I diritti sono al centro del Premio Inge Feltrinelli. Scopriamo tutto sulla prima edizione. 

L’anno prossimo, di questi tempi, saranno passati cinque anni dalla morte di Inge. Ci siamo messi in moto per ricordare il suo impegno, e il suo entusiasmo. Il fortissimo, indissolubile senso di sfida che ha trasmesso a quelli che l’hanno conosciuta.

Carlo Feltrinelli


Il cantiere dei diritti non chiude mai.
La costruzione di un mondo nel quale tutti si possano dire garantiti nei propri diritti è un work in progress: una strada alla cui manutenzione e al cui ampliamento tutti dobbiamo contribuire. 
Ma cosa significa, in un mondo complesso com'è quello in cui viviamo, prendere posizione in difesa dei diritti umani?
Innanzitutto significa - ciascuno dalla propria posizione, ciascuno secondo le proprie possibilità - mettere in pratica una delle più belle e importanti lezioni gramsciane, quella riassunta nella celebre frase «Vivo, sono partigiano». 

E parteggiare, oggi, significa stare concretamente dalla parte di chi non rinuncia a denunciare violazioni e violenze, rendendole note attraverso il proprio impegno sul campo, da un lato, e contribuendo alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica internazionale, dall’altro.
Ecco perché alla mappa delle iniziative che mirano a informare sullo stato dei diritti umani, oggi si aggiunge un osservatorio importante: il Premio Inge Feltrinelli.
Presentato mercoledì 7 settembre a Mantova, in occasione della ventiseiesima edizione di Festivaletteratura, il Premio si pone come un impegno concreto e condiviso per puntare i riflettori sulle "opacità del potere", mirando a farsi sismografo delle scosse e degli assestamenti che ogni giorno attraversano come una faglia l’umanità, dividendola in due parti.
Nella ferma convinzione che il nostro benessere collettivo e la qualità della nostra convivenza dipendano dal pieno rispetto delle libertà di ciascuno.

Le donne e i giovani: attorno a loro, alla loro urgenza espressiva e al loro bisogno di trovare nuovi spazi di rappresentanza all'interno del discorso pubblico nasce il Premio. Non poteva esserci, forse, dedica più appropriata, per un Premio che si prefigga di dar voce e di puntare i riflettori sulle donne e sui giovani, di Inge Feltrinelli, che nell'empowerment femminile all'interno di società poco disposte a riconoscere alle donne è sempre stata pioniera.

Mi manca perché non la vedo, ma lei è nel cuore, c’è e ci sarà per sempre. Se nel mondo ci fossero tante Inge, questo mondo sarebbe migliore

Simonetta Agnello Hornby

Il Premio è stato presentato pubblicamente nella splendida cornice di Piazza Mantegna da Carlo Feltrinelli, presidente del Gruppo, Alessandra Carra, amministratrice delegata, Massimiliano Tarantino, direttore della Fondazione Feltrinelli, i giornalisti Simonetta Fiori e Gad Lerner e la scrittrice Simonetta Agnello Hornby

Il Premio sarà articolato in tre categorie.
La prima è quella dei diritti violati: è il premio rivolto alle donne di ogni età e nazionalità che vogliano cimentarsi con un reportage dedicato al tema. Un lavoro, dunque, di sguardo sul vero e per raccontare il vero, che sarà valutato in prima battuta da un comitato di giornalisti d'eccellenza: Gad Lerner, Lorenzo Bagnoli, Francesca Mannocchi, Arianna Ciccone, Giulia Zoli, Simonetta Gola, Paola Caridi, Monika Bulaj, Fabio Lo Verso. L'inchiesta vincitrice avrà l'occasione di essere tradotta e pubblicata in Italia da Fondazione Feltrinelli.
Una toccante testimonianza di Gad Lerner è servita a rievocare «[...] la bambina Inge, che assieme a suo padre, a 8 anni, aveva visto la sinagoga di Essen distrutta». Lerner ha osservato come «la generazione che ha vissuto queste esperienze, ripudiando l’ideologia che aveva dato forma a quell’orrore, ha poi saputo costruire un presidio fortissimo contro di essa».

La seconda categoria riguarda i diritti in costruzione, cioè tutte quelle richieste (antiche e recenti) che mirano a tutelare la dignità dei cittadini e alla costruzione di una società votata all'inclusività. Qui il Premio si rivolge particolarmente ad autrici sia di fiction sia di non fiction che raccontino questo percorso di costruzione, di confronto, anche, e, perché no, di scontro. A promuovere la categoria e a supporto delle case editrici indipendenti ci saranno AIE e BookCity, il cui comitato farà anche parte di una prima tornata di valutazioni. 
Alessandra Carra, amministratrice delegata del Gruppo Feltrinelli, ha osservato come «di fianco alla parola "cultura", per noi c’è la parola “diritti”: sia i diritti violati che quelli negati, o quelli garantiti che poi - a un certo punto - vengono tolti, e i diritti dimenticati. Noi cerchiamo testimonianze e storie che parlino di questi diritti, in tutte le loro forme, e possano poi passare attraverso la lente della diffusione». In conclusione del suo intervento, Carra ha ribadito fortemente come «cerchiamo con questo premio di celebrare l’impegno, il talento e il coraggio delle donne. Il coraggio che ha mostrato Inge: una donna che nella prima parte della sua vita ha sviluppato un talento per l’immagine, e poi è riuscita a coltivarne uno, fortissimo, per la parola».

Infine, lo spazio dedicato ai giovani, quello dei diritti in pratica, come terza e ultima categoria.
L'obiettivo è far sì che le nuove generazioni restituiscano, con il loro sguardo ancora libero da condizionamenti e pregiudizi, inedite prospettive e nuovi modi per mettere o rimettere in gioco i diritti e il cambiamento. La categoria si rivolge alle scuole secondarie di secondo grado, e ha come oggetto la proposta di progetti per creare un podcast d'inchiesta. La classe che avrà risposto meglio alla call avrà la possibilità di realizzare la propria iniziativa e di vederla diffusa attraverso canali di comunicazione adeguati. «Uno dei temi del premio è proprio quello di riuscire a parlare con le generazioni giovani. Io credo che noi non siamo stati capaci di farci maestri dei giovani, né di ascoltarli. Forse un modo per parlare con loro è proprio quello di proporre delle testimonianze. Da questo punto di vista, il percorso compiuto da Inge è esemplare», ha detto nel corso della presentazione la giornalista e autrice Simonetta Fiori.

Ogni categoria potrà contare su una fase di selezione intermedia, ma sarà la giuria a decretare i vincitori per tutti e tre i premi.
I tredici nomi che la compongono provengono tutti dal mondo della cultura
inteso nella sua accezione più ampia e nobile.
A presiederla ci sarà Carlo Feltrinelli, presidente del Gruppo; poi Alessandra Carra, amministratrice delegata del Gruppo dal gennaio di quest'anno. 

A rappresentare gli scrittori saranno Burhan Sönmez, autore e giornalista, nonché presidente mondiale di PEN; Herta Müller, Premio Nobel per la letteratura nel 2009, edita in Italia anche da Feltrinelli (nel 2020 è stato pubblicato La volpe era già il cacciatore). E poi ancora Jorge Herralde, editore spagnolo fondatore di Editorial Anagrama, Christoph Ransmayr (Il maestro della cascata, Feltrinelli, 2022), e l'autrice Simonetta Agnello Hornby (Punto pieno, Feltrinelli, 2021, che abbiamo recensito qui).

Infine, della giuria faranno parte grandi firme del giornalismo e delle organizzazioni in difesa dei diritti. Troveremo Ezio Mauro, Lucia Annunziata, Simonetta Fiori, Franco Lorenzoni, fondatore di una Casa-laboratorio per la sperimentazione educativa (I bambini pensano in grande, Sellerio, 2021), e Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. 

Maremosso continuerà ad informare i lettori sugli sviluppi di questa bella e importante iniziativa, accompagnando tutti in un viaggio che giungerà in porto con la premiazione prevista per l'otto marzo 2023. Ma sin d'ora ci sentiamo di dire che la premiazione sarà soltanto una prima tappa in quello che promette di diventare un appuntamento imprescindibile per chiunque abbia a cuore la tutela dei diritti altrui e non solo dei propri. Per dirla con le parole di Carlo Feltrinelli, «Inge ci ha insegnato che le parole sono importantissime per connettere parti lontanissime del mondo e le parole possono rivelarsi importantissime per cambiare lo status quo. Sarà un’avventura importante e ci farà piacere condividerla assieme a tutti voi».

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