La redazione segnala

J. D. Salinger: l'enigmatica penna di una generazione

Illustrazione digitale di Francesco Vercesi, 2023, studente del Triennio in Nuove Tecnologie dell’Arte all’Accademia di Brera di Milano

Illustrazione digitale di Francesco Vercesi, 2023, studente del Triennio in Nuove Tecnologie dell’Arte all’Accademia di Brera di Milano

La letteratura di oggi deve molto a J.D. Salinger, personaggio enigmatico, autore di uno dei romanzi più noti al mondo, Il giovane Holden. Il primo giorno dell’anno è anche l’anniversario della sua nascita, avvenuta il 1° gennaio 1919 a New York.

Salinger ha lasciato storie dalla scrittura pungente, fatte di scene e dialoghi in apparenza semplici ma densissimi di significato, capaci di cogliere con analitica precisione anche gli stati d’animo più sottili. I suoi personaggi osservano con occhi impietosi una società borghese fatta di convenzioni e modelli a cui non intendono piegarsi: attorno a loro sono nate opere ancora attuali, simbolo di più di una generazione.

Il giovane Holden
Il giovane Holden Di J. D. Salinger;

Sono passati più di sessant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e tutto quello che gli è cascato addosso dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. Il libro di J. D. Salinger ha sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando ancora oggi l'immaginario collettivo e stilistico del Novecento.

Nella sua vita Salinger ha rilasciato pochissime interviste, e ha cercato di sottrarsi in ogni modo all’attenzione pubblica. Lo stesso ha fatto con le proprie opere, proteggendo gelosamente ciò che non intendeva pubblicare. Era contrario agli adattamenti cinematografici – diceva, scherzando ma non troppo, che avrebbe dovuto interpretare ogni personaggio – e sotto il suo nome in libreria troviamo solo copertine bianche, senza disegni, trama o biografia: desiderava che i lettori giudicassero solo il testo, senza essere influenzati da altro.

Che lo si legga alla stessa età del protagonista o più tardi, Il giovane Holden, nell’originale The Catcher in the Rye, lascia un segno indelebile. Per tre giorni Holden Caulfield vagabonda per New York, con tutto lo smarrimento e la ribellione dei sedici anni. I suoi pensieri, tanto bizzarri quanto condivisibili e universali, smascherano con nitidezza le ridicole norme sociali del mondo degli adulti. Al centro del suo linguaggio sferzante c’è la parola phony, tradotta come “fasullo” o “ipocrita”, con cui descrive tutto ciò che si ripropone di non voler diventare, e verso cui prova insofferenza e rabbia.

Il giovane Holden è uscito nel 1951. La Seconda guerra mondiale era appena finita, e Salinger vi aveva preso parte poco più che ventenne, combattendo in alcune delle battaglie più dure e partecipando alla liberazione del campo di Dachau, un’esperienza che lo avrebbe segnato per tutta la vita. Nello smarrimento di Holden leggiamo, a un livello più profondo, il sentimento traslato dell’incapacità di riadattarsi al mondo e alle sue convenzioni vissuto al ritorno dalla guerra. Affrontato in questo romanzo solo di riflesso, il ricordo traumatico di quell’esperienza è centrale in molte opere successive. In Per Esmé: con amore e squallore, forse il più struggente nella raccolta dei Nove racconti, l’alienazione del protagonista è tale da portarlo ad abbandonare nel narrato la prima persona in favore della terza, rivolgendosi a sé stesso con il nome di Sergente X. La medesima fatica a ritrovare il senso della propria esistenza si ritrova in Seymour, protagonista del primo racconto della raccolta, Un giorno ideale per i pescibanana.

Seymour è il maggiore dei fratelli Glass, la celebre famiglia costruita da Salinger nelle sue opere, i cui sette figli sono tutti a loro modo “bambini prodigio” (Wes Anderson vi si ispirò per I Tenenbaun), e tutti a loro modo in crisi con il mondo circostante. Due di loro sono i protagonisti di Franny e Zooey, piccolo capolavoro pubblicato nel 1961, che nei fitti dialoghi tra i fratelli entra in profondità nella psiche giovanile e nel dramma della famiglia media americana rovinata dal mito del successo. Ancora dei Glass si parla in Alzate l'architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione, pubblicato nel 1963, in cui a raccontare è Buddy, scrittore riservato, che Salinger sceglie tra i sette fratelli come proprio alter ego.

Nel 1965 esce sul New Yorker il breve romanzo epistolare Hapworth 16, 1924; poi, Salinger smette del tutto di pubblicare, pur continuando a scrivere ogni giorno. Già ritiratosi da tempo nella sua casa di campagna a Cornish, si chiude in un esilio volontario che non fa che alimentare la morbosa ossessione del pubblico per la sua figura. Le ipotesi sulle ragioni di questa scelta si sprecano, molti la legano al trauma mai superato della guerra, altri all’infelice associazione di alcuni fatti di cronaca con Il giovane Holden – il più celebre quello dell’assassinio di John Lennon, il cui omicida Mark Chapman dichiarò di essere fortemente influenzato dal romanzo e di seguire Holden come modello di vita.

Figli, mogli, amanti e vicini che hanno parlato di Salinger lo hanno fatto in maniera tra loro molto discordante. Sono stati scritti libri sulla sua fuga dalla società; da alcuni è stato definito misantropo, oppure incapace di relazionarsi con le persone, o ancora un ingrato rispetto al successo ottenuto.

Per lui, forse, si è trattato solo di proteggere ciò che aveva di più prezioso: la scrittura, i suoi personaggi e le sue storie. Di volerne conservare la purezza, senza piegarla alle mode letterarie e alle pressioni dell’industria culturale. Non ha tradito il sedicenne Holden, non si è mai arreso a diventare phony. Nella sua ultima intervista, dice quasi con candore:

Non pubblicare mi dà una meravigliosa tranquillità. Mi piace scrivere. Amo scrivere. Ma scrivo solo per me stesso e per mio piacere

I libri di J. D. Salinger

Alzate l'architrave, carpentieri-Seymour. Introduzione

Di J. D. Salinger | Einaudi, 2019

Il giovane Holden

Di J. D. Salinger | Einaudi, 2014

Franny e Zooey

Di J. D. Salinger | Einaudi, 2014

Nove racconti

Di J. D. Salinger | Einaudi, 2014

Gli altri approfondimenti

La posta della redazione

La posta della redazione

Hai domande, dubbi, proposte? Vuoi uno spiegone?
Scrivi alla redazione!

Conosci l'autore

Narratore statunitense. Dopo gli studi universitari a New York, prese parte come sergente di fanteria alla seconda guerra mondiale. A differenza di altri prosatori della sua generazione, Salinger però non privilegia l’esperienza bellica, la trasferisce se mai in un privato simbolico. L’ambiente del romanzo che gli ha dato la celebrità, Il giovane Holden (The Catcher in the Rye, 1951, pubblicato in Italia da Einaudi nel 1961), è quello medio-alto borghese, con i suoi codici di comportamento, il suo conformismo, la sua assenza di valori; se la coppia borghese tende a riprodursi a propria immagine e somiglianza, sarà l’adolescente a tentare di distaccarsi per una propria ricerca di identità, rifiutando, come lo Huck Finn di Mark Twain, di «lasciarsi educare». Il successo del romanzo si deve alla esemplarità della figura di Holden (personaggio che costituisce anche il punto di vista narrativo), oltre che al linguaggio, trascrizione avvertita del cosiddetto college slang, e all’ironia, pur ricca di partecipazione, che rientra nel filone del grande umorismo esagerativo americano. Anche nei Nove racconti (Nine stories, 1953) i ragazzi e il loro linguaggio sono l’occhio critico, la struttura narrativa, il veicolo ideologico, in un mondo che ricorda in parte, per sottigliezza, inquietudine, tenerezza, quello di F.S. Fitzgerald, uno degli autori prediletti di Salinger. A interessi di tipo metafisico (in particolare per il buddhismo zen) molti critici attribuiscono taluni squilibri di fondo e quella sorta di manierismo che caratterizza le opere successive di Salinger, capitoli ideali di una saga familiare: Franny e Zooey (Franny and Zooey, 1961), Alzate l’architrave, carpentieri (Raise High the Roof Beam, Carpenters!, 1963) e Hapworth 16, 1924, l’ultimo racconto apparso sul «New Yorker» nel 1965, prima del grande silenzio in cui Salinger si è volontariamente e rigorosamente chiuso.Fonte: Enciclopedia della Letteratura Garzanti 2007Sulla lettura scriveva: "Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Non succede spesso, però."

Leggi di più Leggi di meno
Chiudi

Per poter aggiungere un prodotto al carrello devi essere loggato con un profilo Feltrinelli.

Chiudi

Per poter aggiungere un prodotto alla lista dei desideri devi essere loggato con un profilo Feltrinelli.

Chiudi

Il Prodotto è stato aggiunto al carrello correttamente

Chiudi

Il Prodotto è stato aggiunto alla WishList correttamente