Arrivi e partenze

"Che scelte avrei fatto, io?"

"Dobbiamo essere problematici".
Ecco il lascito di Primo Levi, l'insegnamento ultimo al cuore della sua opera, che Marco Belpoliti ci consegna come un testimone prezioso in questo Giorno della Memoria. 
Il Giorno della Memoria non è una festa, è lo stesso Belpoliti a dirlo, è piuttosto un'occasione che non va sprecata per riflettere e capire.
Soprattutto, è un'occasione per sollevare problemi.

Primo Levi © Centro Internazionale di Studi Primo Levi

"Che scelte avrei fatto, io, nella stessa situazione?", ecco l'interrogativo che chiunque abbia letto Primo Levi si è posto, con intensità e urgenza direttamente proporzionali a quelle che il grande scrittore ha saputo trasmetterci soprattutto nel suo "I sommersi e i salvati".
È, questo, un libro il cui valore col passare del tempo diventa sempre più chiaro; un libro nel quale confluisce una vita intera, a partire dall'esperienza del lager, e che pure è capace di trascenderla, arrivando a dire qualcosa di universale sull'uomo e sulla sua natura; sulle condizioni che ad alcuni è dato vivere e sulle risposte che ciascuno di essi sa dare.
Se io fossi stato internato, come avrei reagito? Sarei stato fra quei pochissimi che per ragioni insondabili si sono salvati? O sarei entrato a far parte delle schiere inghiottite dall'ombra?

I sommersi e i salvati
I sommersi e i salvati Di Primo Levi;

«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte e oscurate: anche le nostre» – Primo Levi

Primo Levi, febbraio 1948 © Centro Internazionale di Studi Primo Levi

L'ombra: quella materia scura che inghiotte i "sommersi", umanità dolente che sta al centro della costellazione di temi messi su carta da Primo Levi. E il loro rovescio, quelli che "ce la fanno": i salvati.
Ma non si creda che sia semplice separare il grano dal loglio: operare un distinguo arbitrario fra i due gruppi in cui l'umanità si divide a volte è impossibile. Anche al di fuori del lager, oltre i muri di quell'universo concentrazionario di cui scriveva David Rousset, una galassia i cui confini vanno continuamente aggiornati, e oggi stabiliscono il loro dominio odioso anche sulle acque del Mar Mediterraneo. 
"È un bel problema raccontare che cosa sono i sommersi e cosa sono i salvati. Tutti lo sanno: i salvati sono quelli che riescono nella vita, hanno successo, riconoscimento. Nel lager, sopravvivono. I sommersi sono quelli che restano agli ultimi gradini e nel lager muoiono".
È lo stesso Belpoliti a riassumere il concetto, prima di introdurne un altro, che nell'opera di Levi assume un'importanza capitale: la zona grigia.
"Ma Levi", precisa Belpoliti, "introduce un altro concetto che si mescola a questo e lo rende complesso: il concetto di zona grigia".
La zona grigia, di un grigio la cui intensità attinge direttamente alla tempra morale di ciascuno.
 "È l'esperienza che ci fa capire che davvero l'umanità si divide in due".

Primo Levi, laboratorio, 1952 © Centro Internazionale di Studi Primo Levi

Se questo è un uomo
Se questo è un uomo Di Primo Levi;

«Un magnifico libro che non è solo una testimonianza efficacissima, ma ha delle pagine di autentica potenza narrativa» – Italo Calvino

Primo Levi © Centro Internazionale di Studi Primo Levi

Già: l'umanità si divide in due, e il compito di chi si pone domande è quello di ridurre la frattura, per quanto è possibile.
Il Giorno della Memoria, allora, serva anche a ricordarci questo e non sia mai inteso come un'occasione retorica per sentirci a posto con le nostre coscienze. 
Con il video che vi proponiamo, compiremo assieme un'immersione nella memoria, guidati dalle parole di Primo Levi e da Marco Belpoliti.
Più solleviamo problemi, più restiamo umani.
Buon Giorno della Memoria a tutti. 

La redazione di Maremosso

Primo Levi © Centro Internazionale di Studi Primo Levi

Libri di Marco Belpoliti 

Conosci l'autore

 

 

Saggista, scrittore e docente di Sociologia della Letteratura presso il dipartimento di Scienze della Formazione e della Comunicazione dell’Università di Bergamo. I suoi interessi di ricerca sono orientati verso la letteratura italiana contemporanea; ha curato l’edizione delle opere e un volume di interviste di Primo Levi (Opere, 1997; Primo Levi. Interviste e conversazioni 1963-1987, Einaudi 1997); ha pubblicato un saggio su Italo Calvino (L’occhio di Calvino, 1996), dedicato al rapporto tra arte e letteratura in Calvino, e uno studio sulla vicenda degli scrittori italiani negli anni Settanta (Settanta, 2001). Cura Riga (Marcos y Marcos), una rivista di arte, letteratura, scienza e filosofia, dove ha pubblicato volumi monografici dedicati a Alberto Giacometti, Italo Calvino, Alberto Arbasino, Primo Levi e al tema dei Nodi. Ha particolari interessi per i temi della percezione visiva, l’arte contemporanea, il colore. Svolge attività giornalistica per quotidiani e settimanali, come «La Stampa», «L’Espresso», il supplemento Alias del quotidiano «il Manifesto».Senza vergogna (2010) è edito da Guanda, così come Pasolini in salsa piccante (2010), Il corpo del capo (2011), Primo Levi di fronte e di profilo (2015, vincitore del premio The Bridge 2016), La strategia della farfalla (2016), La prova. Un viaggio nell'Est Europa sulle tracce di Primo Levi (2017) e Chi sono i terroristi suicidi (2017), Da quella prigione. Moro, Warhol e le Brigate Rosse (2018).

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