La redazione segnala

È giusto o no pubblicare foto di minori sui propri social network? 

Illustrazione di Asia Cipolloni, 2023, diplomata al Liceo artistico Volta di Pavia

Illustrazione di Asia Cipolloni, 2023, diplomata al Liceo artistico Volta di Pavia

Il mondo è dei bambini? Magari. È una frase che ci piace dire, ci piace pensare, ma da qui a inverarla passa tantissimo, a partire dai diritti, dai servizi e da tutto ciò che dovrebbe contribuire a rendere migliore, o anche solo più semplice, più leggero, il vivere quotidiano dei genitori e di chiunque si occupi di un minore.

E poi c’è un’altra questione, di cui sembra non si possa discutere se non in modo polarizzato, quella dell’immagine: è giusto o no pubblicare foto di minori sui propri social network? Sembra non possano esserci sfumature tra chi pubblica ogni foto o video dei figli per sottolineare quanto sono belli, buffi e intelligenti, e naturalmente per vendere un prodotto – fosse anche una versione di sé – e chi nega ogni diritto di cittadinanza a foto in cui compaia un minore, che al massimo può essere pixelato.

E poi ci sono quelli che a schierarsi preferiscono farsi consumare dai tarli, e alle prese di posizione in un conflitto preferiscono le domande che ne vengono fuori. E magari, come me, mettono una foto ogni tanto. Se è inquietante un mondo in cui la prima immagine di te che vendi è quella di tuo figlio – e spesso la più ruffiana – a me lo sembra altrettanto uno in cui l’infanzia, quella vera, sparisce. Se i social network raccontano una parte di noi, e plasmano un immaginario, l’immaginario che vogliamo dev’essere quello di un mondo senza bambini? Non mi piace un mondo in cui sono sovraesposti i bambini, non mi piace un mondo in cui sono spariti i bambini. Non sono sicura che tra tutte le scelte che dobbiamo prendere ogni giorno, ogni istante, per i nostri figli – come educarli, se vaccinarli o meno, se somministrare o meno un medicinale, in che scuola iscriverli, cosa sia adatto a loro in termini di abiti, di attività, di alimentazione – sia infine sensato che l’unica scelta su cui ci concentriamo riguardi il mettere o no una foto che ci ritrae con loro. Non so se è giusto in assoluto, non so è sbagliato in assoluto. So che questa discussione, in questi termini inutilmente accesi, dice molto di noi e poco di loro: dice del nostro rapporto controverso con i mezzi della nostra epoca, e tace su quel mondo selvatico e inaccessibile, misterioso, che è e resta l’infanzia.

I testi per approfondire

Nasci, cresci e posta. I social network sono pieni di bambini: chi li protegge?

Di Simone CosimiAlberto Rossetti | Città Nuova, 2017

Giovani e social network. Emozioni, costruzione dell'identità, media digitali

Di Elena BissacaMassimo CeruloCosimo Marco Scarcelli | Carocci, 2021

Con lo smartphone usa la testa

Di Nunzia CiardiRosita Rjitano | Sperling & Kupfer, 2018

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