Arrivi e partenze

Javier Cercas e i piaceri proibiti della letteratura

La sigla delle interviste "Il profumo delle pagine" è cantata da Laura Salvi - compositore Marco Zoppi

La sigla delle interviste "Il profumo delle pagine" è cantata da Laura Salvi - compositore Marco Zoppi

Il castello di Barbablù
Il castello di Barbablù Di Javier Cercas;

Per Melchor comincia l'indagine più difficile della sua vita, in cui lo seguiranno solo pochi, fidati amici. Violenza, vigliaccheria, abusi di potere sono i tratti oscuri di un nemico dall'apparenza irreprensibile, ma il senso di giustizia di un padre non può arretrare di fronte alla paura.

“De te fabula narratur” così Orazio quasi duemila anni fa ammoniva tutti i lettori del mondo.
Il libro parla di te, invitava a riflettere il grande poeta. Ancora oggi questo motto irradia la sua potente verità su chiunque, nella propria vita, abbia avuto la fortuna di imbattersi in un grande libro e capire che la storia che l’ha tenuto avvinto fino all’ultima pagina stava parlando anche di lui.
Conoscere i libri di Javier Cercas significa mettersi davanti a uno specchio e sentire che ciò che stiamo leggendo ci riguarda da vicino.
Epifania che può dare le vertigini, perché vedere i nostri pensieri messi nero su bianco da un’altra persona - magari prima ancora di averli formulati chiaramente - può portarci a riconsiderare qual è il valore profondo della letteratura e dei libri.
Un valore che accomuna l’atto di leggere – e farlo dedicando alla lettura tempo e attenzione – al sesso.

La letteratura è una forma di conoscenza, proprio come il sesso. Per questo, quando qualcuno mi dice ‘ non mi piace leggere’, io gli porgo le mie condoglianze

… beh, sì: al sesso!

Cosa sono quelle facce? Fermiamoci un momento a pensare: innanzitutto, proprio come il sesso, un buon libro dà a chi legge un grande piacere (alcuni preferiscono parlare di “intrattenimento” … ma questa parola tende a sminuire ciò cui si riferisce e quindi qui non la useremo).

Ma soprattutto, per dirla con le parole di Cercas, “come il sesso, la letteratura è una forma di conoscenza”, prima di recitare un de profundis per tutti quei disgraziati che pensano - poveri loro! - che il tempo passato con un libro fra le mani sia tempo perso. Ecco allora che in questa intervista, che abbiamo raccolto in occasione del tour promozionale che Javier ha compiuto per far conoscere ai lettori italiani il suo nuovo, bellissimo crime intitolato Il castello di Barbablù avremo modo di parlare dell'unica cosa di cui valga la pena parlare in una intervista con un grande scrittore: il rapporto - ineffabile e certissimo al tempo stesso - fra letteratura e vita, scoprendo quanto queste si diano sempre la mano e quanti modi ci siano perché le storie che leggiamo siano messe al servizio di una più piena comprensione di quel che ci accade e di quel che siamo nel profondo. 

Spoiler alert: se non avete mai sentito parlare del metodo infallibile elaborato da Ford Madox Ford e da Marshall McLuhan per capire la qualità di un libro attraverso la semplice apertura di una pagina (... ma non una qualsiasi, eh! il sistema funziona solo a patto di conoscere il numero preciso della pagina), scoprirete in questa intervista il sistema che d'ora in avanti - ne siamo certi - Javier Cercas adotterà per scegliere le sue prossime letture.

In fondo, un po' di istinto non guasta, quando di tratta di libri. Proprio come nel sesso, no?

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Conosci l'autore

 

Javier Cercas (1962) è uno scrittore spagnolo, collaboratore abituale dell'edizione catalana di "El País" e del supplemento del sabato, oltre che dal 1989 docente di letteratura spagnola all'Università di Gerona.Ha raggiunto il successo con Soldati di Salamina (Guanda 2002); Il movente (Guanda 2004); La velocità della luce (Guanda 2006); La donna del ritratto (Guanda 2008); Anatomia di un istante (Guanda 2010); Il nuovo inquilino (Guanda 2011); La verità di Agamennone (Guanda, 2012); Le leggi della frontiera (Guanda, 2013); L'impostore (Guanda 2015, vincitore dell'European Book Prize 2016); Il punto cieco (Guanda 2016), Terra Alta (Guanda 2020) e Indipendenza (2021).Nel 2016 ha vinto la IX edizione del Premio FriulAdria "La storia in un romanzo", per «l’audace esplorazione dei limiti fra realtà e finzione: per aver restituito nei suoi romanzi la coerenza e la simmetria della storia, ma anche tutta la forza drammatica e il potenziale simbolico che esigiamo dalla letteratura». Tra i premi che gli sono stati conferiti ricordiamo il Premio Nacional de Narrativa (2010), il Premio Salone Internazionale del Libro di Torino (2011) e il Premio Internazionale Mondello (2011). Nel 2019 gli viene attribuito il Premio Sicilia, conferito nelle precedenti edizioni a Isabel Allende e Luis Sepúlveda. Un premio nato per omaggiare le massime voci del nostro tempo, per riconoscerne l’eccellente impegno personale, civile ed artistico.

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