Arrivi e partenze

Gratteri e Nicaso: la 'ndrangheta? Per combatterla oggi servono un nuovo approccio e la volontà politica

Illustrazione di Laura Bornea, 2021 - la sigla delle interviste "Il profumo delle pagine" è cantata da Laura Salvi - compositore Marco Zoppi

Illustrazione di Laura Bornea, 2021 - la sigla delle interviste "Il profumo delle pagine" è cantata da Laura Salvi - compositore Marco Zoppi

Si è sempre pensato che le mafie fossero un agente patogeno in grado di infettare territori sani. Invece così non è stato. A nord le mafie sono arrivate grazie a imprenditori e politici che hanno agito secondo logiche di convenienza.

La mafia segue la palma.
Un'antica e quanto mai attuale intuizione di Leonardo Sciascia stabiliva un'analogia suggestiva fra il mutare del paesaggio italiano e la penetrazione della criminalità organizzata in nuovi territori di predazione e conquista.  La palma, elemento distintivo del profilo costiero del sud Italia, poco alla volta guadagnava terreno spingendosi verso nord.
"[...] e
sale come l'ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l'Italia, ed è già, oltre Roma [...]"
Il giorno della civetta è stato pubblicato per la prima volta nel 1961 e da sessant'anni a questa parte la palma ne ha fatta, di strada.
Ce lo confermano il magistrato Nicola Gratteri e il giornalista Antonio Nicaso, autori di Complici e colpevoli. Come il nord ha aperto le porte alla 'ndrangheta. 
Nel corso di una intervista accorata e appassionante, i temi trattati sono tanti, tutti attraversati da un fil rouge che si dipana da sud a nord, e che poggia su una consapevolezza granitica: per combattere la 'ndrangheta è necessario aggiornare l'immagine che ne abbiamo. Solo compiendo un'azione pedagogica e politica al tempo stesso potremo venire a capo di un sistema culturalmente corrotto che ha dimostrato di sapersi aggiornare, evolvere e adattare ai contesti che di volta in volta ha deciso di infiltrare. 

Incontra l'autore in libreria

Nicola Gratteri incontra i lettori a Milano

Sabato 12 marzo 2022, alle ore 12.00, presso l'Oratorio Maria del Popolo di Lecce, si tiene la presentazione del libro “Complici e colpevoli” (Mondadori). Ingresso gratuito con obbligo di Super Green Pass e mascherina Ffp2.

Antonio Nicaso e Nicola Gratteri, foto di Stefano Campo Antico

Complici e colpevoli. Come il nord ha aperto le porte alla 'ndrangheta

Oggi la criminalità organizzata non ha più bisogno di sparare, ha acquisito la capacità di muoversi sottotraccia, senza suscitare clamore o allarme, dilagando, apparentemente senza freni. In Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, così come in Valle d'Aosta, Liguria e Trentino, le mafie raramente sono giunte con le armi in pugno. Si sono piuttosto presentate con il volto rassicurante di figure professionali in grado di offrire servizi e soluzioni a basso costo, a partire dallo smaltimento dei rifiuti fino a una sorta di welfare di prossimità, più efficace rispetto a quello spesso carente dello Stato.

L'INTERVISTA

La mappa che troviamo nel risvolto di copertina ci lascia molto sorpresi nello scoprire la penetrazione della 'ndrangheta in regioni e in paesi insospettabili.
Come è stato possibile lasciare la briglia tanto lunga alla criminalità organizzata? Quali presidi sono mancati?

Gratteri: La ndrangheta è presente al nord - e in modo significativo - negli anni Settanta.
Quindici anni fa siamo stati qui al nord, abbiamo spiegato la presenza della 'ndrangheta... come si manifesta e come si e manifestava... e addirittura ci hanno aggredito: anche uomini e donne delle istituzioni. In particolare, in Emilia Romagna ci hanno detto "... ma come vi permettete? noi abbiamo gli anticorpi! noi abbiamo combattuto il nazismo, noi abbiamo combattuto il fascismo! qui la ndrangheta non attecchirà!". E noi "Guardate che la 'ndrangheta già c'è, perché la 'ndrangheta non viene qui con la svastica come facevano i nazisti o con il fez come i fascisti: la 'ndrangheta viene qui con valigie piene di soldi e compra tutto ciò che poi vende. Cerca di intuire quali aziende siano in crisi per provare a rilevarle o comunque ad entrare in quota, anche come socio di minoranza, per poi - pian piano - succhiare il sangue di quell'attività commerciale" .
Ovviamente la presenza sistematica e il radicamento della 'ndrangheta - soprattutto qui in Lombardia - è servito non solo ad accumulare ricchezze, a vendere cocaina e a comprare tutto ciò che poi vende; ma anche e soprattutto a votare e far votare, quindi a diventare interlocutori diretti di alcuni (e poi anche di numeri significativi) candidati in politica in pacchetti di voti in cambio di denaro, pacchetti di voti in cambio di favori nella pubblica amministrazione.

Entriamo un po' dentro al libro: in Valle d'Aosta dove, nel lontano dicembre dell'82, avviene il primo attentato dinamitardo contro Giovanni Selis. Ci raccontate questa storia, spesso trascurata?

Nicaso: Giovanni selis era un pretore coraggioso e cercò di mettere il naso nel giro degli scambisti, quelli che operavano all'esterno del casinò di Saint Vincent. Avevano tutto l'interesse a foraggiare i giocatori che non avevano più credito bancario, con i soldi dei sequestri di persona. Selis prese iniziative coraggiose ed entrò nel mirino della criminalità organizzata. Gli misero una bomba e per poco non ci rimise la pelle... ma lui continuò ad insistere, però non venne creduto, in quelle che erano le sue convinzioni sul rapporto tra politica e criminalità mafiosa, soprattutto tenendo conto che il casinò di Saint Vincent era una sorta di "bancomat". Purtroppo, Giovanni Selis, alcuni anni dopo, si tolse la vita

Siamo a Milano, in Lombardia: anche in questa regione si è sempre creduto di avere gli anticorpi... come se la 'ndrangheta, Cosa nostra e la camorra fossero un'infezione che penetra nel corpo sociale. Nel libro, voi vi chiedete come si è arrivati a questa metastasi, citando il titolo di un celebre libro di Nuzzi e Antonelli...

Gratteri: Ma la Lombardia è ad altissima densità 'ndranghetistica soprattutto attorno alla città. Tutti i paesi attorno a milano sono interessati in modo significativo dalla presenza della 'ndrangheta e moltissime attività commerciali - come alberghi, ristoranti, pizzerie, supermercati sono gestiti dalla ndrangheta - e quelli sono i soldi provenienti dal traffico di cocaina. Ma ancor di più, parlando di radicamento, ci sono locali di 'ndrangheta, ci sono strutture che già in modo scientifico controllano il territorio e sono ben inseriti anche nella gestione della cosa pubblica. C'è il record di di comuni sciolti per mafia, nel nord italia; c'è un'altissima percentuale di 'ndranghetisti, rispetto alla popolazione... e allora qui c'è veramente tanto da fare: non solo sul piano giudiziario ma anche sul piano culturale. Ci sono delle associazioni di volontariato che si danno da fare, che sono impegnate, che hanno le idee chiare su come contrastare le mafie; però - ahinoi! - ad oggi sono veramente troppo poche. C'è da considerare inoltre che Milano è la più grande piazza di consumo di cocaina e quindi è un mercato redditizio.
Questo la ndrangheta lo sa e porta qui - vendendola poi all'ingrosso - tonnellate e tonnellate di cocaina. 

Sono passati quindici anni dal vostro primo libro assieme. Com'è cambiata la 'ndrangheta in questi quindici anni? e come siete cambiati voi?

Nicaso: La ndrangheta è diventata più forte, più ricca, più potente. Spara di meno perché ha meno necessità di utilizzare la violenza, però è molto più forte perché usa la corruzione. Ha questa capacità di fare sistema, di creare relazioni. Noi invece siamo cambiati nel senso che siamo diventati un po' più vecchi, ma abbiamo le stesse convinzioni, la stessa speranza, la stessa voglia di cambiare le cose e la stessa voglia di scoprire - ma probabilmente con occhi nuovi, con occhi più maturi - quello che ancora c'è da scoprire.

Gratteri: Certo, quindici anni sono tanti... Oggi abbiamo le idee un po' più chiare, conosciamo meglio il mondo e conosciamo di più l'essere umano.
Pensiamo sempre più che è possibile abbattere del novanta per cento le mafie e siamo sempre più convinti che ciò che serve è un nuovo approccio e la volontà politica, nel breve periodo, cioè di legiferare, di creare un sistema giudiziario forte, proporzionato alla realtà criminale, sempre nel rispetto della costituzione... e poi, nel lungo periodo, siamo convinti che abbiamo bisogno di una scuola a tempo pieno, che abbiamo bisogno di tenere occupati i giovani, anche di pomeriggio, con altri insegnanti, per allenarli, invitarli a posare il telefono cellulare in un armadio e ricominciare a guardarsi in faccia, a parlarsi in lingua italiana, a leggere un giornale, a leggere un libro, a commentarlo, approfondire e fare riflessioni.
Questo pensiamo che serva, nel lungo periodo, per la crescita e per un nuovo risorgimento.

Un nuovo risorgimento, già. Un'Italia nuova, finalmente libera di seguire con lo sguardo la linea della palma, e vedervi solo bellezza e cultura. 

Le nostre interviste

La canzone di Maremosso è interpretata da Laura Salvi

Legami di sangue. Libri sulla 'ndrangheta

Conosci gli autori

 

 

Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, è uno dei magistrati più impegnati nella lotta alla 'ndrangheta e vive sotto scorta dall'aprile del 1989. Salvato per caso ad un attentato dinamitardo nei suoi confronti, è una delle figure che meglio conosce i meccanismi delle tre diverse mafie che prosperano in Italia, Mafia, Camorra, 'Ndrangheta. Ha coordinato importanti indagini sulla criminalità organizzata (tra queste quella relativa alla strage di Duisburg) e sulle rotte internazionali del narcotraffico.  Con Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, uno dei massimi esperti di 'ndrangheta nel mondo, ha scritto numerosi libri tra cui: Fratelli di sangue (Pellegrini 2006), La malapianta (Mondadori 2010), La giustizia è una cosa seria (Mondadori 2011), Male lingue (Pellegrini Editore 2014), Oro bianco (Mondadori 2015), Padrini e padroni (Mondadori 2016), L'inganno della mafia (Rai-Eri, 2017), Fiumi d'oro (Einaudi 2017), La rete degli invisibili (Mondadori 2019) e con Antonio Nicaso Non chiamateli eroi (Mondadori 2021).

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Antonio Nicaso, nato in provincia di Reggio Calabria, oggi vive in Canada. Giornalista, scrittore e studioso dei fenomeni criminali di tipo mafioso. Ha dedicato particolare attenzione all’analisi comparativa delle mafie italiane con quelle straniere, con riferimento a strategie di partenariato nella gestione di attività illecite, come il traffico di droga e il riciclaggio di denaro. Insegna storia delle organizzazioni criminali all’Università di Middlebury, in Vermont (Usa). È autore di 18 libri sulla criminalità mafiosa, tra cui alcuni successi internazionali, tradotti in diverse lingue. Nel 1995 ha pubblicato Global mafia, un libro che per la prima volta ha introdotto e spiegato il concetto di partenariato criminale; del 2010 è invece La mafia spiegata ai ragazzi (Mondadori). Con Nicola Gratteri ha scritto Fratelli di sangue (Pellegrini 2006), La malapianta (Mondadori 2010), La giustizia è una cosa seria (Mondadori 2011), La mafia fa schifo (Mondadori 2011), Dire e non dire (Mondadori 2012), Acqua santissima (Mondadori 2013), Oro bianco (Mondadori 2015), Padrini e padroni (Mondadori 2016), Fiumi d'oro (Einaudi 2017) e La rete degli invisibili (Mondadori 2019). Con Peter Edwards ha scritto La fine dell'onore. L'ultima guerra di un boss che ha insanguinato l'America (Rai-Eri 2018). Con Vittorio Amaddeo e Maria Barillà ha scritto Quando la 'ndrangheta scoprì l'America. 1880-1956. Da Santo Stefano d'Aspromonte a New York, una storia di affari, crimini e politica (Mondadori, 2019) e con Nicola Gratteri Non chiamateli eroi (Mondadori 2021)..

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