Cult!

Emiliano Ereddia racconta Underworld

Non dirò un libro cult, ma un titolo cult: Underworld. Underworld è il capolavoro di Don DeLillo, un libro-mondo complesso e assolutamente da leggere che meglio di tutti racconta l’America contemporanea. Questo libro ha cambiato la mia visione di lettore e la mia visione sulla scrittura, perché scende in profondità e scompone il reale

Emiliano Ereddia

È il nono inning della leggendaria partita di baseball tra i Giants e i Dodgers, giocata nello stesso giorno di un test nucleare sovietico, e Bobby Thompson batte un fuoricampo memorabile. Un ragazzino nero di Harlem Cotter, Martin, entra in possesso di quella pallina che, dal 3 ottobre del 1951, inizia a passare di mano in mano, tracciando una traiettoria che attraversa quarant’anni di vita americana, dal dopoguerra fino agli anni Novanta.

Quando si fa riferimento a un’opera cult, Emiliano Ereddia, autore del thriller visionario Le mosche (Il Saggiatore, 2021), non parla di un libro, ma di un filo conduttore rappresentato dal titolo Underworld, quel cupo sottosuolo, quella malavita, che accomuna le storie di due autori estremamente significativi della letteratura postmoderna americana: Don DeLillo e James Ellroy.

Underworld è considerato il capolavoro autentico di Don DeLillo: fu pubblicato nel 1997 e in Italia fu edito nel 1999 da Einaudi, con la brillante traduzione di Delfina Vezzoli. David Foster Wallace affermò, a riguardo, che si trattava di una “enorme ricompensa” di DeLillo nei confronti dei suoi lettori, una ricapitolazione ampia e complessa dei suoi libri precedenti. Ancora, il critico Martin Amis, all’interno della New York Times Book Review del 5 ottobre del 1997, scrisse: “Underworld potrà anche non essere ritenuto da qualcuno un gran romanzo, ma non vi è dubbio che abbia reso DeLillo un grande romanziere.”

Underworld
Underworld Di Don DeLillo;

Un affresco dell'America di ieri, di oggi e di domani come nei migliori film di Altman, ma con in piú la forza di una scrittura che ha fatto definire questo romanzo «il capolavoro della letteratura americana contemporanea».

«La palla non portava né fortuna né sfortuna. Era un oggetto che passava di mano. Ma spingeva la gente a raccontargli cose, confidargli segreti di famiglia e storie personali inconfessabili, a singhiozzare di cuore sulla sua spalla. Perché sapevano che lui era il loro, come dire, il loro strumento di sfogo.
Le loro storie avrebbero assunto un rilievo diverso, sarebbero state assorbite da qualcosa di più vasto, il lungo viaggio della palla stessa e l'assurda marcia di Marvin nel corso dei decenni.»

Il lungo viaggio della pallina da cui prende avvio il libro diviene il fil rouge per ricostruire il dettagliato affresco dell’America contemporanea e per dissotterrare sorti e contraddizioni della stessa società americana. A partire dalle vicende brumose della guerra fredda, Underworld costeggia le storie di tanti personaggi, alcuni più rilevanti (come Nick, in veste di narratore, Lenny Bruce e J.Edgar Hoover) e altri meno, e incrocia una pulsante varietà di ambienti sociali e di temi, tra cui, in primis, il tema della guerra. DeLillo ricompone il destino collettivo e i miserabili resti di un’America inabissata dai rifiuti, dalle discariche e dalle scorie, gravata da una concezione del mondo rabbiosa e violenta, strettamente legata a una “nostalgia dei giorni del disordine”.  

La società americana marcisce e ristagna dal sottosuolo, sotto lo sguardo nostalgico e disilluso di tutti coloro che si impossessano, nel tempo, della pallina: il disfacimento è accuratamente illustrato dalla scrittura ispirata e precisa di Don DeLillo, che alterna ai toni del noir un vibrante lirismo. 

Gli altri libri collegati al titolo “Underworld” sono i tre romanzi che compongono la stupenda trilogia di Underworld di James Ellroy, American tabloid, Sei pezzi da mille e Il sangue randagio, in cui c'è il racconto menzognero di un’America più cupa e più malvagia rispetto a quella di De Lillo. Tra l’altro, Ellroy considera DeLillo il suo maestro, pur essendo i due scrittori quasi coetanei

James Ellroy, tra i più grandi autori di crime degli ultimi anni e voce potente e originalissima della letteratura americana contemporanea, è l’autore degli altri libri cult citati da Emiliano Ereddia riuniti sotto la trilogia Underworld Usa, racconto violento e implacabile della storia americana dai Kennedy al Watergate. Ellroy impone al lettore, attraverso un linguaggio icastico e telegrafico dominato dalla paratassi, la sua visione della società scendendo a fondo nei meandri oscuri dei personaggi e nelle profondità di quell’underworld inquietante e malavitoso.

DeLillo ed Ellroy, nei loro libri cult, ripercorrono le memorie del sottosuolo della storia americana, in nome di una verità totalizzante ed espressa da una polifonia di dostoevskiana memoria, in cui si viene spinti sempre più a fondo, in un mondo sotterraneo sommerso da intrighi e disumanità.

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