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Alberto Asor Rosa: addio a un grande intellettuale italiano

La verità è che l’uomo va a stare da morto esattamente come stava prima di nascere: la vita del singolo è un tragitto brevissimo tra due assenze

Una volta scrisse di sentirsi come «quegli animali primitivi che a un certo punto uscirono di scena per il totale mutamento delle condizioni generali del pianeta», perché ogni sua scelta lo portava, in modo ineludibile, controcorrente. Alberto Asor Rosa è morto a 89 anni e lascia dietro sé un’eredità intellettuale talmente ampia da non poter essere riassunta: una sintesi è possibile attraverso i suoi libri, ma anche lì sarebbe incompleta. La sua vita si dedicava, tra il tanto altro, alla didattica, e molto di lui resterà solo negli astanti ammaliati delle sue lezioni alla Sapienza, dove ha insegnato per cinquantadue anni dopo essere stato allievo di Natale Sapegno.

Da giovane aveva aderito al Partito comunista, ma poi se n’era distaccato, perché i sovietici avevano invaso l’Ungheria, e questo lui non poteva accettarlo: era contrario a ogni forma di violenza e coercizione, e non mancò di scontrarsi con chi, per qualsiasi ragione, questa violenza giustificava o tollerava. Se ne andò solo per essere ancora più vicino alla sinistra e al movimento operaio, distante da quei canoni dell’intellettuale che lo avrebbero voluto vicino al potere – tema, quello tra cultura e governo, che a lui fu sempre molto caro. Con Scrittori e popolo, una delle opere più significative di Asor Rosa, metteva in discussione la letteratura socialista e la sua cultura, senza risparmiare grandi mostri sacri come Vittorini, Pasolini, Pavese e altri.

Era un italianista, ma scrisse anche di Thomas Mann e di Joseph Conrad (l’ultimo libro è dedicato a lui, L’eroe virile). La direzione dell’opera mastodontica di Letteratura italiana per Einaudi gli valse il soprannome di barone rosso e un grande prestigio agli occhi di accademici e altri intellettuali. Sempre da via Biancamano è uscito il recente saggio su Machiavelli Racconto di una disfatta e la meno recente Storia europea della letteratura italiana. Ma si dedicò anche al memoir e alla narrativa: raccontò la sua vita e i suoi genitori che aveva settant’anni nel suo L’alba di un mondo nuovo e in Assunta e Alessandro, mentre due raccolte di racconti riprendono vicende autobiografiche trasfigurandole in finzione.

E, sebbene le condizioni del nostro pianeta fossero tanto mutate, nel tempo, e si presentassero tanto ostili a un intellettuale com’era lui, Asor Rosa non smise mai di tentare la propria sopravvivenza, che poi era quella di tutti i suoi lettori e studenti. Una sopravvivenza che non poteva essere anonima, né senza responsabilità, e neppure senza dibattito: non poteva appiattirsi, insomma, come spesso aveva minacciato. Nel tentativo di riassumere l’eredità di Asor Rosa, allora, intanto cominciamo da qui: continuiamo a studiare. Studiare e capire, perché è così che scamperemo alla selezione naturale, come ha fatto lui.

I libri per scoprire un grande intellettuale del nostro tempo

L' eroe virile. Saggio su Joseph Conrad

Di Alberto Asor Rosa | Einaudi, 2021

Machiavelli e l'Italia. Resoconto di una disfatta

Di Alberto Asor Rosa | Einaudi, 2019

Amori sospesi

Di Alberto Asor Rosa | Einaudi, 2017

Assunta e Alessandro. Storie di formiche

Di Alberto Asor Rosa | Einaudi, 2010

Il grande silenzio. Intervista sugli intellettuali

Di Alberto Asor Rosa | Laterza, 2009

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Conosci l'autore

Alberto Asor Rosa è stato un critico letterario, saggista e politico italiano. Nato nel 1933 a Roma, ha insegnato per molti anni all’Università «La Sapienza». Ha diretto la Letteratura italiana Einaudi nelle sue varie forme ed estensioni. Per lo stesso editore ha pubblicato Scrittori e popolo, Genus italicum, Stile Calvino, Storia europea della letteratura italiana e un volume di aforismi esistenziali, L’ultimo paradosso. Fra i suoi volumi di saggistica politica, Le due società. Ipotesi sulla crisi italiana e La guerra. Sulle forme attuali della convivenza umana. Per Laterza ha pubblicato, a cura di Simonetta Fiori, Il grande silenzio. Intervista sugli intellettuali. Tre i suoi precedenti libri di narrativa: L’alba di un mondo nuovo, Storie di animali e altri viventi e Assunta e Alessandro. Dal 1979 al 1980 è stato deputato per il Partito Comunista Italiano.Alberto Asor Rosa si è spento a Roma il 21 dicembre 2022, all’età di 89 anni. Viene ricordato come un critico e politico fuori dagli schemi, «non era catalogabile e gli piaceva, attribuiva questo suo destino al palindromo del cognome.» - la Repubblica.

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