La redazione segnala

Annie Ernaux Premio Nobel per la Letteratura 2022

È Annie Ernaux il nuovo Premio Nobel per la Letteratura.

Ancora una volta l’Accademia di Svezia ha scompigliato le carte (e ce l'aspettavamo, Raffaele Cardone ne ha scritto pochi giorni fa), ma ha anche scelto – coerentemente – una autrice che fosse assolutamente in linea con le logiche che da sempre stanno alla base di queste decisioni.

Ed eccoci qui a parlare di una donna, una scrittrice francese di grande talento, molto amata anche in Italia, dov'è pubblicata dalla casa editrice L'Orma, il cui editore Marco Federici Solari abbiamo avuto il piacere di intervistare a luglio di quest'anno.

La motivazione di questa assegnazione è chiara: "per il coraggio e l'acutezza clinica con cui scopre le radici, le estraneità e i vincoli collettivi della memoria personale".

E ulteriormente definita con queste parole: “Nei suoi scritti, la Ernaux esamina con coerenza e da diverse angolazioni una vita segnata da forti disparità di genere, lingua e classe. Il suo percorso verso la scrittura è stato lungo e faticoso".

Questa volta proprio non possiamo dire “chi è costei?” perché gli editori italiani hanno consentito al pubblico dei lettori di conoscerla già da molti anni.

Con Guarda le luci, amore mio ci ha regalato, quest'anno, un ritratto delicato e potente allo stesso tempo di una parte di vita quotidiana di tutti noi, quella che passiamo dentro i supermercati: la nostra recensione ci mostra tutta la poetica di un'autrice che ha sempre saputo catturare l'essenza più intima dell'umano. La sua epica della quotidianità emerge in ogni suo libro, che vanno ben oltre la biografia o l'autobiografia: toccano le corde più profonde della vita di ognuno, pur oscillando tra il racconto personale e il romanzo. 

Annie Ernaux è il nome di un puzzle i cui pezzi formano ormai, libro dopo libro, una delle opere letterarie più importanti dei nostri tempi

Le Nouvel Observateur

Annie Ernaux è una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese, consacrata dalla pubblicazione dei suoi scritti presso Gallimard, con una scelta antologica di prose nella collana "Quarto", Écrire la vie. Da quel momento la sua scrittura, la sua voce ha preso ancor più ad assolvere una funzione alta, sociale, divenendo voce collettiva, spirito di coloro che hanno visto l’inizio e la fine di questi anni.

Il Nobel è la punta di diamante di una carriera letteraria costellata di premi importantissimi come il Premio Marguerite Yourcenar, il Premio Hemingway per la letteratura, il Premio Formentor de las letras alla carriera, il Prix Prince-Pierre-de-Monaco alla carriera e il Premio Mondello come miglior autore straniero.

A chi ancora non la conoscesse suggeriamo di partire da Gli anni (Premio Marguerite Duras nel 2008 e Premio Strega Europeo nel 2016), un romanzo autobiografico di cui potete qui leggere la recensione.

La scrittura piatta mi viene naturale, la stessa che utilizzavo un tempo scrivendo ai miei per dare le notizie essenziali

Annie Ernaux

Questa un delle chiavi di lettura del suo successo, la semplicità, la comunicazione schietta, diretta, limpida, priva di fraintendimenti, a tratti spietata. Tutta la sua opera è la sintesi della sua esperienza di vita, ma anche un ritratto collettivo in cui ognuno di noi può specchiarsi. La sua è una memoria che non salva la storia, ma che invece l’abbatte, come si fa con un muro, scegliendo di affondare buona parte di ciò che ha vissuto dalla nascita, nel 1940, fino ad oggi. Con un nitore linguistico, che la traduzione non ci fa perdere grazie all’alta qualità del lavoro curato da L’Orma (principale editore italiano), e un’acutezza talvolta spiazzante, la sfida di Ernaux è quella di “farsi ponte-dialogo fra generazioni”.

I suoi libri sono figli di questa contemporaneità inutile, tragicamente inutile, come una premonizione che non si avvererà mai, come una poesia vecchissima, persa.

Del resto, come abbiamo già detto, le opere di quest'autrice sono tutte di natura autobiografica: raccontano la vita della sua famiglia (Il posto, L'onta), la sessualità e l'aborto vissute in prima persona (Passione semplice), la morte di sua madre colpita dall'Alzheimer (Non sono più uscita dalla mia notte)…

Non costruisco un personaggio di finzione. Decostruisco la ragazza che sono stata

Annie Ernaux

Ti potrebbero interessare

Chiudi

Per poter aggiungere un prodotto al carrello devi essere loggato con un profilo Feltrinelli.

Chiudi

Per poter aggiungere un prodotto alla lista dei desideri devi essere loggato con un profilo Feltrinelli.

Chiudi

Il Prodotto è stato aggiunto al carrello correttamente

Chiudi

Il Prodotto è stato aggiunto alla WishList correttamente