Diario di bordo

Panzeri tra sogno e incubo

Lunedì 19 dicembre 2022

Mi sembrava di essere in un dormiveglia, e forse lo ero davvero per via di un lunghissimo viaggio pieno di fusi orari; e vedevo la più grande partita di calcio che mi ricordi, con i gauchos truci (ognuno dei quali sembrava avere un pugnale nei calzettoni), e i bleus timidi, gattoni trasognati, ma borghesi eleganti; e poi Lionel il Vecchio e Kylian il giovane che davano spettacolo…e non avrebbe dovuto finire mai, con Diego che li incitava da lassù, e ti veniva da piangere perché non avevi mai visto giocare al football così bene.

In questo dormiveglia poi seguivano le premiazioni, un altro spettacolo, in uno stadio così lussuoso ed elevato al Cielo, che batteva qualunque cattedrale che ì’Occidente avesse mai vagheggiato. Sfilavano i giocatori, e l’Emiro, un uomo alto e magro che sembra un oftalmologo o un professore di geologia (non comunque un dittatore o un manovratore occulto delle leve finanziarie mondiali), stringeva a tutti la mano, ed anzi a Messi lo ricopriva di una stola dai rivolti in filigrana d’oro, e c’era oro massiccio dappertutto, nelle medaglie, nella grande coppa; una grossa mano d’oro per il miglior portiere, una scarpa d’oro per il miglior attaccante; e c’era Emmanuel Macron incazzato, ma neanche troppo, Gianni Infantino, che governa il football mondiale, felice (e tutte le accuse di essere un capolavoro di corruzione sembra non lo turbino affatto); e poi c’erano altri uomini vestiti di grigio, che non so chi siano, che anche loro abbracciavano i calciatori ed erano felici. Ecco, a questo punto, nella fila di quella notte magica, mi è parso di vedere anche Antonio Panzeri, uno dei primi che ha creduto nel Qatar e che si è speso per sostenere la candidatura dell’Emirato, convinto che con questo successo, anche le condizioni dei lavoratori che hanno costruito gli stadi, miglioreranno. Un uomo che, da segretario della Camera del Lavoro di Milano, ha sempre lottato dalla parte giusta. Era anche lui lì, invitato d’onore per aver contribuito a realizzare il più grande spettacolo del mondo. E che, forse, contribuirà a cambiare il mondo.

E invece, come sapete, Panzeri a Doha non c’era. Trattenuto in cella a Bruxelles. Peccato...

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