Arrivi e partenze

In Amor di gloria, Maria Pace Ottieri canta una passione che ha ispirato gli uomini per millenni

Illustrazione di Laura Bornea, 2021

Illustrazione di Laura Bornea, 2021

La gloria presuppone un mondo stabile nel quale le generazioni future continuano a vivere con quelle scomparse, nel flusso di una storia ininterrotta, in un mondo sì in perpetuo movimento dal medioevo in avanti, che non ha mai smesso di rinnovarsi, ma anche capace di mantenere una robusta corda di continuità

Un vecchio quaderno, trovato per caso nella cartoleria di un paesino sperduto della Pampa Argentina. Una copertina ingiallita dal tempo e istoriata con pochi, evocativi caratteri e il disegno di un sole raggiante. Per Maria Pace Ottieri comincia da qui una riflessione sulla parola gloria e su un concetto che ha a che fare “con il sogno e la dismisura”, sin dai tempi di Alessandro il Grande e forse anche da prima che quello straordinario macedone tagliasse nodi gordiani e si spingesse ad oriente.

Ma cos’è davvero la gloria? Oltre ai serti di lauro coi quali i condottieri dell’antichità usavano ornarsi il capo, cosa hanno annusato in questo balsamo misterioso gli uomini di ogni paese, censo e cultura per consacrare alla sua ricerca la propria vita?

A leggere il vocabolario, l’arcano sembrerebbe presto svelato:

glòria s. f. [dal latino “gloria”]. – 1. a. Grandissima fama, onore universale acquisito per altezza di virtù, per il conseguimento di meriti eccezionali, per l’aver compiuto atti di indiscutibile valore, per aver realizzato opere eccelse.
Amor di gloria
Amor di gloria Di Maria Pace Ottieri;

Un percorso appassionante tra autori, testi, personaggi e aneddoti, indagando con acume, levità e grazia una parola sorprendente. Un'inchiesta letteraria tra storia, cultura e attualità per scoprire cos'è, cosa può essere oggi, la vera gloria.

Ma dopo essersi rigirati in bocca queste parole per qualche istante, resta un fondo amarognolo e insoddisfacente. C’è qualcosa che non torna, perché se la gloria fosse solamente un principio quantitativo, di accumulazione e prevalenza su altre più raggiungibili altezze, beh, se davvero la gloria fosse solo questo, non l’avrebbero cantata e celebrata uomini come Montaigne, Manzoni, Foscolo e tutti i lirici dell’antichità…

E invece Maria Pace Ottieri non è sola, in questo viaggio che più si spinge nel passato e più sembra fornire un’immagine di quel che noi moderni siamo diventati, rinunciando alla gloria. Sebbene quello di gloria sia un concetto oggi quasi “completamente estinto”, che ha lasciato il passo alle più prosaiche sorelle minori notorietà e fama, cova in esso un seme che è al tempo stesso inattingibile e profondamente umano. Ne hanno parlato i lirici dell’antichità, ma anche i poeti ottocenteschi; i trovatori medievali e gli umanisti del rinascimento.

Per secoli, quest’asticella fissata ad altezze siderali è stata lo sprone per la realizzazione di opere grandiose, ma ha soggiogato schiere di uomini che – in cuor loro lo sapevano - non ne sarebbero mai stati degni. Poi è successo qualcosa, e la gloria è diventata un accessorio, un orpello polveroso da ripescare solo disinnescandone la portata dirompente con aggettivi come “vecchia” o “vana”.

Alla gloria sono subentrate altre pulsioni. Direi che è un’aspirazione, un’ambizione, uno slancio, più che un sentimento… forse è stata addirittura una passione. Oggi le passioni sono più frantumate

Amor di gloria esce per le edizioni Nottetempo, in una collana dedicata alle parole.

Maria Pace Ottieri compone con il suo libro un repertorio delle possibili accezioni attraversate nel tempo da un’idea che a lungo ha occupato un posto speciale nel cuore di uomini e donne e, così facendo, consegna nelle nostre mani un memorandum prezioso, ricco di pensieri illuminanti ai quali tornare ogni volta che saremo in cerca di ispirazione. Proprio come quel sole che, splendendo sulla copertina di un vecchio quaderno trovato per caso, continua a irradiare la sua gloria attraverso i giorni, i mesi e gli anni.

Le nostre interviste

I libri di Maria Pace Ottieri

Conosci l'autrice

 

 

Figlia di Ottiero Ottieri e di Silvana Mauri (e nipote di Valentino Bompiani), è una scrittrice e giornalista che vive e lavora a Milano, collaborando con diverse testate giornalistiche. Con la prima delle sue opere, Amore Nero, ha vinto il Premio Viareggio Opera prima nel 1984, mentre dal suo Quando sei nato non puoi più nasconderti, il regista Marco Tullio Giordana ha tratto un film, premiato con il Nastro d'Argento per l'anno 2005, alla produzione.Negli ultimi anni si è concentrata su un giornalismo dalle forti connotazioni sociali, incentrando la propria attenzione - ad esempio - sulle figure imprenditoriali nei paesi in via di sviluppo (Ricchi tra i poveri, Longanesi 2006) o realizzando lunghe interviste con protagonisti dei nostri tempi come Bunker Roy, il cui pensiero e la cui storia Ottieri ha rievocato nel suo Raggiungere l'ultimo uomo (Einaudi 2009).Nel 2011 assieme al regista Luca Musella realizza un documentario/intervista (pubblicato nella collana Feltrinelli Real Cinema) su Giorgio Bocca, intitolato La neve e il fuoco. Per Nottetempo, invece, ha scritto Chiusi dentro, ricognizione antropologica che si fonde alla rievocazione in chiave cronachistica di una provincia che l'autrice ha conosciuto e vissuto in prima persona.Tra le sue pubblicazioni ricordiamo anche: Abbandonami (Premio Grinzane Cavour 2005) e Promettimi di non morire (2013), entrambi editi da Nottetempo.Del 2018 Il Vesuvio universale, pubblicato da Einaudi.

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