Diario di bordo

In guerra le donne pagano i costi più alti

Giovedì 12 maggio

C’è una guerra intorno a noi con milioni di donne sfollate o rifugiate, in fuga da una soldataglia che stupra, uccide e ruba nelle case.
Le donne ucraine si rifugiano in Polonia, dove l’aborto è vietato, anche in caso di stupro: cambieranno idea, i truci legislatori polacchi?
Ci sono le donne di Kiev (tante e note in tutto il mondo) che praticano la “maternità surrogata” per coppie americane, canadesi, australiane e probabilmente anche russe; vogliono tener fede al loro impegno e al loro contratto, anche se stanno in qualche bunker. Non sarebbe opportuno aiutare loro, per prime?

Ci sono le donne italiane, che quando sfilano gli alpini avvinazzati (un raduno di alpini vale mille rave party) non esitano a gridargli: “alpino molesto, se mi tocchi ti calpesto”.

E poi c’è quella imprenditrice, Elisabetta Franchi, la padrona che assume solo le “anta” perché così la servono “h24” e la Confindustria, che pure ha un nome femminile, non la butta fuori.

C’è una resistenza enorme – capillare, con bigliettini e piccole scritte sulle banconote e messaggi alle fermate del bus – delle donne russe contro la guerra (che sono poi le prime a ricevere la cartolina che annuncia la sorte del figlio soldato); storie di cui sembra i pacifisti nostrani non siano a conoscenza, e infatti non se ne parla nei talk show.

Questo elenco di temi femminili in una guerra di maschi, di clangore di ferro, di battaglioni, mi serve per segnalare un discorso importante.
Come sapete (ne abbiamo parlato qui su Maremosso), la Corte Suprema degli USA sta per abrogare la legge, in vigore dal 1973, che garantisce alle donne la possibilità di interrompere la gravidanza. Se questo davvero avvenisse la civiltà occidentale avrebbe fatto il suo fatale passo indietro; e infatti negli USA si vive un momento drammatico.
Cito qui la dichiarazione di Janet Yellen, ministro del Tesoro del governo, prima donna a ricoprire l’incarico (forse uno dei cinque più importanti al mondo), in un'audizione al Senato americano dell’altro ieri: “Penso che eliminare i diritti delle donne di decidere se e quando avere bambini, avrebbe effetti dannosi sull’economia e porterebbe indietro le donne di decenni; non solo, per le donne più povere, questa decisione sarebbe un colpo fatale”.

Come si vede, ci sono molte cose che riguardano le donne cui conviene fare attenzione, in questi tempi di guerra.  

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