Diario di bordo

Hitler is business

Lunedì 5 dicembre

Una vecchia legge del marketing dell’editoria dice che con Hitler in copertina un libro vende di più; e vale anche per il simbolo della svastica. Tenendo presente questo principio, quello che ha fatto Elon Musk con Twitter non sembra poi così nuovo: se metti Hitler su Twitter, può darsi che alcuni clienti o investitori se ne vadano, ma il traffico di chi si sente a suo agio con l’orientamento “Hitler friendly”, si fidelizza.

Musk ha sbagliato i conti? Noi tutti lo speriamo, ma non è detto; per adesso siamo nella fase dell’ “offensiva hitleriana”, che sta assumendo caratteri grotteschi. Musk ha iniziato liberando l’accesso a Kanye West, il famosissimo rapper che è noto per aver dichiarato che l’America deve essere pronta “ad uccidere gli ebrei”. Con questo programma e con la sua nuova popolarità, Kanye, che adesso (si fa chiamare Ye), è andato a cena da Donald Trump, per “parlare di politica”. Ha anche portato un amico, un certo Nick Fuentes, famoso suprematista bianco e anche lui bannato e riammesso da Musk. I tre hanno parlato delle prossime presidenziali e Trump si è un po’ seccato quando Ye gli ha detto che si vuole candidare, ma che è disposto ad offrire a Trump la vicepresidenza. Ye e Fuentes hanno poi insistito sul programma, che deve essere radicale. Poi Fuentes ha intervistato Ye, che si è profuso nell’ammirazione per Hitler “che ha inventato le autostrade e il microfono che uso nelle mie canzoni”.

Beh, ce li ritroveremo in pista alle primarie, in qualche modo, con Twitter a fargli da microfono. Hitler candidato in America! (E noi che trovavamo kitsch la povera Meloni e il povero La Russa…).

Ma, per non rattristarvi troppo, anzi per tirarvi su il morale, vi consiglio un film di più di 50 anni fa. Si chiamava "The producers" (in italiano "Per favore non toccate le vecchiette"), del grandissimo Mel Brooks. Trama, all’osso: due produttori teatrali, falliti, scoprono che possono fare soldi, facendosi finanziare spettacoli che non incassano. E quindi scelgono il peggior copione in circolazione, il peggior regista, i peggiori attori e allestiscono un musical superkitsch  dal titolo “Springtime for Hitler and Deutschland”. Per loro scorno… diventa il più grande successo di botteghino. Il film è esilarante, le canzoni e la coreografia sono deliziose; guardatelo, lo trovate un po’ dappertutto.

É un buon antidoto, per questi tempi di alti pensieri e dibattiti politici….  

 

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