Anniversari e Ricorrenze

Robbie Williams: 50 anni fra demoni e successi

Immagine tratta dal libro "Reveal" di Robbie William, Sperling & Kupfer, 2018

Immagine tratta dal libro "Reveal" di Robbie William, Sperling & Kupfer, 2018

«Conosci Robbie Williams?»
Una domanda in apparenza banale, ma che per un sedicenne di oggi non lo è affatto.
«Chi? L’attore?». No, ragazzo mio. Ti confondi con Robin, straordinario quanto compianto attore hollywoodiano.
Per dirla tutta, Robbie Williams è una popstar inglese, originario di Stoke-on-Trent, nord-est dell’Inghilterra, che il 13 di febbraio raggiunge la boa dei suoi primi 50 anni. «Ah, non sapevo…», taglia corto il ragazzo.

Allora non aveva tutti i torti il buon Robbie quando, la scorsa estate, prima di un suo concerto, scherzava (ma non troppo) sul fatto che «i ragazzi sanno tutto di Harry Styles (il nuovo Re Mida del pop britannico, ndr), ma di me poco o niente…».

Esagerato? Sì, certo. No. scherziamo.
Perché stiamo parlando pur sempre di un artista che è al centro dell’attenzione mediatica da più di trent’anni. Trentaquattro, ad essere precisi. Mica uno scherzo.
Soprattutto se vive Oltremanica, dove la musica è ancora un’industria di straordinaria importanza e quando diventi una star vivi tutto a mille all’ora (fama, successo, fiumi di donne, tanti soldi da non saperli contare) e sei sempre nell’occhio del ciclone.
Ciò vuol dire che appena sbagli o vai fuori giri, i tabloid non ti danno tregua. Ti massacrano. Lo star system con i suoi annessi e connessi ha distrutto Amy Winehouse. E stava per fare altrettanto con Robbie Williams che di discese più ardite ma anche di straordinarie risalite nella sua vita sotto i riflettori potrebbe farci un film (...oops! in realtà l’ha fatto: una docu-serie in streaming su Netflix). Ecco, allo scoccare dei 50, il tuttora affascinante showman può dire, a ragione, di essere un autentico sopravvissuto

XXV (Deluxe Edition 2CD - Hardcover Book)

Il disco contiene le sue più grandi hit di tutti i tempi e i brani preferiti dai fan, in una nuova versione orchestrata da Jules Buckley, Guy Chambers e Steve Sidwell e ri-registrata con la Metropole Orkest nei Paesi Bassi.

«Non so che cosa gli ho fatto, ma la stampa inglese mi ha sempre fatto a pezzi. Mi hanno trattato come se fossi il peggio del peggio», si è sfogato a più riprese.

Divisivo e/o troppo commerciale quanto volete, Williams, ragazzo difficile figlio di una famiglia proletaria, è stato letteralmente salvato dalla musica. 

Peraltro, curriculum alla mano, Robbie non ha nemmeno dovuto fare tanta gavetta. Nel suo caso il botto l’ha fatto al primo colpo. E che colpo!
Ancora minorenne (già, aveva solo 16 anni!) era il “piccolino” dei Take That, mica una boy band qualsiasi. Al contrario, durante il suo “impero” la boy band ha vissuto qualcosa di molto simile alla Beatlesmania.
Un treno in piena corsa da cui a un certo punto Robbie ha deciso di scendere. Un po’ per gelosia (del leader Gary Barlow), un po’ per la ripetitività del menù musicale proposto, un po’ per l’abuso di stupefacenti e alcol, sta di fatto che ha detto stop. 

Life Thru a Lens (25th Anniversary Deluxe Edition)

L’edizione speciale dell’album in 4 CD contiene il disco originale e le hit "Angels", "Let Me Entertain You", "Old Before I Die", "Lazy Days" e 'South Of The Border' – oltre a bonus track e B-side.

Pareva la fine della favola.
Anche le fan che lo adoravano sembravano avergli voltato le spalle. E, invece, come succederà spesso nel corso della sua fortunata carriera solista, Robbie Williams dimostrerà di avere una capacità innata nel trovare dentro di sé le risorse per uscire dai guai.
Per lasciarsi alle spalle l’abisso della sconfitta, per conquistare il successo planetario. Come? È presto detto: a colpi di canzonette.
Canzoni pop in purezza in cui ha messo davvero molto di se stesso e del suo mondo interiore tutt’altro che pacificato - Angels, Feel e Rock DJ, le più celebri (un miliardo di ascolti su Spotify) - anche grazie all’aiuto di mentori pazienti e con parecchio sale in zucca come Guy Chambers, il produttore musicale dei primi cinque album solisti. Gli album che tra il 1997 e il 2005 lo hanno reso la star che ormai quasi tutti conoscono.


Un grande showman, a suo agio davanti a platee sterminate che ha sempre voluto far divertire, ballare e cantare il suo pubblico. Perché la summa della sua filosofia è racchiusa in Let me entertain you, l’inno più inno di uno degli artisti solisti britannici più venduti di sempre.
Una canzone con cui rivendicare il proprio orgoglio da intrattenitore nato. Spavaldo, eccessivo, ma anche pieno zeppo di fragilità (tra problemi legati a gravi forme depressive e di dipendenza) di cui non ha mai fatto mistero.

Take the Crown (Special Edition)

Contiene: 2 bonus tracks + 1 DVD con filmati inediti tratti dalle registrazioni dell'album.

Ora che l’ex di due colleghe del calibro di Nicole Appleton delle All Saints e di Geri Halliwell delle Spice Girls sembra aver messo la testa a posto con una bella famiglia, una moglie che lo ama e quattro figli, che altro augurargli?
Di scalare le marce e di vivere giorno dopo giorno, tenendo a bada i demoni personali che sono sempre dietro l’angolo.
E chissà che con il passare del tempo la popstar non accarezzi l’idea di durare nel tempo magari reinventandosi come crooner 2.0.

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