Pelo e contropelo

La prima volta di Carlotto nei "Gialli" Mondadori

Il corpo ormai è diventato un’ossessione all'interno di questa società, ma a me piace raccontare dei corpi dimenticati

Claire, Valerie, Chantal.
Hanno nomi dalla romantica allure parigina degni di una canzone di Edith Piaf, eppure le protagoniste del nuovo romanzo di Massimo Carlotto, Il francese, hanno una vita molto meno poetica di quanto si potrebbe immaginare. Ognuna di loro recita infatti un personaggio diverso – dalla donna in carriera alla pin-up – nel tentativo di proporre a ogni cliente un’ideale femminile appositamente cucito su misura per lui dall’astuzia del francese, il macro che gestisce il bordello.

Il Francese
Il Francese Di Massimo Carlotto;

Massimo Carlotto, uno degli autori più amati, incisivi e schierati del noir italiano, debutta nel Giallo Mondadori con un nuovo, iconico personaggio, dimostrando per l'ennesima volta il suo talento unico nel raccontare la nostra società e gli scheletri che cerca di nascondere nell'armadio.

“Col tempo il francese ha imparato a essere più furbo, creando un giro di prostituzione di medio-alto livello. Uno di quei giri che normalmente non vengono mai toccati, se di mezzo non c'è il traffico di stupefacenti” spiega Massimo Carlotto quando gli chiediamo della trama del suo ultimo romanzo, che segna il suo debutto all’interno della storica collana del Giallo Mondadori. “Ma un giorno il mondo perfetto del francese va in pezzi, perché una delle sue ragazze scompare”.

Da quel momento, dovrà iniziare a difendersi non soltanto dalle accuse che lo vedrebbero primo nella lista degli indiziati, ma anche dalle altre bande che gestiscono la prostituzione della zona e che tramano la sua disfatta, smaniose di sottrargli la maison.

Il francese è un noir ben orchestrato, eppure fra le tante qualità di Massimo Carlotto – che pure ha esperienza come giornalista, sceneggiatore e fumettista, oltre che come scrittore – qualche nota stonata c’è: la totale mancanza di orecchio assoluto.

Sono stonatissimo. Una volta ho fatto una tournée che prevedeva che, alla fine di un reading, mi unissi a un coro di 7-8 musicisti. In una delle ultime tappe a un certo punto mi sono voltato e ho visto il sassofonista che faceva segno di staccarmi il microfono. Lì ho capito che non avevo proprio speranza

Dopotutto la carriera di scrittore va così bene che non c’è bisogno di tentare una strada improvvisandosi cantante: nel nostro Pelo e contropelo proviamo a chiedere a Massimo Carlotto quale sfizio si è tolto con i profitti delle royalties.
E, A dispetto di quanto si potrebbe pensare, non è un portafoglio in pelle di coccodrillo. A quanto pare, gli alligatori li preferisce tra le pagine dei propri romanzi, e il successo di pubblico sembra dargli ragione.

Con maestria e un pizzico di spregiudicatezza, dopo aver firmato le avventure delle vendicatrici e del turista, ne Il francese Massimo Carlotto ci regala un altro dei suoi protagonisti iconici, eppure quando gli chiediamo se prova piacere nel tradire i personaggi che lo hanno reso famoso è costretto ad ammettere che ogni adulterio ha le sue controindicazioni.

Provo un enorme piacere a tradire i miei personaggi, anche se poi loro si vendicano attraverso i lettori. Non faccio altro che incontrare persone che mi dicono: "Bello il francese... ma l'alligatore quando torna?"

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