Bassa marea

Un ritocchino per Hollywood

L’anno prossimo la scritta celebra il suo centenario e ha bisogno di essere riverniciata per arrivare all’appuntamento in forma smagliante

Se volete visitare una città senza sentirvi un turista, Los Angeles è il posto che fa per voi.
Infatti, non c’è niente da vedere, perlomeno niente che vorrebbe vedere un turista: un Colosseo, una Torre Eiffel, un Big Ben...
Soltanto autostrade, spiagge e palme, per cui uno può guidare per ore nel traffico o sdraiarsi sulla sabbia a prendere il sole, e non ha la sensazione di sprecare il proprio tempo o di perdersi chissà quali attrazioni.

Non per nulla il segno più noto di L.A. (pronuncia El Ei, come dicono i nativi) è un cartellone pubblicitario: la scritta HOLLYWOOD a caratteri cubitali sulla omonima collina diventata il simbolo e il sinonimo dell’industria cinematografica. L’abbiamo vista tutti, in qualche film, telefilm o documentario. Poiché la “Città degli Angeli” non ha altri grandiosi monumenti da esibire, adesso le gigantesche lettere che formano la parola, alte una ventina di metri, vengono sottoposte a un delicato restauro: l’anno prossimo la scritta celebra il suo centenario e ha bisogno di essere riverniciata per arrivare all’appuntamento in forma smagliante.

Non tutti sanno che, quando fu eretta nel 1923, era una parola differente: HOLLYWOODLAND, terra di Hollywood.
Si trattava, in effetti, di un modo per fare pubblicità al potenziale immobiliare della zona, uno dei modi per fare soldi a Los Angeles, prima che ne venissero scoperti altri ancora più redditizi, come il petrolio e il cinema. La Camera di Commercio locale accorciò la parola in HOLLYWOOD nel 1949.
Da allora, la scritta ha subito varie riparazioni, per modernizzarla e anche in risposta ad atti di vandalismo. Una volta un burlone ha cambiato due lettere, trasformandola in HOLLYWEED: “weed” essendo il termine gergale per marijuana, erba, fumo, spinello. L’ultimo restauro risale all’autunno 2012, alla vigilia del novantesimo anniversario della nascita della scritta.
Per quello in corso, che durerà due mesi, è stata introdotta una novità: sarà possibile seguire i lavori per verniciarla su una speciale web-cam in azione 24 ore su 24.
Anche questo è spettacolo: non per niente succede a Hollywood.

Hollywood Babilonia
Hollywood Babilonia Di Kenneth Anger;

In questo libro, che Susan Sontag ha definito «leggendario come ciò di cui parla», Kenneth Anger si è rivelato il primo adeguato chroniqueur, il più felice e amaro favolista del mondo di Hollywood.

Altre riflessioni di Enrico Franceschini

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