Diario di bordo

Una sauna da favola in tempo di guerra

© Mikkel Aaland

© Mikkel Aaland

Venerdì 23 dicembre 2022

Dicono i meteorologi che una grande tempesta gelata sta per abbattersi sugli Stati Uniti, e in particolare sulla sua costa orientale. Una metafora per l’Occidente?

Due giorni fa, nell’eccezionale viaggio lampo di Zelensky a Washington, dove il leader ucraino si è presentato in divisa militare sia alla Casa Bianca che al Congresso, si è parlato dell’inverno ucraino, di un paese bombardato giorno e notte, di milioni di persone che Putin cerca di prendere per freddo e per fame. E Zelensky, stupendo molti,  ha proposto un parallelo fra la condizione ucraina di oggi e quella europea del 1944, quando l’animale Hitler, ormai ferito a morte, non esitò a schierare quello che rimaneva del suo esercito nella battaglia del Bulge, nelle Ardenne. Vi morirono più di diecimila soldati americani, altri quarantamila furono feriti nella più grande battaglia della seconda guerra mondiale (i morti dello sbarco in Normandia furono meno).

L’inverno 2022 ripeterà quello del 1944? Putin è il nuovo Hitler? Zelensky l’ha fatto presente come possibilità reale al presidente Biden, che già l’aveva capito: essere vecchi certe volte è un vantaggio. Gli ha dato i famosi Patriot. Zelensky ne vuole di più, e ha asscicurato che loro, anche se gelati, non molleranno. Il Congresso americano si è spellato le mani per applaudirlo.

Eh sì, questo viaggio ha fatto la Storia. Resta da vedere dove si svolgerà la nuova battaglia del Bulge, prima della resa finale del nuovo Hitler.

Tutto il mondo sostiene l’Ucraina, cerca - come il bue e l’asinello di Betlemme - di soffiare un alito caldo su questo bambinello della democrazia che affronta il tiranno.
Si aiuta in cento modi, si possono mandare lampadine led, maglioni, giubbotti, generatori, soldi, preghiere, cappotti, accogliere profughi…

Tra tutte queste storie di Natale, vi segnalo – per il suo notevole eccesso di ottimisimo  - il racconto di un viaggio che ho trovato su Facebook. L’ha postata (e la trovate sotto il suo nome) Mikkel Aaland, che è un famoso fotografo americano di origini norvegesi. Aaland è partito da Bratislava verso l’Ucraina per consegnare una sauna, costruita riadattando un container – c’è una ditta specializzata per questo - perfettamente funzionante. La sauna, spiega, nei paesi freddi, è una “seconda madre”, dove le persone si ritrovano, parlano, si riposano.
Mikkel allega le foto: soldati intabarrati, e stupefatti, di fronte alla sauna mobile arrivata dall’occidente….

E ora liberiamo la nostra fantasia e pensiamo a quanto possiamo fare tutti noi!

Come ha detto Zelensky al Congresso: “non è carità, è un investimento nella democrazia”.       

Verso la fine

Libri e film per approfondire

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