Tracce di Tito

Giri di rock

Sono ricominciati i festival di fumetto, che meraviglia. Prima (sapete di cosa) mi lamentavo come Babbo Natale a Natale, mentre adesso torno bambino. A Padova, per BeComics, mi ritrovo in una classica cena di fumettari e, naturalmente, si finisce per parlare tutto il tempo di musica. Sono ragionevolmente sicuro che, se fosse stata una cena di musicisti, si sarebbe parlato di musica. Non c'è scampo. Tant'è che, a un certo punto, un collega all'incirca della mia generazione mi racconta di avere avuto un passato da batterista. "Ma tu pensa," gli dico, "anch'io. Tastierista, ma prima ancora batterista". Lui mi confida di avere mollato il colpo, all'inizio degli anni Novanta, siccome non riusciva a fare le raffiche di doppia cassa. Erano i tempi di Slayer, Morbid Angel, Carcass...

Chiaro, capisco. Io c'ero riuscito, ma con notevoli sforzi. Gli dico che avrebbe dovuto insistere, allenarsi ogni giorno. Oppure aspettare. Perché, di li a poco, c'era stato un brusco rallentamento, con la stagione di Danzig, Kyuss, Soundgarden e poi tutto lo stoner. Dal velocissimo al lentissimo, senza passare dal via. Da qui, complice qualche buon bicchiere, parte una riflessione su come, il rock, proceda per capovolgimenti subitanei. Prima una cosa, poi l'esatto opposto.

Negli anni Settanta, c'era stato il progressive e tutti quei musicisti che suonavano benissimo pezzi intricatissimi. Ma un bel giorno, di botto, ecco il punk. L'esatto contrario.

Qualcuno, al tavolo, allora fa l'esempio del glam metal, di Motley Crue e Bon Jovi, spazzato via dal grunge, di Nirvana e Pearl Jam. In questo caso, è stata più che altro un'inversione di attitudine. Ma è anche vero che, da sempre, l'attitudine conta, eccome.

Così qualcun altro (o forse io stesso, non ricordo bene) fa l'esempio della new wave, con i suoi dandy alla Japan, a cui è seguito il garage rock di ragazzacci alla Fuzzstones. Il discorso sul momento sembra funzionare, sebbene la mattina dopo salti già fuori qualche falla. Però è bella questa idea di rotolamenti continui. Il rock e il roll.

E adesso, che cosa succederà? Quale sarà la prossima svolta di centottanta gradi? Bisognerebbe capire da che parte stiamo andando, in questo momento. A me sembra che siano tornati, alla grande, i chitarroni distorti. Gli Idles sono il gruppo emblematico. Quindi, dopo ci sarà un'ondata di roba acustica? Oppure elettronica? O magari, ormai, le cose girano così in fretta che non te ne accorgi nemmeno e, se ti distrai un attimo, sembra che sei rimasto al punto di prima? Ai posteri, di dopodomani, l'ardua sentenza.

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