Diario di bordo

In America il diritto all'aborto è in pericolo

Mercoledì 4 maggio

Con un colpo di scena “all’italiana”, ieri è finita l’America del ventesimo secolo.
Il quotidiano online “Politico”, che sarà ricordato per uno dei più grandi scoop del giornalismo americano, ha rivelato che la Corte Suprema ha già deciso (5 contro 4) di abolire la famosa legge Roe versus Wade che dal 1973 ha stabilito la protezione federale per le donne che intendono interrompere la gravidanza, una sentenza che cambiò il mondo. Non solo, ma “Politico” ha pubblicato la bozza del testo, scritta dal giudice ultraconservatore Samuel Alito (nominato nel 2005 da Bush, jr), particolarmente dura nella forma e nel contenuto; si condanna la legge precedente come anticostituzionale e si stabilisce che le donne non hanno nessun diritto sul proprio corpo. Chi ha fatto uscire la notizia? Perché lo ha fatto? Il presidente della Corte ha ammesso che la bozza è vera e che quindi è stato qualcuno dei nove giudici a rivelarla; ha poi aggiunto che però sempre solo di una bozza si tratta e che i nove possono ancora cambiare idea, come è già successo in passato.

Che cosa può succedere ora?
Se la Corte si pronuncerà come anticipato, le decisioni sull’aborto torneranno ai singoli stati e già tredici hanno dichiarato l’intenzione di rendere l’aborto illegale. Gli stati “liberal” invece si adopereranno per accogliere i milioni di donne a cui l’aborto è vietato nella loro residenza. È possibile anche che gli stati più conservatori criminalizzino i viaggi delle donne gravide, le cliniche private, l’agenzia federale “Planned Parenthood”che assiste le donne povere o che mettano leggi sulla vendita dei contraccettivi. Nessuno riesce oggi a prevedere l’ampiezza e la crudeltà di quello che potrà succedere. Subito si è pensato che questa Corte, con le stesse motivazioni, possa vietare anche il “matrimonio gay” e invadere altri campi protetti finora dalla privacy. Potrà farlo questa Corte Suprema, che da oggi ha perso molta della sua credibilità?

I commenti delle prime ore sono unanimi: questa vicenda segna la fine della più importante conquista culturale e sociale degli Stati Uniti, a cui tutto il mondo si è gradualmente associato; e la vittoria di un ritorno al medioevo “per legge”.
Ma sarà possibile? L’America è alla sua prova decisiva, e si vedrà subito l’impatto che la nuova legge sull’aborto (nella memoria di due generazioni di donne) avrà sulle elezioni di “midterm”, a novembre. Gli analisti prevedono che ci sarà una massiccia mobilitazione dei democratici, in grado di cambiare le previsioni finora infauste per loro.

Siamo solo al primo giorno. Ci aspettano grandi rivolgimenti. L’America è chiamata alla sua più grande prova.

 

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