Diario di bordo

Cos’è un linciaggio? Una risposta dopo 123 anni

Mercoledì, 8 marzo

Intorno all’Ucraina si agita una questione semantica: coma chiamarla? Aggressione? Invasione? Crimine (di guerra)? “Peace keeping operation”? (come vorrebbe Putin), “crociata”, come vorrebbe il patriarca Kirill? Credo che la questione non sarà risolta facilmente, ma questo mi dà l’occasione per segnalarvi una notizia che viene dagli USA.

Il Senato americano, praticamente all’unanimità, ha dichiarato il “linciaggio” un reato federale (ovvero di competenza della giustizia nazionale, invece che dei singoli stati). È stata una battaglia legale durata almeno mezzo secolo. Per “linciaggio” si intende l’uccisione di una persona detenuta in attesa di processo; in genere questa esecuzione avviene in pubblico, con grande concorso di folla. Si calcola che negli Stati Uniti siano state così uccise, dal 1870 al 1939, almeno 4400 persone, quasi tutti neri.
Il linciaggio era un atto di “terrorismo razziale”, volto a far fuggire la popolazione nera dagli stati del sud, che non accettavano la fine dello schiavismo. Considerato un fatto di pertinenza “statale”, il linciaggio non veniva perseguito: per decenni tutti i linciatori vennero considerati autorizzati a compiere i loro delitti; una mostruosità legale di cui era pericoloso parlare: basti pensare che la famosa canzone “Strange fruit” di Billie Holiday, che narra un linciaggio, fu vietata fino al dopoguerra.

La seconda etnia colpita dai linciaggi furono gli immigrati siciliani, con almeno 90 linciati censiti.
Un eccidio in Louisiana di cinque siciliani – il clan famigliare Di Fatta, di Cefalù - nel 1899 provocò una crisi internazionale tra Italia e Stati Uniti. Per chi voglia ricordare quei tempi suggerisco di leggere, oltre al mio “Storia vera e terribile tra Sicilia e America” (Sellerio editore, 2020), “Il barone persistente” di Alberto Fava, Carratelli Editore, che narra degli sforzi diplomatici del suo antenato Francesco Saverio Fava, ministro degli esteri del Regno d’Italia, per riconoscere il linciaggio dei cinque italiani come “reato federale”.

Oggi possiamo dire che, sebbene a distanza di 123 anni, è arrivata una qualche forma di giustizia.

Sperando che per gli avvenimenti attuali che ci circondano, la procedura sia più breve.

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