, l'amore smodato per gli oltre 30 corgi che ha avuto a fianco durante la sua vita. Non la conosciamo solo per la serie Netflix The crown, successo planetario e racconto di una vita, più che di un ruolo; la conosciamo da sempre, per i suoi vestiti pastello, per la sua longevità e per aver stretto la mano ai personaggi più importanti della nostra storia contemporanea. 

Settant'anni fa, quando salì al trono dopo la morte del padre Giorgio VI, forse, se le avessero detto che tutto il mondo avrebbe seguito con apprensione le ultime ore della sua vita, Elisabetta ci avrebbe creduto. A 25 anni, infatti, la giovanissima sovrana fu la prima ad avere un'incoronazione a favore di telecamere con una diretta televisiva e radiofonica. Una donna che, malgrado il suo fortissimo legame con la tradizione monarchica, è sempre riuscita a trovare il compromesso giusto tra ironia e dovere. Basti pensare al recente video realizzato in compagnia dell'orsetto Paddington, che in queste ore saluta e ringrazia la sua nuova amica con un sobrio e malinconico thank you Ma'am.

Ma il suo forte senso del dovere l'ha resa, oltre che amata, un punto di riferimento per gli eventi storici che si sono susseguiti lungo i suoi settant'anni di regno. Non solo durante eventi che ci appaiono ormai lontani, come la Prima guerra del golfo, dove Elisabetta fu la prima sovrana a parlare al Congresso riunito, ma anche negli anni più recenti, quando in piena pandemia fece un discorso alla nazione (e al mondo) per dar coraggio ai suoi sudditi. Una vita a metà tra un passato ingombrante e difficile e uno spirito ironico, forte e, soprattutto, umano. Noi di Maremosso abbiamo celebrato il suo Giubileo di Platino con un approfondimento e una bibliografia qui, e con un podcast del nostro Enrico Franceschini qui. Oggi ritorniamo a dire God save the king, e sappiamo che Carlo III avrà il difficile compito di tenere il passo con una regina straordinaria. 

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