Diario di bordo

Nel giorno dell’alta diplomazia, il volo di Hasib Omerovic

Venerdì 16 settembre

Grande giornata diplomatica, ieri: Il Papa, di ritorno dal Kazakhstan  ha detto che gli “ucraini hanno diritto a difendersi con le armi” perché amano la loro patria; Putin, da Samarcanda, ha fatto sapere che Xi Jinping “è preoccupato per la sua conduzione della guerra in Ucraina”, per cui non gli darà armi; il parlamento europeo ha dichiarato l’Ungheria di Orban “ormai fuori dalla democrazia” (contrari Salvini e Meloni); sempre il Papa ha detto che bisognerebbe dialogare con Putin “anche se puzza”. E infine, Mario Draghi e Joe Biden hanno messo insieme un notevole colpo di scena; in una telefonata partita da Roma, Draghi ha ricevuto assicurazione dal segretario di Stato Blinken che nel famoso dossier sui soldi russi, “l’Italia non è coinvolta”.
Nell’occasione, Blinken si è detto sicuro che ora, e nel futuro postelettorale, l’alleanza Italia-Usa pro-Ucraina e anti Putin (sanzioni e nessun cedimento ai ricatti sull’energia) resterà saldissima. I prossimi giorni di campagna elettorale saranno quindi una sorta di referendum anticipato a favore (o contro) Draghi, gli Stati Uniti, l’Europa e l’Ucraina.

Tutto questo ha reso la giornata elettrizzante, ma vorrei segnalare anche un piccolo fatto di cronaca italiano, che qui riporto come è stato pubblicato dal quotidiano Avvenire:

Titolo: Dopo la denuncia pubblica sul volo di nove metri del 36 enne sordomuto a Roma, Primavalle, la Procura verifica la dinamica dell'intervento senza mandato. Fratture e lesioni interne.

Testo: Saranno i quattro poliziotti entrati nell'appartamento i primi ad essere ascoltati dalla Procura.
E non è escluso che l'atto istruttorio per loro possa avvenire nella veste di indagati. I tre uomini e una donna della polizia che hanno effettuato la perquisizione, finita con il volo di Hasib Omerovic giù dalla finestra, potrebbbero infatti essere accusati di tentato omicidio. Gli altri quattro rimasti fuori dalla casa, ma giunti anche loro in via Gerolamo Aleandri e superiori dal punto di vista gerarchico, potrebbero rischiare invece il reato di falso ideologico, se avessero mentito nella relazione sull’accaduto se la dinamica dell'incidente - definito nel verbale come tentato suicidio - dovesse risultare diversa. Diversi elementi - una porta sfondata, un bastone spezzato, tracce di sangue, un termosifone divelto - fanno pensare a una colluttazione, come raccontatato peraltro dalla sorella di Hasib che ha una disabiltà psichica. 

Al vaglio degli inquirenti sono le posizioni di tutti e otto gli agenti arrivati per un controllo dei documenti nella casa popolare dove viveva Hasib Omerovic, assegnata tre anni fa alla famiglia rom. Che dopo l'episodio ha lasciato l'abitazione: «per paura, non ci sentiamo più sicuri».

Tutti siamo in ansia per come finiranno le elezioni. Essendo vecchietto, mi ricordo di una scritta su un muro di Milano, alla vigilia delle elezioni politiche del 1972: “Quando votate, ricordatevi di Pinelli”.

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