Diario di bordo

La "denazificazione" dell'Ucraina secondo la Russia

Mercoledì 6 aprile

Noi non sappiamo se i nostri figli troveranno ancora “Ucraina” sulle carte geografiche. Mi è sembrato utile (anche di lunghezza superiore a quelle solite di questa rubrica) rendere noto i progetti che circolano in Russia; a futura memoria. 

Il 3 aprile il sito di RIA Novosti, una delle principali agenzie di stampa russe, controllata dallo stato, ha pubblicato un articolo su cosa intende la Russia per “denazificazione” dell’Ucraina, scritto da Timofei Sergeitsev, un “opinionista” noto per le sue posizioni nazionaliste ed estreme. 

Questi sono alcuni stralci dell’articolo, tradotti e pubblicati dal giornale online “Il Post”.

“Oggi il tema della denazificazione si è spostato su un piano pratico. […]
La denazificazione è necessaria quando una parte importante della popolazione – con grande probabilità la maggioranza – è attratta e assoggettata dalle politiche di un regime nazista. L’idea per cui “il popolo è buono, il governo è cattivo” non è praticabile. […]"

Anzitutto, la parte belligerante del conflitto – che è tutta nazista, secondo l’autore – deve essere eliminata.

I nazisti che si sono armati dovrebbero essere distrutti il più possibile sul campo di battaglia. Non dovrebbe esserci nessuna distinzione significativa tra i militari e i cosiddetti “battaglioni nazionali” di volontari, così come i sistemi di difesa del territorio che si sono uniti a queste due formazioni militari. Tutti loro sono coinvolti ugualmente in violenze contro la popolazione civile, ugualmente responsabili del genocidio della popolazione russa e non rispettano le leggi e le regole della guerra. I criminali di guerra e i nazisti dovrebbero essere puniti esponenzialmente e in modo esemplare. Deve essere una totale purificazione".

Tra i nazisti non ci sono soltanto i combattenti ucraini. Anche una parte consistente della popolazione, pur non avendo combattuto, è «nazista passiva», dice Sergeitsev.

"Tuttavia, oltre ai sopracitati, una parte significativa di persone, che sono naziste passive o complici del nazismo, è ugualmente colpevole. Ha sostenuto e favorito il potere nazista. La giusta punizione per questa parte della popolazione è possibile solo appoggiando le fatiche inevitabili della giusta guerra contro il nazismo, svolta con la massima attenzione e discrezione nei confronti dei civili.
L’ulteriore denazificazione di queste persone passa per la rieducazione, da attuare tramite la repressione ideologica dei comportamenti nazisti e tramite una rigida censura: non solo in ambito politico, ma anche culturale e nel sistema educativo. […]

La denazificazione può essere effettuata solo da un vincitore, e ciò implica che questi abbia il controllo assoluto sul processo stesso di denazificazione e la capacità di garantirlo. Per questo un paese denazificato non può essere sovrano. Lo stato che elimina il nazismo, in questo caso la Russia, non può avere un approccio lasco nei termini della denazificazione. […]

I tempi della denazificazione non possono essere in alcun modo inferiori a una generazione, in modo che questa possa nascere, crescere e diventare matura in un contesto denazificato. L’Ucraina si è nazificata per più di 30 anni, almeno a partire dal 1989, quando il nazionalismo ucraino fu riconosciuto e legittimato, guidando il movimento per una “indipendenza” e verso il nazismo. […]
Nessuna entità statale completamente denazificata in un territorio liberato da un regime nazista potrà apparentemente mantenere il nome di “Ucraina”. […]
La denazificazione sarà inevitabilmente una deucrainizzazione […] Per esempio, come la storia ha ormai dimostrato, a differenza della Georgia e dei paesi baltici, l’Ucraina non esiste come stato nazionale e i tentativi di “costruirne uno” portano inevitabilmente al nazismo. L’ucrainismo è una costruzione artificiale antirussa che non ha un proprio contenuto di civiltà […]. La denazificazione dell’Ucraina comporta anche inevitabilmente la sua de-europeizzazione"

L’articolo descrive poi le varie tappe della denazificazione, che comprenderà anche una partizione del territorio ucraino: è probabile infatti che la parte «cattolica» del paese (cioè la parte occidentale) non potrà essere convinta

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