Arrivi e partenze

Don Winslow racconta Città in fiamme

La sigla delle interviste "Il profumo delle pagine" è cantata da Laura Salvi - compositore Marco Zoppi

La sigla delle interviste "Il profumo delle pagine" è cantata da Laura Salvi - compositore Marco Zoppi

Incontra l'autore su Feltrinelli Live

Don Winslow incontra i lettori su Feltrinelli Live

Giovedì 5 maggio alle ore 18.30 Don Winslow presenta il suo nuovo libro, Città in fiamme, in un esclusivo incontro online. Interviene Andrea Vianello. I lettori che avranno acquistato online su laFeltrinelli.it, Ibs.it o in una libreria Feltrinelli una copia del libro avranno l’opportunità di partecipare all’evento online con l'autore e di porgli delle domande in diretta.

Le navi che nell’Eneide bruciano al largo di Troia, somigliano nell’ultimo libro di Don Winslow a pescherecci al largo delle coste del Rhode Island. I bagliori che rischiarano quest’angolo d’America si fanno ogni giorno più intensi, sul finire degli anni Ottanta, e non passa giorno senza che si sparga la notizia di qualche italiano o irlandese divorato dalle lingue di fuoco di una guerra senza quartiere.
… qual è stata la scintilla che ha dato origine all’incendio?
Bè, ma una donna, naturalmente! È o non è un romanzo di Don Winslow, “Città in fiamme”?

Città in fiamme
Città in fiamme Di Don Winslow;

Se potesse scegliere, Danny Ryan vorrebbe una vita senza crimine e un posto al sole tutto per sé. Ma quando quel sanguinoso conflitto si inasprisce, mettendo i fratelli l'uno contro l'altro, la conta dei morti sale vertiginosamente e lui si ritrova costretto a mettere da parte i suoi desideri e a prendere una decisione che cambierà per sempre la sua esistenza:

Spoiler alert: sì, quello di cui parliamo è senz’altro un romanzo del “Don” più laico che ci sia in circolazione.
Dialoghi asciuttissimi, caratteri temprati nell’acciaio della privazione, donne fatali e pallottole che fischiano come il blizzard in una notte di tormenta… ci sono tutti gli ingredienti cui il maestro de “Il potere del cane”, “Il cartello” e di tanti altri page-turner di successo ci ha abituati nel corso di una carriera formidabile.
Più uno: l’epica.
Intendiamoci: non che Frankie Machine, Art Keller o Neal Carey non camminassero sui sentieri alati del mito, eh?
Ma in quello che si annuncia come il primo capitolo di una trilogia – potrebbe essere l’ultima fatica di Don Winslow, che ha annunciato il proprio prossimo ritiro dalle scene – tutto assume una dimensione ancor più ampia e definitiva, perfezionando un canone al quale Winslow sta lavorando da molto tempo.

Non è un caso che, nel corso di una di quelle defatiganti tournée promozionali che gli editori americani impongono ai loro autori anche (e soprattutto) quando questi sono star affermatissime, Winslow non abbia perso occasione per dire ad alta voce come la genesi di “Città in fiamme” sia da ricercarsi nei classici, Iliade ed Eneide su tutti.
Ma come avviene spesso con il “Don”, l’impianto di riferimento e le tante citazioni pop finiscono per dar vita a qualcosa capace di distinguersi per originalità e autonomia creativa.
“Città in fiamme” non fa eccezione, risultando un godibilissimo ottovolante lanciato lungo l'ascissa di una storia che sa esattamente dove portare i propri lettori e le ordinate di uno stile - soprattutto nei dialoghi - ormai completamente maturo e mimetico di caratteri, accenti, cultura e inclinazioni dei personaggi rappresentati. 

Leggendo l’Iliade e comparandola con I classici del crime americano moderno, si scopre che avvengono cose molto simili

Nella nostra intervista, il gentilissimo autore si soffermerà dunque sulla genesi del suo romanzo, trovando però il modo di raccontare anche qualcosa di sé, di quel che vuol dire andar via dalla propria hometown all'età di diciassette anni, con due soldi in tasca e tanta voglia di vedere il mondo, e farvi ritorno tanti anni dopo, da autore affermato, per poi raccontare di quei luoghi con trasporto e sentimento.
O di quel che significa per un autore crime cercar costantemente un punto di equilibrio fra controllo ed emozione, nelle proprie storie, in modo da evitare che la violenza sia raffigurata in modo compiaciuto o "for the sake of titillation", per sollecitare nel lettore gli istinti più bassi. La violenza - racconta Winslow - dev'essere rappresentata in contesti che possano mostrare le conseguenze cui porta, il dolore e il lutto di chi la subisce. In fondo, anche la letteratura di genere per essere efficace e assolvere al proprio mandato, deve partire da un assunto morale
Per questo, quando chiediamo al "Don" quale sia il valore principale al centro della narrazione contenuta in "Città in fiamme" e capace di renderne i twist e i turn tanto efficaci, il nostro non ha un attimo di esitazione nel rispondere. Se non riuscite a indovinare quale sia questo valore, vi consigliamo senz'altro di gustarvi la nostra intervista con Don Winslow, e prepararvi a godere di tutta la maestria che sta dietro un romanzo ben riuscito com'è "Città in fiamme". Buona visione!

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