Diario di bordo

Una preparazione all’esame di maturità: il trattato di Brest-Litovsk

Martedì 19 aprile

Non entro nel merito delle ultime notizie militari, perché ne sapete più di me; ma cerco di fare un favore ai ragazzi (e alle loro famiglie) che si preparano agli esami di maturità 2022, i primi da tre generazioni a svolgersi mentre in Europa è in corso una guerra.

Se vi chiederanno che cosa è stato "il trattato di Brest-Litovsk”, ecco un valido Bignami (notizie tratte da un bel saggio di Siegmund Ginzberg, comparso lunedì sul Foglio).

Brest–Litovsk è un luogo, oggi al confine tra Polonia e Bielorussia dove il 3 marzo 1918, i bolscevichi di Lenin e Trotsky firmarono la pace con gli Imperi Centrali e “uscirono” dalla Prima guerra mondiale, a costo di pesanti rinunce.  Il vecchio Impero degli Zar perdeva 780.000 chilometri quadrati , il 27 per cento delle terre arabili, il 26 delle ferrovie, il 33 dell’industria tessile, il 73 della produzione di acciaio, l’89 delle riserve di carbone. Non solo, ma la nuova Russia prevedeva la rinuncia a Finlandia, Estonia, Livonia, Curlandia, Lituania, Polonia e Ucraina; non è dato sapere se gli Imperi Centrali avrebbero tenuto fede all’accordo, perché di lì a qualche mese l’Impero austro-ungarico, l’Impero del Kaiser, l’Impero del Sultano turco, sarebbero usciti di scena, travolti dal peso della sconfitta e da rivoluzioni interne. Nell’immediato però Germania e Austria poterono spostare le loro truppe ad ovest, e attuare l’offensiva di Caporetto; cui fortunatamente per noi fece seguito la vittoria di Vittorio Veneto, nel famoso 4 novembre 1918.

Da quel trattato di pace cominciò la terribile storia dell’Ucraina che dura tutt’ora. La carestia provocata da Stalin negli anni Trenta, l’invasione di Hitler del '41, la sovietizzazione del dopoguerra, l’indipendenza nel 1989, la spinta verso l’Europa a partire dal 2000, l’invasione di oggi, di cui non conosciamo la fine.

Se ci sarà una pace, forse sarà firmata di nuovo a Brést-Litovsk, che al conte Czermin, che trattava con Trotsky per conto dell’Imperatore Franz Joseph, apparve come “un posto curioso. Malinconico ma non privo di una sua bellezza. Una pianura senza fine, con appena un leggero rigonfiamento del terreno, come un oceano percorso da onda dopo onda, a perdita d’occhio. E tutto in grigio, grigio senza vita, fino a dove questo mare senza vita incontra l’orizzonte. Mentre le nuvole si rincorrono nel cielo grigio, spinte dal vento…”.

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