La redazione segnala

La vittoria di Shehan Karunatilaka al Booker Prize 2022

The memories come to you with pain. The pain has many shades. One minute you are retching, the next you are reeling, the next you are remembering

Shehan Karunatilaka vince, con il suo libro The Seven Moons of Mali Almeida, il Booker Prize 2022: lo ha annunciato il presidente di giuria del premio, Neil MacGregor, nella serata del 17 ottobre.

Ciò che i giudici hanno particolarmente ammirato e apprezzato in “The Seven Moons of Maali Almeida” è stata l'ambizione della sua portata e l’esilarante audacia delle sue tecniche narrative. Questo è un thriller metafisico, un noir dell’aldilà che dissolve i confini non solo dei diversi generi, ma della vita e della morte, del corpo e dello spirito, dell’oriente e dell’occidente. Si tratta di un gioco filosofico del tutto serio che porta il lettore al cuore oscuro del mondo – gli orrori della guerra civile dello Sri Lanka. E una volta lì, il lettore scopre anche la tenerezza e la bellezza, l’amore e la lealtà, e la ricerca di un ideale che giustifica ogni vita umana.
The Seven Moons of Maali Almeida

Maali Almeida, fotografo di guerra dedito all'eccesso e alla stravaganza, è morto, ma non sa come. Per risolvere questo mistero nell'aldilà ha a disposizione sette lune, e dovrà farsi aiutare da chi lo ha amato in vita per portare alla luce la verità. Dal vincitore del Booker Prize 2022, una storia comica e oscura sul confine tra vita e morte.

Shehan Karunatilaka è nato a Galle, in Sri Lanka, ed è considerato uno degli autori più importanti di quella regione. Ha vissuto a Londra, in Nuova Zelanda, Amsterdam e Singapore, e ora è tornato in patria, dove scrive romanzi, canzoni rock e sceneggiature. Ha una passione per Kurt Vonnegut e Nick Hornby. Il suo primo libro, con il quale ha vinto il Commonwealth Prize, il DSL e il Gratiaen Prize nel 2011, si intitola Chinaman, un romanzo, anche questo, in bilico tra la vita e la morte.

Il libro vincitore di quest’anno, invece, dalla sinossi originalissima e dai toni a metà tra il cupo e il comico, racconta di Maali Almeida dopo la sua morte. Maali è un fotografo di guerra nella Colombo del 1990, in uno Sri Lanka dilaniato dalla guerra civile: è dedito al vizio e all’eccesso, ma quando lo incontriamo sta affondando nel lago Beira. Anche lui si guarda da lontano, il suo spirito si sta osservando, spaventato e confuso, perché non ha idea di come sia finito lì. Ed è un gioco a tempo, perché per risolvere il mistero e mettersi in contatto con le persone che ama di più per condurli alle risposte che tutti cercano ha solo sette lune.

Il romanzo, estremamente apprezzato dai critici, è tutto scritto in seconda persona singolare ed è definito cross-genere, ovvero un libro che viaggia tra il poliziesco, il realismo magico, la storia di fantasmi e altro. Tra cui una sorta di reportage sullo stato di salute dello Sri Lanka, che non è cosa da poco. «Nonostante abbia una storia triste e un presente travagliato, lo Sri Lanka non è un luogo cupo o deprimente. Siamo specializzati nell’umorismo da forca e facciamo battute di fronte alle nostre crisi. La risata è chiaramente il nostro meccanismo di coping. In Chinaman, ho usato l’archetipo dello zio ubriaco, e per Seven Moons era una closet queen. Entrambi i personaggi sono noti per un senso oscuro e crudele di ciò che è divertente».

In Italia, l'onore di portare per la prima volta Karunatilaka sarà dell'editore Fazi, che ne ha acquisito i diritti poco dopo la sua vittoria: è previsto in traduzione per i loro tipi nel 2023, e noi non vediamo l'ora di averlo tra le mani.

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