Arrivi e partenze

Eraldo Affinati: “Don Milani è una spina nel fianco: il suo insegnamento deve ispirarci a far meglio”

Illustrazione di Laura Bornea, 2021 - la sigla delle interviste "Il profumo delle pagine" è cantata da Laura Salvi - compositore Marco Zoppi

Illustrazione di Laura Bornea, 2021 - la sigla delle interviste "Il profumo delle pagine" è cantata da Laura Salvi - compositore Marco Zoppi

“In una fortezza nell'alto dei cieli gli angeli della Guardia Reale, soldati azzurri con giubbe e calzari, sono riuniti in attesa del prossimo incarico. La chiamata arriva: il prescelto è Gabriele, che viene incaricato di rinsaldare l'alleanza tra Dio e gli uomini annunciando l'arrivo di un salvatore.”

Sembra l’inizio di un romanzo fantasy, ma è molto più di questo.
L’ultimo libro di Eraldo Affinati porta avanti un progetto che avrebbe intimorito parecchi autori: una riscrittura dei Vangeli. L’intento? Indagare quale insegnamento sia possibile trarre ancora oggi dalle Sacre Scritture.

 “Volevo capire cosa ci insegna il Vangelo. A tutti, non importa se siamo credenti o non credenti” specifica Affinati, da poco tornato in libreria con Il Vangelo degli angeli (HarperCollins, 2021)

Il vangelo degli angeli
Il vangelo degli angeli Di Eraldo Affinati;

Cosa significa avere fede? Siamo davvero liberi? Perché la giustizia terrena non ci basta? Queste antiche domande, che hanno sempre alimentato l'ispirazione etica e civile di Eraldo Affinati, stavolta si misurano con l'amore di Cristo verso di noi, rilanciando la forza imperitura del suo messaggio.

Un libro che, a dispetto del proprio titolo, appare animato da una forte vena antropologica, più che teologica. I temi affrontati – l’identità, il rapporto con l’altro, la sofferenza e i limiti del libero arbitrio – non restano in un freddo iperuranio di platonica memoria, ma vengono ricondotti alla vita quotidiana, così da poterne riscoprire tutta l’attualità.

Cosa significa avere fede? Perché non troviamo sufficiente la giustizia terrena? Siamo davvero liberi di decidere fra il bene e il male, se Dio sa già cosa sceglieremo? Domande che nel libro non trovano necessariamente una risposta, ma che vengono rilette alla luce dell’amore che Cristo prova per il genere umano.

Centrale il lavoro fatto sulle fonti, in particolare il Vangelo di Luca, l’evangelista che più di tutti ha saputo dare voce a figure spesso viste come semplici comprimari, attori secondari in una storia che ha ancora oggi molto da raccontare.

Ho scelto Luca perché dà più spazio agli angeli e alle donne, che nel suo Vangelo emergono in modo molto forte. Penso in particolare alla figura della Maddalena

Oltre che sul Vangelo di Luca e su quello di Giovanni, Affinati si è basato sugli Atti degli Apostoli e ha scelto di restare fedele alle fonti senza per questo rinunciare a un taglio innovativo: il risultato è un’opera unica nel suo genere che ripercorre tutti i più importanti episodi del testo sacro filtrandoli attraverso la forte sensibilità dell'autore.

Del resto Edoardo Affinati non è estraneo al tema etico e civile: da anni dedica le proprie energie a studenti difficili e giovani migranti. Li chiama "i ragazzi di Barbiana di oggi", esplicitando a parole l’intento di ispirarsi alla comunità fondata da don Lorenzo Milani. Una figura, quella del sacerdote, che Affinati trova molto cara e alla quale aveva già dedicato il saggio, uscito nel 2017, intitolato L'uomo del futuro. Sulle strade di don Lorenzo Milani.

La missione pedagogica di don Milani resta per Affinati un importante metro di paragone, tanto che lo scrittore arriva a definire il sacerdote di Barbiana “una spina nel nostro fianco”:

Ancora oggi don Milani ci fa capire che la scuola non dovrebbe essere uno spazio separato della vita, la scuola dovrebbe essere l’intensificazione della vita. Andare a scuola dovrebbe significare andare a diventare sé stessi

Eraldo Affinati continua lodando la posizione di Don Milani sul tema della valutazione scolastica, a suo dire basata sull’impostazione sbagliata: “Si deve premiare il movimento, il progresso verso il traguardo, non il traguardo in sé. Perché ognuno è diverso”.

La stessa diversità che Affinati cerca di preservare con il suo impegno quotidiano come insegnante, riportando in primo piano il valore dello scambio con gli studenti: imparare dalla loro visione del mondo e provare a proporre la propria, ma senza prevaricazioni. Il trucco sta sempre nel restare aperti, e coltivare attenzione ed empatia.

“Bisogna essere responsabili dello sguardo che hanno gli alunni,” conclude Affinati “bisogna prendersene cura

I libri di Eraldo Affinati

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