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Guarda le luci, amore mio di Annie Ernaux

Dall’8 novembre del 2012 al 30 settembre del 2013 Annie Ernaux, Premio Nobel per la Letteratura 2022, tiene un diario in cui annota le sue visite all’ipermercato Auchan di Cergy nel centro commerciale Trois-Fontaines. I supermercati possono avere dignità letteraria? Difficile rispondere, ma sicuramente ce l’ha tutto ciò che il supermercato rappresenta e coloro che lo frequentano. Se ci pensiamo, il supermercato è uno dei grandi spazi di aggregazione umana; durante il recente periodo pandemico è rimasto pressoché l’unico.

Ernaux sceglie la realtà dell’ipermercato quale oggetto del suo libro per la collana “Raccontare la vita” dell’editore francese Seuil: l’ipermercato è un microcosmo, non riflettiamo mai su questo perché lo frequentiamo sempre di fretta, affannati dopo il lavoro, desiderosi di terminare la spesa e tornarcene a casa, innervositi dal carrello con la ruota storta o dal signore lento nel pagare alla cassa. Ernaux decide di osservare e scrivere, perché vedere per scrivere è vedere altrimenti. È distinguere oggetti, individui, meccanismi e conferire loro valore d’esistenza.

Guarda le luci, amore mio
Guarda le luci, amore mio Di Annie Ernaux;

«Raccontare la vita»: è questo il nome della collana per la quale nel 2012 l'editore francese Seuil chiede un libro ad Annie Ernaux. Senza esitazioni, l'autrice sceglie di portare alla luce uno spazio ignorato dalla letteratura, eppure formidabile specchio della realtà sociale: l'ipermercato. Ne nasce dunque un diario, in cui Ernaux registra per un anno le proprie regolari visite al «suo» Auchan annotando le contraddizioni e le ritualità ma anche le insospettate tenerezze di quel tempio del consumo.

I suoi giri tra gli scaffali diventano occasioni di riflessione sul capitalismo, la società dei costumi, le disparità di genere (le grandi frequentatrici del supermercato sono le donne), le classi sociali (si riconosce subito chi è economicamente agiato: fa la spesa senza guardare i prezzi) e la quotidianità affettiva delle persone.

Guarda le luci, amore mio non è un indagine e nemmeno un testo critico, è l’osservazione dell’interdipendenza tra l’uomo e lo spazio che occupa: se il supermercato deve adattarsi alla realtà umana – per esempio predisponendo banchi con le offerte per chi ha reddito basso e sezioni dedicate ai prodotti di fascia più alta – non possiamo però credere che si limiti a rispecchiarla; il supermercato influenza non solo le nostre scelte in quanto consumatori (pensiamo ai prodotti posti all’altezza visiva dei nostri occhi, indubbiamente i più acquistati), ma anche i nostri pensieri, suscitando desideri e orientando il nostro inconscio:

I giocattoli occupano diverse file di scaffali rigorosamente suddivisi tra quelli «per bambini» e quelli «per bambine». Agli uni, la grande impresa – Spiderman – lo spazio, il baccano e la foga – macchine, aerei, carri armati, robot, sacchi da boxe –, tutto in rosso fuoco, verde, giallo, colori accesi. Alle altre, l’interno, la casa, la seduzione, le bambole e le coccole. «Il mio piccolo minimarket», «I miei accessori per la cucina», «I miei primi elettrodomestici», «Il mio ferro da stiro», «Il mio bebè».[…]. Fremo per la rabbia e il senso di impotenza. Penso alle Femen, è qui che dovete venire, alla fonte, per mettere a soqquadro gli scaffali che modellano il nostro inconscio. Vi darei una mano

Ernaux osserva e racconta con acume e tenerezza le dinamiche umane: una nonna che finisce per accontentare la nipotina comprandole l’ennesimo regalo – nel mondo dell’ipermercato e dell’economia liberale amare i bambini significa comprar loro più cose possibili – una giovane coppia tentennante di fronte al banco dei formaggi - fare la spesa in due per la prima volta segna l’inizio di una vita in comune. Significa mettersi d’accordo sui gusti e su quanto spendere, «fare coppia» riguardo al cibo, questo bisogno primario – una mamma che, indicando le decorazioni natalizie, esorta la figlia a sollevare la testa: «Guarda le luci, amore mio!».

Inizialmente potrete pensare che questo libro sia solo un diario sulla personale esperienza dell’autrice in un ipermercato, e invece è il racconto della nostra vita. Con stile minimale, Ernaux ha la capacità di astrarre dal mondo luminosi dettagli, coglie degli oggetti, dei comportamenti, e li strappa dal buio della nostra abituale noncuranza, dall’invisibilità; Ernaux racconta tutto ciò che sta costantemente sotto ai nostri occhi, ma che non siamo soliti vedere. È il potere dei grandi scrittori.

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Conosci l'autrice

Annie Ernaux è una scrittrice francese vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2022. Di famiglia operaia, ha vissuto fino all’adolescenza in Normandia, mantenendo in seguito un forte legame con l’ambiente sociale d’origine e le tematiche della differenza di classe. Ha esordito con il romanzo Gli armadi vuoti (Les Armoires vides, 1974), nella tradizione del realismo sociale, cui è seguito Il posto (La place, 1984), ricostruzione del proprio ambiente familiare. Nei romanzi successivi ha continuato a indagare, in un linguaggio «vero», che si vuole oggettivo e depurato da evasioni stilistiche o di finzione romanzesca, i luoghi e le sensazioni della propria autobiografia al femminile: Passione semplice (Passion simple, 1991), La vita esteriore (La vie extérieure, 2000, nt), Perdersi (Se perdre, 2001, nt), L’uso della foto (L’usage de la photo, 2005, nt), L'altra figlia (L'autre fille, 2016). Gli anni (Les années, 2008), pubblicato da L'orma nel 2016, è vincitore del Premio Strega Europeo 2016 e finalista del Premio Sinbad 2015 - Narrativa straniera. Con L'Orma ha pubblicato Memoria di ragazza (2017), La vergogna (2018) e La donna gelata (2021).Nel 2022 è vincitrice del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: "per il coraggio e l'acutezza clinica con cui scopre le radici, le estraneità e i vincoli collettivi della memoria personale".

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