Arrivi e partenze

Pilar, Pilar, perché sei tu, Pilar?

Pilar, Pilar, perché sei tu, Pilar?
Bè, quanto a questo, rispondere è semplice: provate voi ad immaginare una interprete più "giusta" di Pilar Fogliati, per dar vita a una rilettura attuale e coinvolgente della tragedia di Shakespeare più amata. È quello che deve aver pensato Giovanni Veronesi quando ha cominciato a metter mano alla sceneggiatura di Romeo è Giulietta.

Oh, per inciso: quella "è" accentata non è un refuso, e andrebbe preferibilmente accompagnata con un cenno della testa a evidenziare lo slittamento di senso rispetto all'originale scespiriano. Romeo è Giulietta. Se volete sapere come pronunciarlo correttamente, nella nostra intervista doppia a Veronesi e Fogliati, lo scoprirete. Assieme a tante altre cose che il regista e l'attrice ci hanno raccontato. 

Romeo e Giulietta. Testo inglese a fronte

In "Romeo e Giulietta" (1595-1596) la morte è presente in vario modo fin dall'inizio. Ma è con il duello tra Mercuzio e Tebaldo che essa entra realmente in scena e avvia quella sua presa di possesso della città cui la tragedia conduce.

Nel frattempo, possiamo raccontare qualcosa di questa commedia, che contiene almeno un insegnamento del quale bisognerebbe far tesoro. 
Volessimo riassumerne il senso, potremmo dire così: "Per trovare o ritrovare sé stessi, non c'è di meglio che uscire da sé stessi il più possibile".
Il teatro, agli attori insegna esattamente questo, no?
Si esce un poco da sé stessi entrando nei panni di altri.
Per stare nei dintorni di Shakespeare, potremmo ricordare un'espressione inglese, in disguise, che significa "sotto mentite spoglie".
Ma se le spoglie sono doppiamente mendaci, chi le avrà indossate non rischia paradossalmente di avvicinarsi al nucleo più profondo della propria verità?

La carriera di un'attrice, Vittoria, è stata macchiata da un errore commesso quand'era giovanissima: ha spacciato come proprio un testo teatrale, e per questo è stata accusata di plagio.
L'accusa le è valsa un durevole ostracismo da parte del mondo del teatro, e Vittoria non può più prendere parte ai casting per le nuove produzioni.
Federico Landi Porrini, invece, è un brillante regista teatrale che forse ha imboccato il viale del tramonto.
Ha assolutamente bisogno di un successo per poter tornare in auge e ha un'idea di come fare: al Festival dei Due Mondi di Spoleto metterà in scena un Romeo e Giulietta originale!
… già: peccato che le idee scarseggino e che trovare attori all'altezza di un simile testo si riveli una fatica improba. Intendiamoci, è una fatica anche perché lo stesso Landi Porrini fa del suo meglio per cacciare in malo modo chiunque gli si presenti davanti. Fra questi, Rocco, il compagno di Vittoria, ma anche la stessa Vittoria, arrivata a ottenere un provino per la parte di Giulietta in modo quasi miracoloso.

Forte dell'appoggio di una sua amica truccatrice, Vittoria decide di perpetrare un imbroglio ai danni del regista, travestendosi da uomo e proponendosi per il ruolo di Romeo.
Landi Porrini è immediatamente conquistato da quel Romeo e Vittoria - dopo aver accarezzato l'idea di rendere la pariglia al regista per l'umiliazione subita - si lascia tentare dalla possibilità di calcare di nuovo le tavole del palcoscenico. Ma come si chiamerà l'attore che l'attrice interpreta per poter infine interpretare Romeo? Bè, si chiama Otto Novembre.
Provateci voi a tirar fuori un nome dal cilindro quando siete messi sotto pressione, sul palco, da un Landi Porrini posseduto dal demone dell'arte!

All the world is a stage: tutto il mondo è un palcoscenico, insomma.
È stato proprio il bardo di Stratford-upon-Avon ad averlo scritto, e la citazione trova spazio anche in un momento del film di cui abbiamo parlato con Giovanni Veronesi e Pilar Fogliati. 
Su questo palco che è la vita, noi siamo gli attori chiamati a interpretare ruoli diversi.
Ma sarebbe retorico pretendere che maschere e abiti di scena restino confinati al palco sul quale li abbiamo indossati: ogni ruolo che abbiamo recitato diventa parte di noi, in qualche modo.
L'aveva detto molto bene il grande Kurt Vonnegut: "Noi siamo quel che facciamo finta di essere, sicché dobbiamo essere molto attenti a ciò che facciamo finta di essere".

Ben detto, Kurt. Ben detto, Otto Novembre. 

Buona visione a tutti, ci vediamo in sala!

Romeo è Giulietta
un film di 
Giovanni Veronesi

CAST ARTISTICO
Pilar Fogliati
Sergio Castellitto
Geppi Cucciari
Maurizio Lombardi

Domenico Diele
Serena de Ferrari 
Alessandro Haber

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