Passato di letture

Storie di fuoco. Patrioti, militanti, terroristi

Illustrazione digitale di Elisa Ceccoli, 2022, studentessa del Triennio in Pittura e Arti Visive, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti

Illustrazione digitale di Elisa Ceccoli, 2022, studentessa del Triennio in Pittura e Arti Visive, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti

Storie di fuoco.

Ci sono due domande fondamentali da porsi quando si affronta lo studio di fenomeni storici diversi cercando di costruire dei paralleli tra essi. La prima domanda, che sta alla base della ricerca che si vuole portare avanti, è la classica “che cos’hanno tra loro in comune?”: quali sono cioè le affinità che possono intercorrere tra un nobile piemontese dell’inizio dell’Ottocento e una ragazza della provincia abruzzese del secondo Novecento? Tra una studentessa universitaria nella Monaco del III Reich e dei borghesi della pianura padana risorgimentale?

Una questione centrale, quella delle affinità, per costruire l’impianto di analisi che solitamente nei saggi storici vuole far “parlare tra loro” epoche e personaggi diversi.

La seconda domanda, all’apparenza così scontata da poter essere messa da parte, è invece altrettanto fondamentale, vale a dire “che cos’hanno tra loro di diverso?”: che differenze ci sono, nel giudizio storico tra comportamenti simili agiti in epoche diverse e con motivazioni, all’apparenza, tra loro non così distanti?

Storie di fuoco. Patrioti, militanti, terroristi

Per oltre due secoli la politica è stata una passione che ha indirizzato le scelte di vita delle persone. Un fuoco dentro. Per la politica uomini e donne hanno abbandonato affetti e interessi, si sono gettati nella mischia, hanno dato la vita: nelle lotte per l'indipendenza nazionale, nelle guerre, nelle rivoluzioni e controrivoluzioni. Paolo Macry racconta con partecipazione le storie di questi volontari, dal filoellenico Santorre di Santarosa ai mazziniani di Belfiore, dai giovani accorsi nel carnaio del '14-18, Jünger, Stuparich, Wittgenstein, Gadda, alle gesta di Orwell e Koestler nella guerra di Spagna, dalla resistenza di Marc Bloch, della Rosa Bianca, di Ada Gobetti ai repubblichini Vivarelli e Mazzantini.

Sembra proprio questa la domanda, tutt’altro che semplice, sottesa tra le pagine di Storie di fuoco, patrioti, militanti, terroristi, (il Mulino 2021). Paolo Macry ricostruisce le vicende di persone che, negli ultimi due secoli, di fronte alla nascita degli stati contemporanei con le loro strutture di potere e di controllo, si sono in vari modi impegnati per combatterle. Dall’ormai quasi dimenticato Santorre di Santarosa, combattente dell’indipendenza greca, fino alle storie di sangue dei terroristi rossi e neri dell’Italia anni Settanta, il libro ripercorre le vite di chi ha scelto, in vari modi, di combattere il potere. E la domanda che ci appare davanti, seguendo le vicende dei singoli, è ancora più lacerante, perché gravata dai giudizi qualitativi che nel tempo queste vite si sono conquistate: uno è un “patriota”, l’altro un “terrorista”; ci sono “idealisti” accanto a “illusi”; “eroi” e semplici ribelli, perché? Pur con molte cautele si scopre che la differenza, spesso, la fanno le narrazioni che ex post sono costruite su questi epiteti, e queste vite. Le etichette che rimangono  attaccate nel tempo. Seguire le biografie presentate, a volte con accostamenti urtanti, perché in contrasto con la visione comune che di quel personaggio si è sedimentata nel tempo, è un ottimo esercizio che ognuno di noi può fare per comprendere il peso del rapporto tra un fatto storico e la sua percezione, di come essa cambi, nel tempo, condannando o assolvendo intere età.

NON LEGGETELO se cercate un testo di puntute note a piè di pagina: questo è un saggio che parla più al presente che al passato.

NON LEGGETELO se vi piace il mondo diviso in buoni e cattivi: ogni età ha i propri santi e i propri dannati.

NON LEGGETELO se avete bisogno di giudizi definitivi sui personaggi del libro: è una merce che uno storico per bene non tratta.

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