Diario di bordo

Mariupol si è arresa?  

Lunedì 21 marzo

Mariupol si è arresa? Naturalmente, mentre scrivo non lo so.

Col cuore gonfio, ma volendo fare qualcosa di utile, vi racconto brevemente una storia con cui sono cresciuto e alla quale sono rimasto affezionato. Quando i nazisti invasero la Polonia nel 1939, uno dei primi provvedimenti fu la costruzione dei ghetti per gli ebrei, quello di Varsavia fu il più noto. Vi vennero rinchiuse 400.000 persone, per farle morire, praticamente senza cibo e assistenza. Nel 1942 cominciarono i trasferimenti al campo di sterminio di Auschwitz. Nell’aprile del 1943, quando ormai non c’era più speranza di salvezza, un gruppo di ragazzi del ghetto riuscì a trovare qualche arma e diede inizio alla rivolta che tenne impegnati per tre giorni gli uomini del generale Jurgen Stroop. Non riuscendo a domarla, Stroop ordinò la distruzione totale del ghetto e telegrafò a Berlino: “L’ordine regna a Varsavia”. La rivolta del ghetto di Varsavia fu il primo episodio di rivolta armata contro il nazismo in tutta Europa.

Marek Edelman, infermiere di 24 anni, vicecomandante dell’insurrezione, fu uno dei pochissimi a salvarsi.

C’è un’altra storia legata al ghetto. Il mondo non ne sapeva niente, o non voleva saperne.
Un giovane diplomatico polacco, Jan Karski, ebbe l’incarico dalla resistenza di entrare nel ghetto con il compito di far sapere quello che stava succedendo, Karski arrivò fino a Londra e a New York, da Eden e da Roosevelt. Supplicò loro di intervenire, di bombardare i binari che portavano ad Auschwitz. Il mondo libero non lo fece, “disturbava la loro strategia”.

Le altre notizie del giorno

Varsavia, 1939. 

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