Diario di bordo

Le “non scuse” di Putin sull’antisemitismo

Venerdì 6 maggio

Con una dichiarazione ufficiale, il primo ministro di Israele, Naftali Bennett, ha accettato le scuse di Vladimir Putin per le oscene dichiarazioni antisemite del suo ministro degli esteri Lavrov alla televisione italiana. Bennett è stato molto diplomatico e si è accontentato; ma il Cremlino ha fatto immediatamente sapere che non c’è stata in realtà nessuna scusa; Putin avrebbe solamente confermato che non ha intenzione di mettere in discussione la verità storica sull’Olocausto. Anna Zafesova, che scrive per La Stampa, fa sapere che la propaganda antisemita riguardo alla guerra in Ucraina sulle TV russe è quotidiana e cospicua.

Nessuno in Italia si è scusato per l’intervista di Lavrov, né ha fatto seguire un programma che ne mettesse in luce le falsità, a dimostrazione dell’abisso in cui sta precipitando l’informazione televisiva italiana.

Su questa pagina, tre giorni fa, prevedevo l’oscenità maggiore, che sulla televisione italiana si sarebbe rimessa in discussione la “verità di Auschwitz”; non cambio idea, vedrete che succederà, in nome “della libertà di informazione”.

A questo proposito, cito un fatto probabilmente dimenticato. 25 anni fa, un sedicente storico inglese, David Irving, pubblicò un libro, “La guerra di Hitler” che diventò un bestseller internazionale. Vi si sosteneva che non c’era alcuna prova che Hitler fosse a conoscenza dello sterminio degli ebrei d’Europa, e men che meno che l’avesse ordinato; che ad Auschwitz le morti erano avvenute per un’epidemia di tifo; che le camere a gas non erano mai esistite e che erano state un’invenzione del dopoguerra. Deborah Lipstadt, storica americana dell’olocausto, scrisse un libro che dimostrava l’assoluta inconsistenza delle sue tesi, tutte basate su falsi storici. Irving la denunciò per diffamazione, la causa ebbe luogo al tribunale di Londra e fu un vero pezzo di storia. Ambedue le parti presentarono testimoni, storici, periti (che dovevano dare un parere sulle affermazioni di Irving sui tubi conduttori del gas, sulla quantità di Zyklon B, sulle fotografie aeree del campo, etc.) … e il verdetto non era affatto scontato. Quando il giudice londinese assolse Lipstadt - con 348 pagine di motivazione - il mondo tirò un sospiro di sollievo. Il “negazionismo” non aveva basi legali. (Irving su in seguito arrestato e divenne la star dell’estrema destra).

Sembrava fosse finita, e invece non lo era. L’antisemitismo è la più antica forma di odio, Hitler è ancora adesso il modello degli autocrati e dei dittatori. Speriamo che Putin sia l’ultimo, ma non sarà così, probabilmente. Ha molti ammiratori e purtroppo l’Italia è in cima alla lista.  

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