Diario di bordo

Odessa. Adesso. 

Lunedì, 7 marzo

Dicono che, nella barbarie cui ci stiamo abituando, tra poco dovrebbe cadere Kiev e, più o meno in contemporanea, Odessa.
Dato che su Kiev sappiamo già molto, uso questo spazio per parlarvi di Odessa, perché appartiene alla nostra vita.

Odessa, detta anche “la perla del Mar Nero”, un milione di abitanti, principale porto dell’Ucraina, ebbe il suo grande sviluppo nell’Ottocento, e a costruire molti dei suoi sontuosi palazzi fu chiamato l’architetto italiano Francesco Boffo che veniva addirittura da Orosei, in Sardegna. Il suo capolavoro è la scenografica scalinata – 200 gradini di marmo rosa che dal centro della città arrivano a lambire il mare. Proprio per queste sue caratteristiche spettacolari, venne scelta dal regista sovietico Eisenstein per ambientarvi la sequenza più nota del suo film più famoso, la “Corazzata Potiemkin” - che tutti ricordano anche per lo sberleffo che le fece Paolo Villaggio nel suo Fantozzi.

Il film narra un episodio del 1905, la rivolta dei marinai della Potemkin, impegnati nella guerra della Russia contro il Giappone, che si ammutinarono contro il cibo scadente (gli ufficiali invece mangiavano bene). Il popolo di Odessa si unì a loro, le truppe dello zar furono mandate a sparare sulla folla, scendendo dalla famosa scalinata. L’immagine della madre colpita e costretta a lasciare la carrozzina con un neonato – la carrozzina scende lentamente i gradini della scalinata, in mezzo ai morti e ai feriti, e non si ferma, non si ferma - è considerata il simbolo più forte e geniale della storia del cinema.

I soldati (che nel film non si vedono mai, sono inquadrati solo i loro stivali) scendono mostruosamente i gradini, ma il popolo difenderà i marinai ribelli.

Come succederà questa volta? Arriveranno dal mare? Saliranno i gradini? Ci sarà un’altra carrozzella? Lo sapremo presto.

Intanto, per godervi quello che era Odessa una volta – una splendida città cosmopolita, di commercio e malavita, di prostitute e marinai - potete leggere “I racconti di Odessa”, di Isaac Babel, il grande narratore ebreo della città.

Sapete qual è il vero problema di Putin? Non conosce la storia: altrimenti, la lascerebbe perdere, Odessa.    

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