Diario di bordo

Crisi energetica: arriva il petrolio dagli Stati Uniti

Giovedì 31 marzo

Leggo sul mio telefonino che domani Biden annuncerà qualcosa di mai sentito prima: Gli Usa mettono sul mercato un milione di barili di petrolio AL GIORNO, presi dalla loro riserva nazionale, per calmierare il prezzo della benzina e togliere un’arma di ricatto a Putin.
Il prezzo della benzina – qui è 4,7 dollari al gallone, roba che non si vedeva da vent’anni – è al centro delle discussioni delle “persone comuni” e i repubblicani puntano sul malcontento per vincere le elezioni di midterm del novembre prossimo.
E poi c’è la guerra in Ucraina e, come dice una mia vicina di casa, sincera democratica: “io ho messo la bandiera giallo blu alla finestra, e non sono una di quelle che si vantano di frequentare luoghi costosi, ma ieri… sono andata a una stazione di servizio…”.
In compenso, se ti sei comprato una Tesla ricarichi la batteria per 280 miglia con sei dollari, e se vai a benzina per la stessa percorrenza ne paghi 70.  Insomma, la mossa di Biden, per dimensioni, non è un tampone o una mezza misura, è qualcosa di grosso, che fa il paio con la decisione di farla finita con il "macellaio" di Mosca.

Ci riuscirà? L’inflazione americana scenderà e Putin finirà la sua carriera per fallimento economico? Non ci vorrà molto per saperlo.

Però mi colpisce una cosa; in quest’era di cambiamento climatico, di transizione ecologica, di nuove guerre possibili, il petrolio è ancora la moneta necessaria per vincere le guerre. Metterlo nelle pompe di benzina o razionarlo, alzare il prezzo, mettere un embargo, sono state decisioni all’origine di tutte le grandi rivoluzioni politiche degli ultimi cinquant’anni. Dall’ENI di Mattei all’Iran di Mossadeq, dall’Opec degli anni Settanta con la guerra araba contro Israele, dagli ayatollah di Khomeini a Saddam Hussein… è stato il petrolio che ha cambiato il mondo. Vediamo se sarà l’ultima volta

Libro consigliato: Petrolio, di Pier Paolo Pasolini, nella nuova edizione a cura di Walter Siti, appena uscito.

Canzone nostalgica, per come eravamo: “Caravan Petrol” di Renato Carosone.

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