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Marco Barretta consiglia "Ciclo delle Fondazioni" 

Videomaker e sceneggiatore di fumetti Marco Barretta è co-autore (assieme a Lorenza Di Sepio) di storie ironiche e ricche di riferimenti alla vita quotidiana. Oggi Marco ci consiglia un libro dal quale è stato decisamente catturato. E – trattandosi di uno dei capolavori della fantascienza di tutti i tempi - come non essere d’accordo con lui?

Quando ho iniziato a leggere Asimov mi ha aperto la mente a nuove possibilità, nuovi mondi.

Marco Barretta

Marco Barretta parla di Io Robot e di un altro romanzo, in realtà più la summa della creatività di Asimov. Parliamo infatti del Ciclo delle Fondazioni, serie di romanzi di fantascienza scritti a partire dal 1951 e terminati nel 1992. In questa nostra recensione decidiamo di soffermarci solamente sul Ciclo per una semplice ragione: senza di esso nulla del mondo di Asimov sarebbe esistito. 

Asimov iniziò la sua carriera di scrittore di fantascienza negli anni Quaranta, quando l’editoria aveva regole diverse da quelle che le riconosciamo oggi. Le storie sci-fi erano infatti pubblicate su riviste antologiche che permettevano agli autori di presentare le proprie idee in forma di racconti o di opere più articolate. Queste ultime venivano poi divise e pubblicate nell’arco di più uscite della rivista.
È così, dunque, che Asimov iniziò la sua stratosferica carriera: inviando i propri scritti a riviste del settore.

Fondazione. Il ciclo completo

Il ciclo originale della "Fondazione" venne pubblicato tra il 1951 e il 1953, subito acclamato come un capolavoro della fantascienza. Trent'anni più tardi tra gli anni '80 e '90 del Novecento sono stati pubblicati i due romanzi che costituiscono il prequel della saga. In questo volume è disponibile l'intera saga.

L’idea alla base del Ciclo delle Fondazioni è quella di raccontare la storia della caduta di un impero fatiscente, basato sul modello dell’Impero Romano, e degli sforzi di uomini di scienza impegnati a limitare i danni di questa caduta. Quando scrive, Asimov è consapevole di farlo nella golden age della fantascienza americana. Sono gli anni in cui l’editore John W. Campbell spinge la fantascienza ad assumere una nuova forma: il pulp sensazionalistico lascia spazio a una letteratura intellettuale, scientifica nelle premesse e capace di prestare attenzione particolare ai risvolti sociali e culturali.

Leggere Asimov significa leggere un autore che, col tempo, è diventato sinonimo di fantascienza.
Grazie a lui e ad altri come Frank Herbert (Dune) o Dan Simmons (I Canti di Hyperion) possiamo porci con maggior consapevolezza la domanda: predire il futuro è scientificamente possibile?
E se solo sfogliamo le prime pagine di Asimov, capiamo bene come la sua opera si inserisca a pieno titolo nel grande canone letterario della fantascienza. Il suo Ciclo è al pari di altri grandi esempi della letteratura di genere, come The Expanse e i due sopra citati. Nella galassia futura che Asimov ha immaginato per noi, riscopriamo elementi comuni ad altre narrazioni fondamentali della science fiction: imperi stellari, battaglie epocali e una visione umanistica, profondamente corroborata da umori romantici.

I pianeti abitati della Galassia erano venticinque milioni e tutti facevano parte dell'Impero, la capitale del quale era Trantor. Quella situazione però sarebbe durata solo per altri cinquant'anni.

Cronache della Galassia

Anche un lettore non esperto di fantascienza nota subito come Asimov sia diverso da tutti gli altri scrittori appartenenti al genere di cui egli è massimo alfiere, e come riesca a introdurre elementi nuovi. Se in Ritorno al Futuro, Minority Report, Dune, l’intervento umano è indirizzato agli eventi del futuro, nel Ciclo le azioni degli uomini sono spesso rivolte al passato. Tutto è raccontato in una serie di brevi storie ambientate in un Impero futuro prossimo al collasso, presentate da Asimov alla rivista «Astounding Magazines» il cui editore, all’epoca, era proprio Campbell.

Che la storia del Ciclo delle Fondazioni abbia dunque inizio!
Il protagonista è Hari Seldon, alto funzionario dell’Impero Galattico, alla cui vicenda è strettamente legata una nuova disciplina, la psicostoriografia.

Hari Seldon fu l'ultimo dei grandi scienziati del Primo Impero. Fu lui a sviluppare la psicostoriografia fino a farne una vera e propria scienza.

L’altra faccia della spirale

Questo modello matematico permette di utilizzare l’analisi degli eventi passati e la creazione di una specie di legge sociale per arrivare a predire situazioni future. La psicostoria diventa per Seldon un obbligo morale, il suo contributo all’umanità per evitare ad ogni costo il crollo dell’Impero.

L’umanità è sola tra le stelle. Dobbiamo tenerlo presente se parliamo di fantascienza, ma anche se pensiamo alla psicostoria, che parte proprio da questa verità: l’uomo è l’unico elemento di analisi. Impegnato nella formulazione della sua scienza, attraverso le pagine vediamo Seldon viaggiare tra culture e sottoculture, dipingendo un’umanità permeata da una profonda ignoranza del proprio passato.

È grazie alla scienza psicostorica, quindi, che il giovane studioso riesce a prevedere come il decadente Impero sia destinato a crollare entro breve tempo, lasciando la galassia nel caos. Tutto questo non si può prevenire, ma una soluzione per salvare l’umanità dalla barbarie c’è: la Fondazione. È questa una piccola colonia di studiosi e di scienziati che hanno il compito di salvare la conoscenza, gettando così le basi per la ricostruzione. Il Ciclo è anche una grande previsione di tutto ciò che sarà, una previsione fatta da Seldon. Non si spera solo nel successo finale, ma si conoscono momenti di crisi che potranno essere risolti e superati grazie alle registrazioni che proprio il giovane studioso lascia. Ovviamente, come in tutte le buone storie, non tutto va come previsto. L’unica soluzione per evitare il caos è chiedere aiuto alla misteriosa Seconda Fondazione.

Le leggi della storia sono assolute come quelle della fisica, e se in essa le probabilità di errore sono maggiori, è solo perché la storia ha a che fare con gli esseri umani che sono assai meno numerosi degli atomi, ed è per questa ragione che le variazioni individuali hanno un maggior valore.

Fondazione e Impero

Il primo nucleo del Ciclo delle Fondazioni è costituito da tre romanzi (Fondazione, Fondazione e Impero e Seconda Fondazione), costituiti dalle storie brevi apparse su «Astounding Stories» tra il 1942 e il 1951. Raccolte in un unico volume, non ebbero grande successo. Forse per alcuni passaggi che appaiono un po’ forzati o per certi dialoghi poco riusciti? No, questi sono dettagli in confronto alla vitalità e al fascino di eventi e personaggi.

La ragione va ricercata piuttosto nella vicenda editoriale che ha contraddistinto la pubblicazione, ancora una volta fondamentale per il Ciclo delle Fondazioni. A portare al successo la Trilogia, il primo nucleo del Ciclo, è stata la casa editrice Doubleday che, dopo averne acquisito i diritti, ripubblica in un unico volume la storia, questa volta puntando su una campagna promozionale curata nei minimi dettagli. È in questo momento che l’opera di Asimov attira l’attenzione degli appassionati di fantascienza, fino a vincere l’Hugo Award nel 1966, come miglior ciclo fantascientifico.

La parentesi narrativa di Asimov sembra chiudersi qui. Ma attenzione: negli anni Ottanta, l’editore e i fan spingono l’autore a tornare ai temi, i personaggi e i luoghi del Ciclo della Fondazione. Il finale della Trilogia non poteva rimanere aperto e indefinito ancora a lungo, in fondo... Asimov, così, scrive altri romanzi che ampliano il contesto, un sequel e un prequel. Dal 1982, quindi, con L’orlo della Fondazione, al 1993 con Fondazione anno zero, il macrocosmo sociale immaginato da Asimov vive nuovamente, conquistando ancora una volta i lettori. Lo scopo in fase di scrittura è stato quello di ricondurre la Trilogia all’interno di una complessa trama orizzontale, entro la quale sono compresi altri suoi celebri lavori, come il Ciclo dei Robot. Sono personaggi come R. Daniel Oliwav o i miti dei tempi remoti che aiutano Asimov a creare un unico, coerente universo narrativo in cui tutti i cicli convergono e si completano a vicenda.

Il Ciclo dei Robot

Il Ciclo dei Robot è un insieme di racconti e romanzi di fantascienza dello scrittore Isaac Asimov. Suddiviso tra racconti dei robot positronici, sono collocati in un futuro prossimo e incentrati sull'invenzione di automi. I romanzi del Ciclo sono: Io, Robot (1950); Il secondo libro dei robot (1964); Antologia del bicentenario 1976). Negli Anni Ottanta i romanzi sono raccolti in un'unica edizione intitolata Tutti i miei robot (1982).

Una saga incredibile, insomma, che sembra sfidare anche la morte dell’autore.
La vedova di Asimov, infatti, ha deciso di dare un seguito alle vicende, affidando la Trilogia della Seconda Fondazione ad altri scrittori. L’esperimento si è rivelato, tuttavia, fallimentare. Gli elementi tipici di Asimov sono stati stravolti e il corpus centrale risulta slegato dai lavori successivi. Decisamente un passo falso. Almeno, per i molti appassionati.

Ancora oggi, definire un ordine di lettura di quella che è una delle saghe più famose nel mondo fantascientifico non è semplice. Si può seguire un percorso che rispetti il concepimento dei sette diversi capitoli oppure un ordine che segua la giusta cronologia degli eventi. Sembra quasi un enigma da risolvere e non c’è una risposta giusta. Certo è che, comunque si legga, il Ciclo delle Fondazioni ha avuto un impatto incredibile sia sulla fantascienza come genere sia sull’immaginario dei lettori. E chissà ancora per quanto il mondo della Fondazione sarà capace di affascinare e ispirare chi lo visita. In questo caso, per, forse non servono previsioni troppo ardite: il Ciclo starà con tutti coloro che amano le buone storie, indipendentemente dalle galassie entro le quali sono ambientate, ancora per molto tempo.

Grazie a questo tipo di lettura ho iniziato a scrivere tante piccole storie che ho nel cassetto.

Marco Barretta

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Fondazione. Il ciclo completo

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Conosci l'autore

Isaac Asimov è stato un autore, biochimico e divulgatore scientifico statunitense. La sua vasta produzione è incentrata su argomenti scientifici, sul romanzo poliziesco, sulla fantascienza umoristica e sulla letteratura per ragazzi. A lui si deve l'innalzamento della fantascienza a genere di serie A.Celebre anche per la creazione delle tre leggi della robotica, tra tutte le innovazioni forse quella che permane maggiormente nella cultura di massa.I suoi libri possono essere raggruppati in tre cicli: i romanzi dell'Impero, i romanzi della Fondazione e i romanzi dei Robot. Tra gli altri romanzi pubblicati troviamo Viaggio allucinante, Destinazione cervello, Neanche gli dèi e Nemesis.«Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l'ignoranza che possiamo risolverli.»

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