Diario di bordo

Storia di quasi natale, con mafia e Green Pass

Mercoledì 1 Dicembre

Storia tragica, ma anche sconcertante.
C’è un vecchio boss di Cosa Nostra detenuto; si chiama Salvatore Di Gangi, 80 anni, ha un gravissimo diabete e un “deficit cognitivo”, ovvero una iniziale demenza.
Tanti anni fa era stato il capo di Cosa Nostra di Sciacca (Agrigento); direttore di banca, intestatario di notevoli proprietà turistico alberghiere – in luoghi magnifici - e soprattutto fedele a Totò Riina.

Le sue condizioni di salute sono talmente serie che viene disposta la sua scarcerazione e dunque lunedì scorso si aprono per lui le porte del carcere di Asti.
Di Gangi esce con i suoi piedi, arriva in taxi alla stazione e prende il treno per Genova e poi Roma. Ma a Genova Principe viene fatto scendere perché sprovvisto di green pass.
È solo, nessuno sa che è stato liberato. Non ha telefonato a casa. Il vecchio è disorientato, vaga per la stazione, poi imbocca la galleria che unisce Principe a Brignole, cammina sui binari, dove un treno merci lo travolge.

Fine della storia? Macché.
La procura di Genova apre un’inchiesta; il figlio di Di Gangi sospetta che il padre sia stato ucciso e chiede l’autopsia; il macchinista del treno nega di aver travolto l’uomo, anzi di averlo visto già disteso sui binari e di aver frenato. Chiunque abbia buonsenso, non si capacita delle modalità con cui è avvenuta la liberazione del vecchio: senza assistenza, senza avvisare i familiari o il suo avvocato, senza cartella clinica e soprattutto senza green pass (che forse Di Gangi non sapeva nemmeno cosa fosse). Un PM antimafia piuttosto noto, Sebastiano Ardita, scrive subito sulla sua pagina Facebook: “Questa morte apre uno scenario sconosciuto che occorrerebbe approfondire per riflettere e comprendere fino in fondo il mondo di Cosa Nostra, coi suoi intrecci ed i suoi enigmi; che non si risolvono con gli arresti ed il 41bis e a volte neanche con la morte”.

Intanto, si apprende che al morto erano ancora intestati beni per decine di milioni, su cui c’è parecchio litigio.

Il caso si risolverà per Natale? Temo di no…

 

Gli enigmi di Cosa Nostra.

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